Veneto. Com’è possibile lavorare in équipe con chi non conosce il lavoro dell’infermiere?

Veneto. Com’è possibile lavorare in équipe con chi non conosce il lavoro dell’infermiere?

Veneto. Com’è possibile lavorare in équipe con chi non conosce il lavoro dell’infermiere?

Gentile Direttore,
fa molto riflettere quanto pubblicato sul quotidiano l’Arena di Verona domenica 17 maggio, ovvero la lettera aperta agli “infermieri professionali del veneto” da parte della FIMMG. La lettera evidenziava la bontà dell’accordo sulle cure Primarie della Regione Veneto lamentando l’opposizione manifestata pubblicamente dal Collegio IPASVI (mutuata da CGIL, CISL e UIL), adoperando l’appellativo “di non aver capito l’accordo”. Un’altra frase che ci ha colpito particolarmente è stata: “ Noi tutti siamo chiamati a fornire una buona assistenza sul territorio. Questo obiettivo può essere raggiunto solo insieme con voi, applicando un metodo di lavoro d’equipe. In questo Progetto i medici di famiglia si sono battuti per farvi avere un ruolo fondamentale e decisivo”.

Ora, al di là delle polemiche che possono scaturire dal sentirsi “rappresentati” dalla FIMMG la quale ha avuto l’esclusività della discussione e della programmazione regionale (con la complicità dell’assessore regionale Luca Coletto) decidendo per nome e per conto di tutti gli attori interessati (Infermieri e organizzazioni sindacali e altri…); come è possibile lavorare in equipe con chi non conosce il lavoro dell'infermiere? nel senso che gli “infermieri professionali” non esistono più da oramai 20 anni e sembra evidente che (forse) la FIMMG non conosce la riforma che ha generato i Corsi di Laurea in Infermieristica, né che a Verona il 56% di noi professionisti sanitari siamo in possesso di una Laurea Triennale e che il 22% inoltre è in possesso di un Master o Laurea Specialistica post base.

Come possiamo lavorare in Equipe se non sono state stabilite le modalità, i percorsi e le gerarchie? Il pericolo concreto è che i 100 ML di euro pubblici stanziati dall’accordo servano esclusivamente a fare le stesse cose di oggi ma in “compagnia con una segretaria e una infermiera”, come succedeva 20 anni fa e nulla più. Sotto l’aspetto occupazionale poi è interessante capire come il tutto potrà avverarsi viste le stringenti normative presenti nel pubblico impiego: saranno infermieri convenzionati? Saranno Appaltati? Saranno liberi professionisti?

Riteniamo che la scelta di gestire l’accordo in modo esclusivo, ovvero con una logica medico centrica, con la complicità dell’assessore Luca Coletto, sia figlia di un tempo passato e anacronistico. Riteniamo invece che la vera rivoluzione sia mettere al centro le esigenze dei cittadini e dell’utenza ed in questo Gentile Direttore noi Infermieri abbiamo molto da dire e le idee chiare, da sempre.

Luca Molinari
Coordinatore Professioni Infermieristiche UIL FPL Veneto

26 Maggio 2015

© Riproduzione riservata

Il disilluso TSRM italiano: in contrasto perenne tra ideale e reale
Il disilluso TSRM italiano: in contrasto perenne tra ideale e reale

Gentile Direttore,raccolgo l’invito alla riflessione lanciato dalle pagine del Suo giornale in merito alla petizione promossa dal Presidente della FNO TSRM e PSTRP, il Dott. Diego Catania, per il superamento...

La Cassazione ed il Diritto
La Cassazione ed il Diritto

Gentile direttore,la approfondita lettura della ordinanza delle sezioni unite della Cassazione n. 16810/2026 proposta su questa testata dal prof. Ettore Jorio merita un confronto, dal momento che, come detto, una...

One Health: 50 anni dopo Seveso, la lezione che unisce uomo, animali e ambiente
One Health: 50 anni dopo Seveso, la lezione che unisce uomo, animali e ambiente

Gentile Direttore,50 anni fa, alle 12:37 del 10 luglio 1976, esplose il reattore dell’azienda ICMESA a Meda, frazione di Seveso. Una nuvola bianca di tetracloruro di sodio e TCDD, la...

Case di Comunità: la medicina territoriale non si misura in muri, ma in risultati
Case di Comunità: la medicina territoriale non si misura in muri, ma in risultati

Gentile Direttore,ho letto l’articolo su QS del 02.07.2026 in cui il Ministro della Salute affermava che sono già oltre 1.150 le Case della Comunità operative e che la medicina territoriale...