Un patto tra politica e sanità per un pronto soccorso migliore

Un patto tra politica e sanità per un pronto soccorso migliore

Un patto tra politica e sanità per un pronto soccorso migliore

Gentile Direttore, 
mentre la campagna elettorale va avanti senza appassionare più di tanto gli italiani,  come Ordine dei Medici di Firenze proponiamo un’idea che crediamo valga la pena almeno discutere: creare un patto per l’emergenza e la transizione. Un’alleanza di intenti, attraverso anche confronti periodici, tra professionisti della sanità, sigle sindacali e istituzioni al fine di progettare e realizzare un sistema dell’emergenza-urgenza migliore. Più efficiente, moderno e vicino alla popolazione.

La realtà dei nostri pronto soccorso in Italia ormai è nota, con difficoltà che sono diventate una triste consapevolezza collettiva. Ci sono almeno tre livelli di problema. Il primo è culturale, perché serve una formazione universitaria adeguata che oggi le scuole di specializzazione non offrono a pieno, oscillando tra una formazione internistica e una intensivistica.

C’è poi un problema politico, in quanto occorre una migliore remunerazione per i professionisti e con possibilità di carriera, un aumento degli organici e dei posti letto adeguati (l’Italia è tra le ultime nazioni in Europa con 3,1 posti letto per 1000 abitanti, la Toscana si ferma a 2,7). Infine c’è un problema organizzativo e di sovraffollamento: il pronto soccorso deve poter concentrarsi solo sulle reali urgenze. Questo significa anche investire in una diversa educazione dei cittadini, offrendo al tempo stesso loro delle soluzioni alternative per rispondere tempestivamente ai bisogni.

Ora che andiamo verso la formazione di un nuovo governo, chedovrà essere capace anche di gestire le risorse del Pnrr, è giunto il momento di sederci al tavolo delle valutazioni. Analizziamo le criticità e apriamo come mai prima al confronto tra professionisti della sanità e politica. A Firenze abbiamo iniziato a farlo, attraverso un consiglio straordinario che riteniamo sia stato positivo e da cui è emersa una resilienza nel voler dare risposte importanti.

Le questioni su cui lavorare sono molteplici, ma riteniamo che il sistema dell’emergenza-urgenza rappresenti davvero una priorità. Sulla scia del lavoro che abbiamo iniziato a impostare nel nostro capoluogo, dovremmo provare a gettare le basi per lo stesso patto anche a livello nazionale. Un patto italiano per il rinnovamento intero del sistema. Lo chiedono ormai da anni medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari. Ma soprattutto è una risposta che dobbiamo dare alla cittadinanza, conscia più che mai del valore dell’assistenza.

La riforma del pronto soccorso, come stiamo osservando in Toscana e perfettamente in linea con il resto del Paese, dovrà andare di pari passo alla revisione della sanità territoriale. Sono due mondi che non si possono scindere, due facce della stessa medaglia. Per rispondere ai problemi già citati, occorre infatti che siano potenziate le strutture di cura intermedie e di degenza, le case della salute, migliorati gli organici di medici e infermieri. Anche per dare respiro ai medici di medicina generale oggi sovraccaricati di lavoro, telefonate, visite e di conseguenza non sempre in grado, per mancanza di tempo, di intercettare le necessità di centinaia di assistiti.

La Toscana sta iniziando un percorso di recupero della propria sanità, coinvolgendo in campo quanti più attori possibili per un bene comune. Ci auguriamo che questa direzione possa diventare anche un paradigma di stampo nazionale e più nell’immediato un tema di riflessione per tutte le forze politiche.

Pietro Dattolo
Presidente Omceo Firenze

07 Settembre 2022

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