Organizzazione salute mentale, mancano dati certi 

Organizzazione salute mentale, mancano dati certi 

Organizzazione salute mentale, mancano dati certi 

Gentile Direttore,
nel 2023 era stato pubblicato un interessante studio fatto dal Gruppo Tecnico di lavoro sulla Comunità Terapeutiche Residenziali, nell’ambito del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, sulle dotazioni di personale delle Comunità Terapeutiche estensive SPR2, analizzate in relazione alle finalità indicate.

La analisi si era focalizzata sulle dotazioni del personale, così come risultava dai vari documenti regionali in materia, evidenziando una presenza centrata in particolare modo su infermieri ed OSS, il cui dato aggregato rappresentava il 55% del personale, con educatori e terp al 33%, mentre gli psicologi erano al 6% e gli psichiatri al 5%. Gli Autori suggerivano il contrasto fra queste dotazioni di personale (e quindi di competenze) e le finalità di terapia e riabilitazione di questa tipologia di struttura presa in esame. Concludevano che si stava assistendo nel tempo a normative, nelle varie regioni, che “finiscono per semplificare e banalizzare la complessità dell’intervento e che stanno, di fatto, assimilando le Comunità sempre più, per caratteristiche e personale, a strutture assistenziali e simil/ospedaliere”.

In realtà, come sempre succede nella statistiche, la realtà è più variegata del valore medio ed accanto a regioni più fortunate esistono situazioni ancora più problematiche.

Se esaminiamo ad esempio le dotazioni indicate per questo tipo di struttura nella DGR 1673/2018 della Regione Veneto, (in Veneto le SRP2 sono denominate CTRP di tipo B) troviamo che fra infermieri ed OSS si arriva al 78% (dove il 72% sono OSS) gli educatori/terp sono al 15%, gli psicologi al 5% e lo psichiatra inferiore al 1%.

Se proseguiamo questa analisi per le altre tipologie di strutture, troviamo che nelle SRP1 che dovrebbero esprime la maggiore intensità terapeutico/riabilitativa il ruolo maggiore è ancora una volta svolto dagli OSS con il 66%, seguiti da infermieri con il 16% e gli educatori con il 12%. La presenza dello psicologo scende curiosamente al 3,4% mentre lo psichiatra raggiunge l’1%. Per quantificare significa che lo psichiatra in questa struttura intensiva dedicherà al singolo paziente un totale di 21 minuti a settimana, lo psicologo 70 l’educatore 145 e l’OSS 1373. Dati comunque privilegiati rispetto alle comunità estensive corrispondenti alle SRP3 sulle 24 ore dove lo psichiatra indicato per 16 utenti è 0,05 TPE, corrispondente a 5 minuti per paziente la settimana, lasciando al contempo all’OSS ben 818 minuti.

E’ lecito domandarsi quale sia il modello di funzionamento proposto per queste strutture destinate in vari gradi a terapia e riabilitazione ed ancora di più quali siano gli esiti effettivi di tale tipo di intervento. Soprattutto se questo possa essere diverso da qualcosa che potremmo chiamare con linguaggio cortese “ospitalità istituzionale”.

Sono decenni che le strutture residenziali nelle loro varie declinazioni rappresentano una costante imprescindibile dei Dipartimenti di Salute Mentale, rappresentando una spesa che i dati SISM mostrano in ascesa, e nei dati 2023 rappresentava il 43% (aggiungendo la semi-residenzialità che ha molte di queste problematiche in comune, si arriva al 54%).

Sono invece incerti i dati della effettiva utenza, dove troviamo che le giornate dal 2015 al 2022 (il 2023 contiene evidenti errori nel SISM) sono passate da 7,5 milioni a 11 milioni; il dato relativo alla utenza lascia molti dubbi, dal momento che non è coerente la modesta diminuzione indicata da alcune Regioni dove il numero dei presenti non collima con il bilancio entrati/usciti (sono sempre dati SISM) che suggerisce invece un importante aumento. Alla fine i dati sono incoerenti e contraddittori.

Né il SISM né altri rapporti ci dicono gli esiti generali di questa complesso dispositivo che vuole essere terapeutico/riabilitativo.

Purtroppo il SISM riporta infatti solo il dato delle permanenze medie in una tipologia di struttura, non dicendo quindi nulla sugli effettivi percorsi, neppure banalmente se il paziente esca da quella struttura per tornare alla vita di comunità o per entrare in una altra struttura, continuando un percorso puramente istituzionale che lo porterà infine alla casa di riposo.

Credo che sia arrivato il momento (specialmente in questa situazione dove le tendenze neomanicomiali si fanno più forti) di fare il punto su questo strumento che assorbe gran parte delle risorse messe a disposizioni della salute mentale, cercando risposte per alcune legittime domande:

1) Quali sono i dati effettivi delle residenzialità psichiatrica in Italia
2) Quali siano le organizzazioni e dotazioni di personale con le quali queste strutture sono gestite e la effettiva congruenza con le loro finalità indicate dai LEA e dai Progetti Obiettivi e le varie norme di autorizzazione ed accreditamento
3) Quali sono le attività di comprovata efficacia che in esse vengono svolte, sapendo che bisogna uscire dalla visione ingenua che la pura convivenza sociale sia di per sé terapeutica
4) Quali sono gli esiti effettivi che ottengono i modelli gestionali in uso, che per il 3,6% degli utenti utilizzano il 43%delle risorse
5) Quali sono vantaggi e svantaggi di una massiccia presenza del privato, che gestisce il 70% delle giornate complessive (e quindi presumibilmente – dato che questa informazione non viene fornita) almeno il 70% della spesa?

Sono dati che non sappiamo.
Credo che nessun ospedale pubblico accetterebbe di avere un reparto, gestito in gran parte da privati, che assorbe il 43% delle risorse per il 3,6% dei pazienti e di cui non conosce questi aspetti elementari nel funzionamento e negli esiti.

Perché invece è considerato normale nella salute mentale?

Andrea Angelozzi

Psichiatra

Andrea Angelozzi

26 Marzo 2025

© Riproduzione riservata

Elisoccorso. Siaarti: competenze documentate, appropriate al contesto e mantenute nel tempo
Elisoccorso. Siaarti: competenze documentate, appropriate al contesto e mantenute nel tempo

Gentile Direttore,la recente interrogazione al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento ha riacceso la discussione sulla composizione delle équipe di elisoccorso (HEMS) e, in particolare, sull’impiego dei medici di Medicina...

Scienza e politica: dal conflitto al confronto costruttivo
Scienza e politica: dal conflitto al confronto costruttivo

Gentile Direttore,era settembre dell’anno scorso quando il Presidente Donald Trump dichiarò, con toni allarmistici, che l’uso del paracetamolo in gravidanza avrebbe potuto compromettere il neurosviluppo del bambino, aumentando il rischio...

Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente
Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente

Gentile Direttore, con il disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale sembra iniziare quella revisione del Ssn da tempo attesa. In particolare, a proposito delle...

Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico
Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico

Gentile Direttore,lo scorso 26 gennaio è stata ufficialmente pubblicata sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità l’area tematica riguardante il Basic Life Support (BLS) il primo tassello della più ampia Linea...