Porte aperte all’Università di Pavia sulla fertilità

Porte aperte all’Università di Pavia sulla fertilità

Porte aperte all’Università di Pavia sulla fertilità

Al via “Dialoghi sulla fertilità e la sua tutela”: cinque simposi serali all’Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri. Denatalità, preservazione della fertilità, salute sessuale e qualità della vita, prospettive filosofiche e comunicazione: un percorso aperto al pubblico tra scienza, prevenzione e sanità pubblica.

Cinque appuntamenti serali aperti al pubblico – 30 gennaio, 13 febbraio, 27 febbraio, 27 marzo e 29 maggio, sempre alle ore 21.00, presso l’Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri – per riportare la fertilità al centro della prevenzione e della consapevolezza. È questo l’obiettivo di “Dialoghi sulla fertilità e la sua tutela”, il ciclo di simposi promosso dal Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell’Università di Pavia, in collaborazione con il Gruppo Genera.

L’iniziativa si inserisce in un contesto demografico in forte trasformazione: in Italia le donne diventano madri per la prima volta in media a 33,8 anni e il numero medio di figli per donna è pari a 1,18. Un quadro che non rappresenta soltanto un’emergenza medico-sociale, ma comporta anche risvolti economici rilevanti.

Il percorso attraversa prospettive diverse, dalla demografia alla medicina della riproduzione, e affronta la fertilità come punto di incontro tra biologia, scelte individuali, qualità della vita e sostenibilità dei percorsi di cura.

La rilevanza del tema è confermata anche a livello internazionale: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera l’infertilità una sfida globale e sottolinea la necessità di risposte integrate, dall’informazione tempestiva alla prevenzione dei fattori di rischio, fino all’accesso ai servizi di diagnosi e al supporto psicologico. Secondo l’OMS, circa 1 persona adulta su 6 sperimenta infertilità nel corso della vita.

È in questo scenario che si inserisce la collaborazione tra Università di Pavia e Genera, con l’obiettivo di rafforzare una cultura della prevenzione e promuovere consapevolezza prima che le difficoltà si traducano in percorsi complessi e spesso tardivi.

“La fertilità non può essere affrontata solo quando emerge una difficoltà clinica”, sottolinea Maurizio Zuccotti, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell’Università di Pavia. “Senza un investimento strutturato in informazione e formazione, il rischio è quello di intervenire in fasi biologicamente tardive, quando i margini di prevenzione sono già ridotti e le opzioni cliniche risultano meno efficaci”.

A evidenziare la necessità di un approccio scientifico e multidisciplinare interviene anche Silvia Garagna, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell’Università di Pavia: “La fertilità è un ambito biologicamente complesso e di grande rilevanza per la sanità pubblica: richiede consapevolezza e prevenzione prima ancora dell’intervento clinico. Servono informazioni basate su evidenze scientifiche e competenze multidisciplinari capaci di integrare ricerca, innovazione e pratica clinica”.

Per Danilo Cimadomo, Professore Associato presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell’Università di Pavia, “oggi le evidenze scientifiche permettono di definire con maggiore precisione il potenziale riproduttivo e i suoi limiti. La criticità è il ritardo con cui queste informazioni arrivano alle persone: anticipare l’accesso alle conoscenze significa fare prevenzione primaria”.

Anche nei percorsi di procreazione medicalmente assistita, la qualità dell’informazione incide su appropriatezza clinica e aspettative. “Una corretta informazione consente di migliorare l’appropriatezza delle indicazioni terapeutiche e ridurre il ricorso a trattamenti in fasi biologicamente meno favorevoli”, spiega Alberto Vaiarelli, Coordinatore medico-scientifico del centro Genera di Roma e Segretario nazionale SIFES-MR.

Sul valore sistemico dell’educazione interviene Laura Rienzi, Direttrice Scientifica del Gruppo Genera e Professoressa Associata presso il dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino: “L’educazione alla fertilità è parte integrante della qualità delle cure: informare in tempo è già una forma di tutela. Investire in informazione significa proteggere i pazienti e rendere più appropriati i percorsi clinici”.

Il programma completo con relatori e titoli dei simposi è disponibile in allegato.

I simposi rientrano nella V edizione del Master “Biologia e Biotecnologie della Riproduzione: dalla ricerca alla clinica” dell’Università di Pavia, in collaborazione con il Gruppo Genera.
Info e iscrizioni: https://master-innovart.unipv.it/

26 Gennaio 2026

© Riproduzione riservata

Niguarda. Va in porto il tentativo di riconciliazione tra azienda e Uil Fpl
Niguarda. Va in porto il tentativo di riconciliazione tra azienda e Uil Fpl

Soddisfazione da parte della Uil Fpl per l’esito del tentativo di conciliazione tenuto il 4 maggio per dare soluzioni alle criticità evidenziate dal sindacato sulle condizioni di lavoro del personale...

Dopo i numeri di Bertolaso, la sanità lombarda è alla prova dell’equità
Dopo i numeri di Bertolaso, la sanità lombarda è alla prova dell’equità

Gentile Direttore,i dati presentati da Regione Lombardia sul contenimento delle liste d’attesa meritano una valutazione seria e senza letture ideologiche. I numeri diffusi dalla Cabina di Regia mostrano segnali da...

Scoliosi giovanile. Dal Gaetano Pini una nuova prospettiva per la correzione
Scoliosi giovanile. Dal Gaetano Pini una nuova prospettiva per la correzione

Per la correzione chirurgica della scoliosi idiopatica dell’adolescente non esiste ancora una tecnica chirurgica universalmente riconosciuta come la migliore dalla comunità scientifica, ma uno studio retrospettivo svolto su 81 pazienti...

Regione Lombardia approva elenco per medici e infermieri con titoli esteri
Regione Lombardia approva elenco per medici e infermieri con titoli esteri

La Giunta regionale della Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, l’istituzione di un elenco regionale ricognitivo per medici e infermieri che hanno conseguito la qualifica...