Salute mentale. Al di là delle parole, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo

Salute mentale. Al di là delle parole, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo

Salute mentale. Al di là delle parole, il caso di Chioggia resta un fallimento e uno scandalo

Gentile Direttore,
dopo aver letto la comunicazione della Dottoressa Maria Bianco Direttore UOC Psichiatria Distretti Venezia- Chioggia su “L’importanza del Linguaggio nella comunicazione sui temi della salute mentale” apparsa su Quotidiano Sanità, ci sentiamo in qualche modo chiamati a dare un contributo alla discussione e dare anche una risposta alle sue esortazioni.

Sicuramente in ogni ambito è importante usare un linguaggio appropriato, parlare di Salute Mentale è poi difficile perché è un tema su cui da secoli gravano pregiudizi ed ostracismi dettati dalla paura da una parte ma anche dalla “coercizione alla norma”, strumento usato da sempre da chi detiene il potere per “normalizzare” e contenere le voci di chi è critico verso un certo assetto sociale. Crediamo non sia superfluo ricordare gli scritti di Foucault su questi argomenti e tutta la letteratura sulle Istituzioni totali.

Sorge quindi la necessità per chi è critico verso una determinata organizzazione sociale e politica, e noi sicuramente lo siamo verso l’attuale organizzazione del Servizio Sanitario Pubblico in Veneto e in Italia, di denunciare quanto accade cercando di essere il più circostanziato e preciso possibile.

Nella triste vicenda del ragazzo tredicenne ricoverato presso il SPDC di Chioggia crediamo sia inevitabile constare almeno due grossi fallimenti:

– l’aver dovuto ricoverare il ragazzo ovvero non essere riusciti a trattare la sua patologia, sicuramente grave, in un ambiente più adeguato e vicino al suo ambito familiare come dovrebbe essere;

– aver dovuto ricorrere per il ricovero al SPDC per adulti, un Servizio certamente non pensato ed organizzato per accogliere ragazzi con questi problemi bensì adulti con patologie ben diverse.

Pur essendo sicuri che tutti gli operatori abbiano dato il massimo e si siano adoperati il più possibile per assicurare comunque un trattamento adeguato, riteniamo che questa soluzione sia non solo sbagliata terapeuticamente, non saremo certo noi comuni cittadini a ricordare l’importanza del “setting” ovvero del luogo e dell’ambiente in cui avviene la terapia e come questo sia già terapia in sé, ma anche scandalosa.

Lo scandalo è evidente poiché da molti anni le Schede Ospedaliere della Regione Veneto prevedono posti letto per il ricovero dei minori con problemi psichici, da moltissimi anni è stata segnalata la necessità di strutture e servizi specifici per le patologie dell’età evolutiva ma a tutt’oggi questi sono del tutto carenti nelle AULSS della nostra Regione. Bisogna ricordare ancora una volta che la nostra Regione è penultima in Italia nella la spesa per la Salute Mentale?

Per questo motivo è partita la protesta, dando voce anche alla sofferenza dei familiari del ragazzo, che vivono quotidianamente insieme a lui il dolore di questa gravissima situazione.
Ma la protesta di noi cittadini intende dar voce anche alle grandissime difficoltà in cui versano gli operatori sanitari, costretti, come in questo caso, a sopperire con il loro sacrificio e abnegazione alle gravissime carenze della Organizzazione Sanitaria, alle mancanze ormai pluridecennali della Regione Veneto nella tutela della Salute Mentale dei suoi abitanti, siano essi adulti o ancora peggio ragazzi nel pieno dell’età evolutiva.

Per questi motivi abbiamo denunciato quanto sta accadendo presso il SPDC di Chioggia, se i termini usati sono sembrati esagerati ci dispiace , ma ci pare che abbiano avuto l’indubbio merito di sollevare il problema che è gravissimo e di averlo portato all’attenzione dei media stimolando così l’avvio se non di soluzioni almeno di interventi urgenti ed essenziali.

Mariapina Rizzo
Coordinamento Veneto Sanità Pubblica

Mariapina Rizzo 

01 Agosto 2023

© Riproduzione riservata

Dalla pandemia all’era dell’intelligenza artificiale: una rivoluzione ancora incompiuta
Dalla pandemia all’era dell’intelligenza artificiale: una rivoluzione ancora incompiuta

Gentile direttore,l’11 marzo 2020 rappresenta una data che ha segnato profondamente la storia recente. In quel giorno l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò ufficialmente che l’epidemia di COVID-19 aveva assunto le...

Il lavoro sanitario che il sistema non sa misurare
Il lavoro sanitario che il sistema non sa misurare

Gentile Direttore, negli ultimi anni il dibattito sulla rappresentanza delle professioni sanitarie non mediche si è spesso concentrato su una contrapposizione tra categorie: professioni infermieristiche e ostetriche, tecnico-diagnostiche, tecnico-riabilitative e...

Il ritorno al passato delle nuove generazioni
Il ritorno al passato delle nuove generazioni

Gentile Direttore,in questi giorni saremmo volentieri intervenuti in argomenti di ampio respiro, quali quelli proposti dal dott. La Rovere Petrongolo, per asserire che quello che sarà scritto all’interno dell’indicato «schema...

Curar nevrotici
Curar nevrotici

Gentile Direttore,le sorti della Medicina del Territorio, non sono certo la priorità governativa di questi tempi, dove ci sono ben altre gatte da pelare: tremino i magistrati, perché è sulla...