L’amministratore unico dell’ospedale San Raffaele di Milano, Francesco Galli, si è dimesso ieri dopo la riunione d’urgenza del cda del Gruppo San Donato e il voto all’unanimità della procedura di revoca. Lo riferisce l’Agenzia Ansa. Le dimissioni, spiega l’Ansa, fanno seguito al caos al terzo piano dell’iceberg dove ci sono l’admission room, reparto di medicina ad alta intensità e di cure intensive, affidati a una cooperativa esterna e che, la notte fra il 6 e 7, ha causato il blocco degli accessi al pronto soccorso e il trasferimento dei pazienti in altri reparti.
Il Corriere della Sera di Milano parla di mail circolate tra la notte di sabato e domenica mattina in cui i medici denunciavano “problemi di assistenza infermieristica che si sono drammaticamente palesati nella prima giornata di presa in carico del servizio da parte di una cooperativa, che hanno già determinato situazioni ad elevatissimo rischio per i pazienti” e di “pericolosa di gestione dei pazienti più critici”. Un infermieri, si legge ancora, “non sapeva dove fossero i farmaci” e “Un’operatrice – scrive il Corriere – non conosceva bene l’italiano né i nomi dei preparati, tanto da scambiare l’Amiodarone 150mg per un inesistente modarone 500mg e ha somministrato una dose di un medicinale dieci volte superiore all’indicazione”. Molte altre le criticità segnalate, secondo quanto riportato da Corriere.
L’Ansa fa sapere che l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha già disposto l’avvio immediato di una indagine dell’Ats Milano che servirà a “ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare eventuali criticità organizzative o procedurali. ATS opererà con la massima scrupolosità, ascoltando tutte le figure coinvolte e acquisendo la documentazione necessaria. Al termine dell’istruttoria saranno assunte tutte le misure ritenute opportune per garantire che situazioni analoghe non possano ripetersi”.
Intanto il Consiglio di Amministrazione di Gruppo San Donato SpA, riunitosi con procedura di urgenza, ha nominato l’Ingegner Marco Centenari è stato indicato quale nuovo Amministratore Unico dell’Ospedale San Raffaele. “L’ingegner Marco Centenari – si legge nella nota del CdA -, nella duplice veste di Amministratore Delegato del Gruppo San Donato e Amministratore Unico dell’Ospedale San Raffaele, ha confermato la totale disponibilità della struttura ospedaliera e di tutti i professionisti coinvolti, affinché sia assicurata la assoluta trasparenza e siano tutelate prima di tutto la salute e la sicurezza dei cittadini”.
Sul caso è tornato ancora Guido Bertolaso, con una nota diramata oggi dalla Regione: “Gestiamo una regione con 10 milioni di abitanti, oltre 200 ospedali tra pubblici e privati e 120mila dipendenti solo nel comparto del welfare. È fisiologico che ogni giorno possano presentarsi criticità: sarebbe impossibile pensare che tutto funzioni sempre alla perfezione”, si legge nella nota. L’assessore sottolinea come il sistema sanitario lombardo sia costantemente impegnato nel monitoraggio e nella prevenzione delle situazioni complesse. “Quando emerge un problema specifico, interveniamo immediatamente, come abbiamo fatto con l’autorità del San Raffaele”, prosegue.
Bertolaso evidenzia inoltre il buon coordinamento tra istituzioni e settore privato: “La decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione del San Raffaele rappresenta un esempio concreto di sinergia fra pubblico e privato. È evidente che prima della riunione del CdA ci sia stato un confronto con i vertici del Gruppo San Donato, e i risultati si sono visti da subito”.
Regione Lombardia fa sapere che continuerà a seguire da vicino l’evoluzione della situazione. “Approfondiremo nel dettaglio quanto accaduto e, se necessario, adotteremo ulteriori misure correttive”, precisa l’assessore. Bertolaso conclude la nota ribadendo il ruolo strategico dell’ospedale milanese: “Il San Raffaele è per noi una risorsa fondamentale, un vero fiore all’occhiello della sanità italiana, riconosciuto tra i migliori 100 ospedali al mondo. Ci teniamo che continui a operare con gli standard di eccellenza che lo hanno sempre contraddistinto”.
Sulla vicenda è intervenuto Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione Lombardia, secondo il quale “non esiste un caso San Raffaele, esiste un caso Lombardia. Quello che è avvenuto nei giorni scorsi in quell’ospedale è il frutto di anni di subalternità nel rapporto tra pubblico e privato in sanità. Ora, dopo le ovvie dimissioni di Galli va ribaltata la gestione della sanità lombarda. Per questo crediamo, con le altre opposizioni, che ci voglia una seduta straordinaria del Consiglio regionale per mettere mano a un modello tanto sbilanciato, che lede gli interessi de lombardi ad essere curati in modo dignitoso e in tempi accettabili, a prescindere da quanti soldi hanno in tasca”.
Per Nicola Di Marco, capogruppo M5s Lombardia, “quanto accaduto al San Raffaele è l’ennesimo scivolamento verso il baratro del sistema sanitario lombardo. Occorre convocare un Consiglio regionale straordinario, affinché anche la maggioranza apra finalmente gli occhi sull’urgenza di fermare questa deriva. Il principio tanto caso al centrodestra lombardo per il quale: ‘se paghi ti curi, altrimenti aspetti’, nei giorni di Sant’Ambrogio sarebbe diventato: ‘se paghi ti curi, altrimenti rischi la vita’. Perché è la vita dei pazienti, quindi la nostra, ad essere a rischio quando le cure di chi si trova in terapia intensiva, o comunque in reparti ad alta intensità, sono affidate a personale infermieristico non qualificato, non formato e gettato in reparto senza alcuna preparazione. Questo almeno è quanto si apprende dalle ricostruzioni giornalistiche dell’accaduto che, riportando fonti sindacali, ricordano: ‘la decisione della dirigenza di concentrare le cooperative nei reparti che si occupano dei malati «non paganti’”.
“Apprendere – prosegue Di Marco – che ‘un’eccellenza lombarda’ come il San Raffaele, conosciuto come l’ospedale di Berlusconi, sia stato letteralmente messo in ginocchio e costretto a chiudere interi reparti a causa di questa deriva, rende l’idea dello sprofondo in cui il nostro sistema sanitario regionale si sta dirigendo. Il Movimento Cinque Stelle ha immediatamente interrogato l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, per chiedere innanzitutto conferma della situazione, sapere se ne fosse a conoscenza e soprattutto quali azioni Regione Lombardia intenda intraprendere nei confronti del San Raffaele, quali misure siano in atto per arginare la fuga del personale infermieristico e in che modo Regione Lombardia possa garantire un controllo maggiormente rigoroso in merito alla somministrazione del personale”, conclude il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Lombardia, annunciando il deposito di una interrogazione.
Per il presidente del Nursing Up, Antonio De Palma, “se i fatti fossero confermati non saremmo davanti a un incidente temporaneo ma alla nefasta conseguenza di scelte fallimentari e scellerate che mortificano la professione infermieristica e mettono a rischio la sicurezza dei pazienti”. Per De Palma “la cura intensiva non si improvvisa” e “Ministero della Salute e Regione Lombardia devono accertare i fatti, valutare procedure, requisiti del personale e condizioni organizzative”.