Sciopero medici Cosenza. Anaao: “L’ignavia del Governo non è più accettabile”

Sciopero medici Cosenza. Anaao: “L’ignavia del Governo non è più accettabile”

Sciopero medici Cosenza. Anaao: “L’ignavia del Governo non è più accettabile”

Caro Direttore,
l’intersindacale della dirigenza medica e sanitaria, unita senza se e senza ma, ha proclamato per oggi 26 febbraio lo sciopero alla A.O. "SS. Annunziata" di Cosenza, dopo inutili rituali passaggi di raffreddamento conflittuale al tavolo prefettizio.
Malgrado vari sit-in, assemblee ed allestimenti di gazebo in piazza per sensibilizzare la popolazione, accorati appelli, un'ordinanza del sindaco della città, rigettata dal TAR per carenza di legittimazione, finalizzata ad assumere, a tempo determinato, 7 dei 15 medici mancanti al Pronto Soccorso dell'Ospedale che serve una Provincia estesa più del Molise, con 800mila abitanti, la situazione non è cambiata. Il Ministro Lorenzin, in un giro degli ospedali calabresi durato ben 7 giorni, guarda caso a ridosso delle elezioni regionali tenutesi il 23 novembre 2014, ha promesso uno sblocco del turn-over che non si è visto. Anzi, continua l'utilizzo a sorteggio di medici, anche di discipline non affini (dalla dermatologia all'odontoiatria), per coprire i "buchi", mentre i Colleghi stabilmente assegnati al P.S lavorano ormai da 1 anno in media 60 ore a settimana, pagandone il prezzo con 3 eventi cerebro/cardiovascolari non (ancora!) fatali nelle ultime settimane.
 
La protesta è diretta innanzitutto contro l'insopportabile ignavia del Governo, che, sordo a richieste, interrogazioni, interpellanze di parlamentari, anche "amici", ed ora anche ad esposti/querela di associazioni di cittadini alle Procure territorialmente competenti, si rifiuta di nominare il Commissario per l'attuazione del Piano di rientro, figura chiave per la predisposizione di atti e determinazioni (tra cui, in primis, lo sblocco delle assunzioni, dopo un quadriennio che ha visto "epurati "centinaia di medici e infermieri) non più differibili dopo il commissariamento della Calabria che "dovrebbe" concludersi a Dicembre 2015.
 
Il condizionale è d'obbligo, perché, a distanza di un anno dalla decadenza, nel ruolo, dell'ex Governatore calabrese Scopelliti, dimessosi a seguito di condanna penale in 1^ grado per reato contro la P.A., il governo della Sanità regionale è rimasto acefalo, se si esclude una breve parentesi di un paio di mesi (al netto della pausa estiva) di reggenza del sub-commissario, dr. Pezzi, generale in quiescenza della GdF. Di fatto, decine di provvedimenti amministrativi giacciono inefficaci, perché privi dell'imprimatur commissariale, nei cassetti del Dipartimento Tutela della Salute della Regione, con l'ovvio risultato che latita non solo l'attività progettuale, ma, ormai, anche l'ordinaria amministrazione.
Quale il motivo dell'omissione di tale atto dovuto? Secondo maliziose, ma "ragionevoli" fonti, un braccio di ferro, tutto politico, all'interno dei partiti di coalizione, "indecisi" se nominare il neo eletto Governatore, M. Oliverio con atto forse opportuno ma ormai giuridicamente "tardivo", perchè uno specifico comma della Legge di Stabilità esclude, da Gennaio, la corrispondenza di ruoli tra Presidente di Giunta Regionale e Commissario, e la nomina di un tecnico, come indicato peraltro dal Patto per la Salute, scelto tra Professionisti di acclarata competenza specifica, individuati, si spera, indipendentemente dall'appartenenza politica.
 
In realtà un parere pro veritate della Sezione calabrese dell’avvocatura distrettuale dello Stato ha indicato la legittimità dell’indicazione del Governatore Oliverio quale Commissario per l’attuazione del piano di rientro, ma i consulenti giuridici della Presidenza del Consiglio sembrerebbero di parere diverso: “dum romae consulitur, Calabria expugnatur”…..”
Che il dilemma, per la politica, sia a dir poco amletico, appare chiaro in una regione priva di attività industriali, dove la Sanità pubblica è stata per decenni considerata come la FIAT locale; che la sua risoluzione debba tardare al di là ogni ragionevole attesa degna di un Paese civile, a scapito di Cittadini ed Operatori, cui sono di fatto negati diritti costituzionalmente sanciti (la Salute ad entrambi, il diritto a condizioni non disumane di lavoro per i secondi), è cosa che dovrebbe turbare la Coscienza di tutti gli Italiani!
 
La Segreteria Anaao Assomed Regione Calabria

Anaao Assomed Regione Calabria

26 Febbraio 2015

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