Gentile Direttore,
i “segnali di attenzione” dello Stato italiano nei confronti del Bambino Gesù, IRCCS privato dello Stato Vaticano, sono stati sempre tanti, ma da qualche tempo si stanno intensificando. Partiamo da un Decreto su misura per questa istituzione (il Decreto legge 1 agosto 2025, n.110) di pochi mesi fa che istituiva un versamento pubblico annuo a partire dal 2025 di 20 milioni di euro a favore del Bambino Gesù sulla base delle funzioni assistenziali e delle attività dallo stesso erogate e rendicontate nell’anno precedente. Il Decreto prevedeva che con un successivo decreto del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato – Regioni, venissero stabilite le funzioni attribuite all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù cui legare questo contributo e definite anche le modalità di rendicontazione da parte dell’Ospedale delle attività assistenziali rese in relazione alle funzioni assegnate. Molto interessanti sono i contenuti del fascicolo completo con la discussione degli emendamenti a questo articolo. Non risulta che questo secondo Decreto sua stato nel frattempo approvato.
Invece è certo che nella Manovra 2026 a distanza di quei pochi mesi quei 20 milioni sono diventati 70, come puntualmente riportato qui su QS in un commento alla Manovra 2026 sui temi della sanità: nella Manovra ai Commi 397 e 398 (Modifiche all’articolo 2 del decreto-legge 1° agosto 2025, n. 110) è previsto un aumento da 20 a 70 milioni di euro dei fondi previsti dal decreto di agosto 2025 per sostenere l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Si tratta ora di capire se questi 20 milioni diventati 70 sostituiscono o integrano i 50 milioni che ogni anno il Bambino Gesù prende dallo Stato Italiano, come si può leggere in questa relazione del Ministro dell’Economia Giorgetti presentata nell’ottobre 2024 alla Presidenza con dati aggiornati al 30 giugno 2023. Qui si legge che “Il complesso delle disposizioni richiamate ha dunque stabilito un contributo fisso annuo di 50 milioni di euro in favore dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a valere sul finanziamento del SSN e temporanee integrazioni”. Nel periodo 2009-2023 al Bambino Gesù sarebbero arrivati per questa via circa 726 milioni di euro cui vanno sommati quelli del 2024 e 2025. Secondo quanto scritto nella relazione di Giorgetti in base al decreto-legge n. 248 del 2007, convertito con modificazioni dalla legge n. 31 del 2008, all’articolo 43, comma 1-bis si è stabilito che il predetto importo venga preventivamente accantonato ed erogato direttamente al Bambino Gesù dallo Stato.
Prima di andare avanti aggiungiamo che negli Accordi Annuali sulla mobilità sanitaria (vedi l’ultimo disponibile) al Bambino Gesù sono riconosciute per l’attività di ricovero svolta tariffe incrementate dal 20 al 30% con un ulteriore contributo da parte della Regione Lazio per le funzioni assistenziali relative alla Terapia intensiva e terapia neonatale ed al Servizio Trasporto Emergenze Neonatali e per le funzioni assistenziali relative alle Malattie rare, Trapianti, Centro Antiveleni, HIV/AIDS.
E adesso andiamo a leggere il recentissimo Riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2025 approvato in Conferenza Stato-Regioni come riportato qui su QS il in cui si dice che:
- per quanto riguarda il finanziamento per mobilità spettante all’OPBG per il 2025 è pari a 281,384 milioni di euro (comprensivo delle tariffe incrementate e del finanziamento a funzione);
- è altresì previsto per il 2025 il finanziamento di cui all’articolo 22, comma 6, del citato decreto-legge n. 78 del 2009 corrispondente ad un contributo fisso di 50 milioni di euro l’anno per le riconosciute caratteristiche di specificità ed innovatività dell’assistenza, a valere su apposito capitolo di spesa;
- nell’ambito del finanziamento destinato ai cosiddetti obiettivi di Piano sono previsti 70 milioni di eurodestinati all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per la remunerazione delle funzioni assistenziali e delle attività dallo stesso erogate e rendicontate nell’anno precedente (2024), ai sensi dell’articolo 2, del decreto- legge 1° agosto 2025, n. 110, convertito con legge 24 settembre 2025, n. 133, come modificato dalla legge di bilancio 2026, e nelle more della emanazione del decreto del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
Dunque l’extra-finanziamento annuale del Bambino Gesù tra tariffe, rimborsi per funzioni assistenziali particolari, quota annua senza rendicontazione e quota annua con rendicontazione si aggirerà nel 2025 tra i 150 e i 200 milioni. Non sono un po’ troppi? Davvero sono arrivati i Re Magi quest’anno! Oltretutto verranno riconosciuti 70 milioni decisi a dicembre 2025 a valere sulla attività 2024 (quando si dice il potere divinatorio di alcune istituzioni).
Aggiungiamo che sta per arrivare in porto un progetto di trasferimento del Bambino presso il vecchio Ospedale Forlanini di Roma. L’operazione è stata descritta bene in una nota di un mese fa di Qs. Si tratta di un grande scambio di proprietà immobiliari pubbliche per sbloccare il trasferimento del polo pediatrico del Bambino Gesù dalla sede storica di Monteverde al grande complesso dell’ex ospedale Forlanini in coerenza con la dichiarazione di intenti firmata l’8 febbraio del 2024 tra il segretario di Stato del Vaticano, cardinale Pietro Parolin, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.” Si tratta di un ulteriore grosso, enorme, “segnale di attenzione” nei confronti del Bambino Gesù, tanto grosso da sollecitare l’attenzione di Report che ha dedicato un servizio alla vicenda in una puntata del 2 marzo 2025. In un articolo di Capocci di qualche mese su il manifesto si faceva presente che il Forlanini verrebbe affittato al Vaticano dopo una ristrutturazione da almeno mezzo miliardo a spese dell’Inail, cioè con i contributi dei lavoratori italiani.
In una realtà dove i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sono ancora largamente negati e il 20% dei bambini e degli adolescenti, e le rispettive famiglie, sono ancora costretti a migrare dal Sud al Nord per farsi curare, e dove l’IRCCS Bambin Gesù rappresenta il primo centro polispecialistico pediatrico di cure avanzate che incontrano nel percorso migratorio il ruolo attribuito a questa istituzione non è secondario. Come non sono secondarie le convenzioni fatte nel corso degli anni da strutture e aziende sanitarie pubbliche del Mezzogiorno con il Bambino Gesù invece di creare e potenziale risorse locali anche di qualità.
Ora, è evidente a chiunque che “parlare” in Italia anche solo in termini vagamente critici del Bambino Gesù è pericoloso e per questo è stato meglio far passare il Natale per parlarne. Ma non potrebbe valere la pena di fare prima di continuare a sostenere questa benemerita Istituzione in questo modo così “intenso” un ragionamento complessivo sullo stato della assistenza pediatrica in Italia, in cui gli elementi di criticità sono tanti e drammatici a partire dallo squilibrio Nord-Sud causa di imponenti e a volte drammatici fenomeni migratori dei pazienti pediatrici e delle loro famiglie?