Non bastano nuove leggi: servono investimenti concreti su chi la sanità la fa vivere

Non bastano nuove leggi: servono investimenti concreti su chi la sanità la fa vivere

Non bastano nuove leggi: servono investimenti concreti su chi la sanità la fa vivere

Gentile Direttore,
la recente proposta del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, di aprire un tavolo interregionale per rivedere la Legge 833/78, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale, rappresenta un passaggio indubbiamente rilevante nel dibattito pubblico sulla sanità.

Che il contesto attuale sia profondamente mutato rispetto al 1978 è un dato di fatto. Che il modello organizzativo del SSN abbia bisogno di un aggiornamento, è un’esigenza riconosciuta da molti. Tuttavia, non possiamo permetterci di confondere la forma della riforma con la sostanza della crisi.

La vera urgenza, oggi, è una sola: salvare il Servizio Sanitario Nazionale dal collasso, e per farlo serve prima di tutto investire concretamente nelle persone che lo tengono in vita ogni giorno. Senza una svolta immediata nella valorizzazione e attrattività delle professioni sanitarie e socio-sanitarie, ogni riforma rischia di trasformarsi in un elegante esercizio teorico, incapace di incidere sulla realtà.

Negli ultimi anni, in Lombardia abbiamo assistito a un progressivo smantellamento dell’assistenza territoriale, al depotenziamento dei distretti, a una crescente disuguaglianza nell’accesso ai servizi. Il risultato? L’universalità, l’uguaglianza e l’equità – principi cardine della Legge 833 – sono oggi messi seriamente in discussione.

Se davvero si vuole avviare una riforma credibile del sistema, occorrono scelte concrete e coraggiose, a partire da tre priorità non più rinviabili:
• Assumere e stabilizzare il personale sanitario e socio-sanitario, oggi spesso precario e demotivato;
• Aumentare stipendi e opportunità di carriera, per contrastare la fuga di professionisti verso il privato o verso altri Paesi;
• Rafforzare la sanità territoriale, per garantire un’assistenza di prossimità realmente accessibile a tutti i cittadini.

Come ho già avuto modo di sottolineare, senza investimenti nelle persone – nei medici, negli infermieri, negli operatori socio-sanitari – ogni tentativo di riforma sarà inevitabilmente un’operazione di facciata.
La sanità pubblica non si difende cambiando solo le leggi. Si difende mettendo al centro chi cura, assiste e salva vite, ogni giorno, spesso in condizioni difficilissime.
È tempo che le istituzioni, a tutti i livelli, ne prendano finalmente atto.

Con i migliori saluti

Roberto Gentile
Segretario Generale FIALS Lombardia

04 Agosto 2025

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