“Giornate di Psicologia: Nuove rotte da esplorare” è l’evento che si è realizzato, dal 21 al 23 maggio, presso lo straordinario sito della “La Tonnara” di Bonagia (Trapani).
L’incontro, organizzato dalla ASP di Trapani con il mio Coordinamento scientifico, ha visto confrontarsi circa 150 Psicologi provenienti da varie parti dell’Italia, che hanno assistito a cinque tavole rotonde su alcune questioni d’attualità che riguardano la Psicologia. Nuove rotte da esplorare salpando da una riflessione sui programmi formativi universitari, navigando attraverso le attività dei servizi territoriali dove sono coinvolti gli Psicologi (Servizi di Psicologia, DSM, Psicologia Ospedaliera e Psicologia giuridica) per un confronto sui nuovi bisogni dell’utenza e del SSN, approdando sul futuro della Psicologia, per un’analisi delle prospettive di interventi su un panorama socioculturale in continua trasformazione.
I lavori sono stati aperti dal Direttore sanitario aziendale, Danilo Greco, che si è soffermato sulla centralità della figura dello Psicologo nella presa in carico integrata e multidimensionale del paziente: “La nostra Azienda ha investito per dotare di queste figure professionali le sue strutture ambulatoriali e ospedaliere e ha anche istituito, in attuazione ad una disposizione regionale, l’elenco provinciale degli psicologi delle cure primarie per far fronte con ancora maggior capillarità al disagio psicologico”.
Nella prima sessione dedicata all’Università (Direttori e docenti dei dipartimenti di Psicologia di Roma, Firenze, Torino, Milano e Palermo), è emersa la necessità di creare un ponte tra l’accademia e il SSN in maniera da adeguare i percorsi formativi alle nuove esigenze, di ridurre il numero dei laureati, considerando la profonda crisi occupazionale degli Psicologi, di incentivare programmi formativi relativi alla prevenzione e alla educazione alla salute. Giampaolo Nicolais, direttore UOD Psicologia Clinica AOU Sant’Andrea Roma e moderatore della tavola rotonda ha affermato che “l’aumento del numero di laureati non ha riscontro in un parallelo aumento degli Psicologi impiegati nel SSN. Come rilevato recentemente dal nostro Ordine, infatti, gli Psicologi attualmente presenti nel SSN sono poco più di 5000, un numero inadeguato per far fronte alle esigenze di intervento psicologico e psicoterapico negli ambiti delle cure primarie, dei servizi specialistici e degli ospedali”.
Non poche criticità sono emerse nell’attuale organizzazione dei dipartimenti universitari nella formula triennio/ biennio. Successivamente vi sono state tre sessioni dedicate allo stato dell’arte dei Servizi di Psicologia, della Psicologia Ospedaliera e Giuridica. Si sono confrontati Psicologi provenienti da varie aziende sanitarie: tutti i relatori hanno concordato sul progressivo aumento delle richieste di psicoterapia con sintomatologie che spaziano da una diffusa ansia sociale, al ritiro sociale che ha già determinato fenomeni di hikikomori, e in certe situazioni più gravi, atti di autolesionismo e tentativi di suicidio, fino ad un incremento delle dipendenze sine substantia. È emersa, altresì, l’eterogeneità organizzativa che caratterizza i Servizi i Psicologia in Italia.
Di grande interesse l’ultima sessione dedicata al futuro della Psicologia che ha visto protagonisti della tavola rotonda David Lazzari, in qualità di moderatore, Luca Bernardelli, Joe Casini, Tommaso Ciulli, Fabio Frisone ed Emilio Riccioli. Il tema dominante della tavola rotonda non è stato quello di demonizzare le nuove tecnologie (utilissime nel campo della medicina, nella psicodiagnostica e altro), ma di considerare che alcuni aspetti delle relazioni umane e dei percorsi psicologici (empatia, vicinanza, solidarietà) non possono essere sostituititi dalle psicotecnologie.
Joe Casini, ad esempio, ha affermato che “il nuovo paradigma della Psicoterapia si fonda su una sinergia tra tecnologia e umanità: un modello ibrido in cui la prevenzione, la personalizzazione e l’accessibilità degli interventi sono garantite da strumenti digitali avanzati, senza mai perdere di vista il valore insostituibile dell’interazione empatica e del giudizio del clinico umano”.
Si sono evidenziate le utilità delle nuove tecnologie e di come queste possono contribuire a creare nuovi scenari nell’approccio verso il paziente. Naturalmente non bisogna smarrire l’imprescindibile bellezza delle relazioni umane, l’amore e il desiderio di conoscenza, la curiosità e la passione verso le storie degli altri, l’attenzione alla unicità dell’esistenza umana, per poter combattere le solitudini, i malesseri, le inquietudini del nostro vivere.
Dr. Giuseppe Giacalone
Direttore ff UOC Servizio di Psicologia-ASP Trapani