Ospedale Nola. Prima di licenziare i medici bisogna licenziare molti altri

Ospedale Nola. Prima di licenziare i medici bisogna licenziare molti altri

Ospedale Nola. Prima di licenziare i medici bisogna licenziare molti altri

Gentile direttore,
siamo all'ultimo posto come Regione per i LEA? Abbiamo sfondato per anni il bilancio regionale? Paghiamo il più alto ticket in Italia? Abbiamo un altissimo tasso di immigrazione sanitaria? Abbiamo il maglio della camorra sugli appalti sanitari?

Il Giudice ha già emesso la sentenza: licenziamo i medici e nel frattempo li sospendiamo.

La politica della ghigliottina paga subito, identificando nel medico il capro espiatorio, quello da mettere alla gogna e al pubblico ludibrio. E’ uno sport nel quale la politica si diletta molto bene.

In Regione Campania abbiamo degli ottimi giudici dalla sentenza lapidaria e immediata, non hanno bisogno di avvisi di garanzia, né di rinvii a giudizio. Bastano le interviste in tv e le dichiarazioni alla stampa. C’è un solo colpevole: il medico.

Il ministro della Sanità in modo solerte invia i suoi ispettori per la solita indagine: vorrei chiedere al ministro quali sono i risultati delle ispezioni eseguite in precedenti occasioni e quali sono i fattori di correzione messi in essere dal ministero per prevenire questi disastri?

Vorrei chiede al ministro come si impiegano sei mesi per nominare i Commissari della Sanità in Regione Campania, forse per ottemperare alla politica del bilancino e quello di mortificare le professionalità campane?

Vorrei chiedere al ministro qual è stata la sua politica nel riequilibrare lo squilibrio nel riparto sanitario?

Lasciamo il ruolo di ispettori a chi di dovere, Autorità Giudiziaria in primis, e tentiamo come ministero di non essere semplici spettatori passivi di uno sgretolamento del Sistema Sanitario Pubblico. Si va avanti da anni, e negli ultimi 3 il Governo non ha mai detto che Sanità vuole per l'Italia.

Se poi si dichiara che i medici sono eroi: allora pubblico encomio ai sospesi con intervento forte su chi vuole il loro licenziamento. In Regione poi si cacciano i conigli dal cilindro con annunci roboanti, inaugurazioni faraoniche per poi fare i tagliatori di gole, anzi della gola del medico.

Si chiude l'ARSAN ma poi si scopre che non abbiamo i quadri in Regione per sostituirsi a questo ruolo, si catapultano da altri settori (vedi turismo), vista l'acuta carenza di risorse umane, persone che non hanno alcun know how in sanità, si emarginano persone che hanno dimostrato di sapere, saper essere e saper fare in Sanità.

Se qualcuno andasse a prendere la rassegna stampa degli anni precedenti, vedrebbe che in questo periodo la criticità endemica dei pronto soccorso si acuisce. Ora alla storica epidemia influenzale (reale), vi è la complicanza del freddo (reale) con il terrore meningite (virtuale) e tutte le Strutture dell'emergenza di Italia sono al collasso.

Da anni chiediamo di chiudere gli ospedali non sicuri e di costituire una reale rete dell’emergenza dove il 118 non sia con ambulanze obsolete e mancanza di medici e non medici.

Caro Governatore, è vero abbiamo un torto, quello di non avere alzato le mani e di urlare.

«Così non è possibile più lavorare» e dire ai cittadini campani «fuitevenne» Ma noi rispondiamo ad un giuramento, quello di Ippocrate e continuiamo a rispettarlo e non abiuriamo al nostro ruolo. 

Forse è il caso, Egregio Governatore, che vada a vivere qualche ora “ di ordinaria follia” in una zona di frontiera di un qualsiasi Pronto Soccorso per capire come il Medico rischia in prima persona.

Prima di licenziare i medici bisogna licenziare molti altri.
 
Bruno Zuccarelli
Segretario Regionale Anaao Assomed

11 Gennaio 2017

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