Ostetriche vs infermieri: doverose precisazioni e opportune informazioni

Ostetriche vs infermieri: doverose precisazioni e opportune informazioni

Ostetriche vs infermieri: doverose precisazioni e opportune informazioni

Gentile direttore,
rispetto all’articolo pubblicato in data 7 maggio 2012, a firma del Dottor Marco Merlin, sono doverose alcune precisazioni. Ancora in tema di Ostetriche vs Infermieri, oltre alle questioni strettamente legate all’inquadramento professionale, ritengo fondamentale effettuare alcune puntualizzazioni relative alla determinazione del campo assistenziale delle suddette professioni, nonché alla qualità, appropriatezza e sicurezza delle prestazioni erogate alle persone assistite.

Infatti, benché le tematiche relative alla salute di genere (tutela della salute riproduttiva e materno infantile) siano ripetutamente state ribadite dagli obiettivi prioritari dell’OMS e dai Sistemi Sanitari di molti Paesi, ad oggi, sono ancora numerose le difficoltà.

La lettera del Dr Merlin è certamente un’ulteriore occasione per ribadire quanto la Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche ha già più volte espresso, anche attraverso questo Giornale on-line, sulle competenze distintive delle Ostetriche e sulle cure erogate nei settori preposti alla tutela della salute di genere nel percorso nascita (territorio e punti nascita) e nelle aree di cura/assistenza ginecologica.
La modalità di utilizzo delle risorse umane e delle loro competenze distintive dovrebbe essere il principio guida delle Aziende Sanitarie, quale garanzia del sistema salute per fornire cure appropriate, attraverso modelli organizzativi coerenti ai bisogni di salute del cittadino e della collettività e ai criteri del governo clinico.

Come è noto, con l’emanazione della Legge 42/1999 viene stabilito che “[…] il campo proprio di attività e responsabilità delle professioni sanitarie […] è determinato dai contenuti dei decreti ministeriali istitutivi dei relativi profili professionali e degli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post base nonché degli specifici codici deontologici” (Art 1 comma 2). Facendo riferimento alla specifica figura professionale dell’Ostetrica e ponendo l’attenzione ai contenuti del Profilo Professionale (DM 740/1994), dei Codici Deontologici che si sono succeduti (ultima versione approvata dal CNS 19 giugno 2010) ed agli obiettivi e contenuti formativi degli ordinamenti didattici dei Corsi di Laurea in Ostetricia, si evince chiaramente che l’assistenza ostetrica-ginecologica-neonatale rientrano nelle competenze distintive dell’Ostetrica.
In tali aree, l’Ostetrica si prende cura della donna, del neonato, della coppia e della famiglia. La competenza dell’Ostetrica si riconosce nella capacità di saper leggere i bisogni riproduttivi di genere (secondo un approccio olistico) e di modulare il proprio intervento (assistenza, cura, sostegno, supporto, consulenza, informazione/educazione) in relazione a specifici bisogni che mutano nelle diverse fasi della vita della donna (nascita, infanzia, adolescenza, periodo fertile, gravidanza, parto, climaterio e menopausa).

I percorsi di studio hanno adeguato i loro obiettivi formativi a quanto riportato nella normativa e alle indicazioni dell’Unione Europea (Direttiva 2005/36/CE); gli studenti che oggi frequentano il Corso di Laurea in Ostetricia acquisiscono le conoscenze, le competenze relazionali e tecnico-pratiche da applicare nelle tre macroaree precedentemente indicate: ostetricia, ginecologia e neonatologia. Sono incluse ovviamente nel percorso di apprendimento le abilità tecnico-cliniche di base, trasversali alle professioni dell’assistenza/cura (ad esempio: sorveglianza e rilevazione parametri vitali, somministrazione della terapia, preparazione chirurgica della persona assistita, strumentazione degli interventi chirurgici degli interventi ostetrico-ginecologici, test di screening, ecc.).

L’analisi critica degli ordinamenti didattici dei Corsi di Laurea in Ostetricia (che oggi sono facilmente rilevabili sui siti degli atenei italiani  e di cui si riporta in tabella, come esempio, quello dell’università di Torino) e una minuziosa comparazione con gli ordinamenti didattici del Corso di Laurea in Infermieristica, può essere un’opportunità per meglio comprendere la differenza che esiste tra la scienze infermieristiche e le scienze ostetriche (midwifery), i campi di applicazione nella pratica clinica, nonché gli obiettivi e gli scopi dell’assistenza ostetrica e dell’assistenza infermieristica. Anche la consultazione ed il confronto della letteratura scientifica delle rispettive discipline può essere un’opportunità per oggettivarne le sostanziali differenze (teoria, prassi e responsabilità).

Queste precisazioni erano necessarie per evitare l’insorgere di equivoci e malintesi  tra i numerosi lettori di Quotidiano Sanità (di estrazioni e realtà professionali differenti) ed offrire, in tal modo, un chiarimento sul significato e lo scopo dell’assistenza ostetrica vs assistenza infermieristica e degli specifici settori di competenza nel mondo del lavoro, nonché sul peculiare e considerevole valore sociale di entrambe le professioni.

L’obiettivo è il benessere delle persone assistite, non una lotta tra professionisti.

Sara Cantoira
Dr.ssa Ostetrica
Presidente Collegio Interprovinciale delle Ostetriche di Torino-Asti
 

Sara Cantoira

15 Maggio 2012

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