Sicilia. Basta controversie interne all’area radiologica 

Sicilia. Basta controversie interne all’area radiologica 

Sicilia. Basta controversie interne all’area radiologica 

Gentile Direttore,
di seguito alcune necessarie precisazioni alla nota del Segretario Regionale Sicilia del FASSID-SNR recentemente pubblicata sul suo quotidiano e che risponde all'articolo del Coordinamento TSRM Sicilia in merito alle "Linee di indirizzo per la rideterminazione delle piante organiche" recentemente esitate dalla Regione Sicilia.  La Federazione Nazionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, i Collegi provinciali e interprovinciali, nella funzione di Organi Ausiliari dello Stato, collaborano attivamente, anche come Coordinamenti regionali, con le Istituzioni di riferimento e le altre Professioni sanitarie al miglioramento del SSN, secondo i mandati e i limiti posti dalla normativa vigente.
 
Riguardo l’attività radiodiagnostica complementare, questa è ben definita dalla normativa (D.Lgs. 187/2000), pertanto risulta incomprensibile che al Coordinamento TSRM della Regione Sicilia vengano attribuite affermazioni che si configurerebbero come divieto ai medici specialisti di avvalersi del suddetto supporto radiologico laddove contestuale, integrato, indilazionabile alle loro opera. Ciò che invece ribadiamo con fermezza – a favore di una radioprotezione che per molti pare essere solo una parola con la quale riempire bocche e documenti, senza poi preoccuparsene davvero – è che ai fini dell’ottimizzazione delle esposizioni (principio ALARA, cioè adozione della tecnica che consenta il raggiungimento del necessario contributo iconografico con la minor esposizione possibile) solo il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica può utilizzare le apparecchiature radiologiche, come previsto dalla normativa di esercizio professionale e, soprattutto, in forza di specifiche formazione e competenze, che altre figure sanitarie non possiedono, perché formate per fare altro (es. Infermieri).

A tal proposito è legittimo domandarsi quale sia l'idea di attività radiodiagnostica complementare del sindacato SNR, considerato che, in alcune bozze di documenti recentemente discussi presso il Ministero della Salute, in essa ricadrebbe anche la normale attività di diagnostica per immagini erogata in regime di pronto soccorso, ove non sia presente fisicamente il medico radiologo. Tra questa aberrata accezione di attività radiodiagnostica complementare e i principi sui quali si dovrebbe fondare l’area radiologica c’è un abisso. Ecco perché da qualche tempo i TSRM se ne vogliono consapevolmente, responsabilmente e dichiaratamente distinguere.

Come ribadito e dimostrato anche in un recente articolo apparso pochi giorni fa su questa stessa testata, la scrivente ha giurato e dimostrato fedeltà alla persona assistita e al sistema sanitario, subordinando a questi gli interessi di parte, compresi quelli corporativi dell’area radiologica e dei pochi che vorrebbero governarla. Quando, anche su questo tema, le parole vuote che richiamano aggregazioni professionali, utili soltanto ai vertici delle professioni che vi dovrebbero appartenere, si tradurranno in valori, idee, proposte e atti concretamente utili alle persone assistite e al sistema sanitario, ebbene, i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica ci saranno, determinati e col loro miglior contributo possibile.

Senza voler entrare nel merito della questione, legata al metodo proposto dalla Regione Sicilia per la rideterminazione delle piante organiche, ben argomentata dal Coordinamento TSRM e su cui sono in corso interlocuzioni con i rappresentanti della VI Commissione dell'Assemblea Regionale Siciliana, si resta alquanto sorpresi nel constatare il differente approccio metodologico adottato per quantificare il fabbisogno tra medici radiologi e TSRM. Giusto dichiarare che i rappresentanti dei Collegi TSRM non siedono ai tavoli sindacali, altra cosa è invece affermare che gli stessi non possano e non debbano dare il proprio contributo alla sostenibilità del sistema.

Dispiace, infine, constatare come da molto tempo ogni nostro contributo finalizzato a evidenziare criticità e ricercare soluzioni divengano oggetto di controversie interne all'area radiologica che certamente non fanno bene al complesso sistema Salute. In sanità e su temi sensibili come la radioprotezione il veto per lesa maestà, girare la testa o metterla sotto la sabbia non sono opzioni ammissibili.
 
Il Comitato centrale della FNCPTSRM 

Comitato centrale della FNCPTSRM

19 Agosto 2015

© Riproduzione riservata

Dal Sud un modello di eccellenza: il G.O.M. tra i primi in Italia con la nuova CAR‑T cilta‑cel
Dal Sud un modello di eccellenza: il G.O.M. tra i primi in Italia con la nuova CAR‑T cilta‑cel

Gentile direttore,c’è un luogo nel Sud d’Italia dove i pazienti affetti dalle forme più aggressive di tumori del sangue non devono più fare i bagagli per andare a curarsi altrove....

Garantire l’equità in sanità e nel sociale
Garantire l’equità in sanità e nel sociale

Gentile Direttore, si può contrastare la medicalizzazione di qualsiasi problema di disagio, diseguaglianza sociale e di salute e di fragilità o solitudine?  La cronaca è piena di episodi di violenze,...

Escludere i palliativisti dal suicidio assistito significa abbandonare il paziente
Escludere i palliativisti dal suicidio assistito significa abbandonare il paziente

Gentile Direttore, condividiamo pienamente l’idea che il confronto culturale sul tema della morte volontaria assistita debba mantenere sempre “rigore, misura e rispetto” come affermato dalla SICP nella sua risposta dell’8...

Riforma assistenza primaria territoriale. Priorità a processi organizzativi e meccanismi di remunerazione ancorati agli esiti di salute
Riforma assistenza primaria territoriale. Priorità a processi organizzativi e meccanismi di remunerazione ancorati agli esiti di salute

Gentile Direttore,in questi giorni si sta molto discutendo della Bozza di decreto legge sul riordino della assistenza territoriale. È un tema fondamentale per riuscire a realizzare pienamente il DM 77...