Osteopatia. Perché è giusto riferirsi alle “norme” CEN

Osteopatia. Perché è giusto riferirsi alle “norme” CEN

Osteopatia. Perché è giusto riferirsi alle “norme” CEN

Gentile Direttore,
inoltro la seguente riflessione in riferimento al dibattito in tema di regolamentazione dell'Osteopatia. Trovo alquanto opportuno il riferimento alla norma europea CEN a definizione della professione di osteopata, non tanto perché tale documento possa sostituirsi a una legge dello Stato, ma per il suo valore internazionale derivato dalla condivisione unanime dei principi che identificano l'osteopatia come professione sanitaria distinta e autonoma.
 
Ritengo che il suo reale valore sia ben chiaro a quei Commissari italiani che hanno contribuito alla sua stesura e che, a differenza di alcuni predecessori, non hanno mai voluto considerare l'osteopatia tra le professione autoregolamentate (/ex lege/ 4 del 2013) durante il loro impegno presso l'Ente Nazionale di Normazione (UNI-Milano).
 
Lavorando di concerto con il Ministero della Salute, i rappresentanti dell'osteopatia italiana hanno contribuito a tracciare con tutti i colleghi europei e numerosi extra-europei un ineludibile riferimento a salvaguardia unanime dei principi di esercizio e delle regole pedagogiche per questa professione.
 
Questo mi pare l'aspetto più rilevante che nessuna polemica o disquisizione semantica possa offuscare. Inoltre, la loro consapevolezza al riguardo è attestata dall'ulteriore documento, da essi proposto e recepito in sede europea, in riferimento alle attuali leggi italiane che riferiscono l'esercizio dell'osteopatia all'esclusivo ambito sanitario (/"A deviation"/).
 
Pur non essendo cogente, la norma CEN va nella direzione intrapresa da numerosi Stati e smentisce i timori che una legge nazionale a regolamentazione sanitaria dell'osteopatia possa snaturare questa professione. Questa, al contrario, afferma che solo un insieme di regole condivise possa mettere al riparo l'attività di osteopata e i cittadini tutti da rischi e contraffazioni.
 
La stessa norma, coerente con i rapporti OMS, definisce l'osteopatia come attività riservata agli osteopati con peculiarità di formazione, molti dei quali già lavorano in Italia, pagando le tasse e versando l'IVA. Né pare di intravvedere nel suo testo alcuna concessione verso attuali professionisti sanitari che esercitino l'osteopatia in quanto tali, ma senza adeguate competenze o chiara tracciabilità nello specifico esercizio di questa attività.
 
Penso che il riferimento alle fonti sia quanto mai essenziale per fare chiarezza, distanziarsi dalle speculazioni politiche e ribadire l'urgenza di una riforma nazionale in grado di assicurare il giusto ruolo sociale e sanitario ai professionisti italiani formatisi con rigore tracciabile e conformità europea.
 
Federico C. Franscini
Osteopata D.O. Associazione Professionale degli Osteopati

15 Agosto 2015

© Riproduzione riservata

Sanità pubblica: i numeri non sono più un allarme, sono una scelta che il Paese deve decidere se continuare a compiere
Sanità pubblica: i numeri non sono più un allarme, sono una scelta che il Paese deve decidere se continuare a compiere

Gentile Direttore,i dati pubblicati sulla spesa sanitaria italiana impongono una riflessione che non può più essere rinviata. Essere ultimi nel G7 per spesa sanitaria pubblica pro capite non rappresenta semplicemente...

Il sociale e la sanità: due separati in casa
Il sociale e la sanità: due separati in casa

Gentile Direttore, nell’ordinamento dello Stato Italiano le politiche sanitarie e le Politiche sociali fanno capo a due circuiti diversi di gestione e erogazione. Le politiche di contenimento della spesa pubblica...

Dopo il Pnrr. Proposte per trasformare le strutture in capacità assistenziale
Dopo il Pnrr. Proposte per trasformare le strutture in capacità assistenziale

Gentile Direttore,concluso l’adempimento del target PNRR, occorre passare dalla costruzione degli edifici alla misurazione degli esiti. Alle volte porre l’accento sulle problematiche può attirare, nel bene e nel male, critiche...

Spesa sanitaria e PIL: cinque osservazioni di metodo sull’analisi GIMBE
Spesa sanitaria e PIL: cinque osservazioni di metodo sull’analisi GIMBE

Gentile Direttore, l'analisi che la Fondazione GIMBE ha diffuso il 2 settembre sulla spesa sanitaria pubblica nei Paesi OCSE svolge, come ogni anno, un servizio utile: mette in fila dati...