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QS Edizioni - domenica 26 maggio 2024

Regioni e Asl

Tiziana Frittelli riconfermata alla Presidenza nazionale di Federsanità

immagine 26 gennaio - “Valorizzare ancor di più la missione istitutiva di Federsanità che è quella di realizzare una Sanità di prossimità, orientata alla Salute in tutte le politiche e tesa a mettere a terra una reale integrazione sociosanitaria, fondata sul dialogo costante e costruttivo tra governance delle Direzioni strategiche ed enti locali, primi interlocutori dei cittadini in risposta ai propri bisogni di Salute”. Così la presidente riconfermata nel corso della VI Assemblea Congressuale che si è svolta a Torino il 26 gennaio.

Tiziana Frittelli, DG dell’AO San Giovanni Addolorata di Roma e Presidente di Federsanità Anci Lazio è stata riconfermata alla Presidenza nazionale di Federsanità nel corso della VI Assemblea Congressuale che si è svolta a Torino il 26 gennaio.

“Ringrazio tutti i miei colleghi direttori generali di ASL e AO provenienti da tutte le regioni italiane e i delegati delle Anci regionali” - ha dichiarato la Presidente Frittelli -. Proseguiremo tutti insieme il percorso avviato nel 2017 per valorizzare ancor di più oggi, e per i prossimi cinque anni, la missione istitutiva di Federsanità che è quella di realizzare in tutti i territori una Sanità di prossimità, vicina ai cittadini, orientata alla Salute in tutte le politiche e tesa a mettere a terra una reale integrazione sociosanitaria, fondata sul dialogo costante e costruttivo tra governance delle Direzioni strategiche ed enti locali, primi interlocutori dei cittadini in risposta ai propri bisogni di Salute”.

“Il Sistema Sanitario Nazionale - si legge nella mozione programmatica approvata - si trova ad affrontare una delicatissima fase di passaggio che rischia di mettere in questione sia la tenuta dei servizi nel breve periodo sia l’identità del sistema nel medio-lungo termine”.

“Il SSN - prosegue - si trova ad affrontare tutti i problemi che lo condizionavano anche prima, ora acuiti dal peso dell’enorme pressione sopportata durante la pandemia a cui si aggiungono nuove condizioni generali negative date dai conflitti in atto, dall’aumento dei costi per l’energia, dalla ripresa dell’inflazione. Per queste ragioni concrete, strutturali e contingenti, molte attenzioni si stanno concentrando sulla questione primaria della tenuta attuale del sistema sanitario pubblico”.

E per Federsanità, “il cambiamento organizzativo - si legge sempre nelal mozione - diventa quindi il vero fattore da affrontare per sostenere le serie trasformazioni necessarie per creare risposte di salute complesse e multidimensionali”.

“I nostri attuali assetti organizzativi - prosegue - hanno estremo bisogno di convergere verso sistemi più evoluti e dinamici, capaci di interrompere l’annosa riproduzione dei tradizionali impianti divisionali da sempre largamente adottati”.

Da qui le analisi dell'associazione che si articolano a partire dalla complessità dei bisogni e dall’evoluzione organizzativa, soffermandosi sull’adeguatezza delle risorse e sulla qualità dell’assistenza, con una serie di proposte che sono ben delineate nella mozione che pubblichiamo integralmente di seguito:

LA MOZIONE APPROVATA
1.
La transizione del Servizio Sanitario Nazionale.
Il Sistema Sanitario Nazionale si trova ad affrontare una delicatissima fase di passaggio che rischia di mettere in questione sia la tenuta dei servizi nel breve periodo sia l’identità del sistema nel medio-lungo termine. Durante il periodo pandemico elevatissimo è stato il valore attribuito al SSN, alle organizzazioni della sanità e agli operatori, che hanno contribuito in maniera decisiva a tenere in piedi il Paese oltre a garantire la cura delle persone; tuttavia già dai primi mesi di rallentamento effettivo dell’emergenza sono visibili i segni di un rimbalzo non positivo in cui è scemata l’attenzione per il covid, come era immaginabile, ma contemporaneamente è diminuita in maniera importante sia l’attenzione per il SSN sia il valore attributo ai servizi e agli operatori.

Mentre è in corso questo andamento declinante nel sentimento dell’opinione pubblica, in parte collegato alla drammaticità dei due anni dell’emergenza, il SSN si trova ad affrontare tutti i problemi che lo condizionavano anche prima, ora acuiti dal peso dell’enorme pressione sopportata a cui si aggiungono nuove condizioni generali negative date dai conflitti in atto, dall’aumento dei costi per l’energia, dalla ripresa dell’inflazione. Per queste ragioni concrete, strutturali e contingenti, molte attenzioni si stanno concentrando sulla questione primaria della tenuta attuale del sistema sanitario pubblico.

Per comprendere i temi insiti nella transizione tanto delicata da affrontare è indispensabile ricomporre il quadro posto a fondamento del Servizio Sanitario Nazionale, che va illuminato alla luce della nuova composizione dei bisogni di salute e di assistenza a cui bisognerà rispondere in futuro con sempre maggiore incidenza.

1.1. La natura e la finalità del SSN.
Il SSN nasce per rispondere in modo pro-attivo al dettato dell’art. 32 della Costituzione ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…’ (diritto fondamentale: inalienabile, intrasmissibile, indisponibile, irrinunciabile); i contenuti materiali con cui il SSN provvede a realizzare la sua missione primaria sono definiti dai Livelli essenziali di assistenza da garantire lungo tutto il territorio nazionale.

Il SSN è un’assicurazione nazionale universalistica, non condizionata né dal rischio né dal reddito, finanziata dalla fiscalità generale. Dopo la riforma costituzionale del 2001, l’esercizio delle funzioni fondamentali della pubblica amministrazione è stato articolato verticalmente tra Stato, Regioni, Comuni seguendo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Per quanto riguarda la funzione di ‘Assistenza Sanitaria’: il livello statale definisce i LEA, provvede alla dotazione del FSN, elabora il Patto per la Salute; il livello regionale è competente per l’organizzazione e la gestione della funzione, a cui provvede attraverso gli Enti del Servizio sanitario regionale.

La posizione delle aziende sanitarie si trova quindi in una dimensione intermedia tra quella definita a suo tempo dal D.Lgs. 502/1992 che istituiva il Servizio Sanitario Nazionale, e l’articolazione verticale dei poteri della Riforma Costituzionale 2001 che assegna la funzione fondamentale alle singole regioni e provincie autonome. In aggiunta, le Amministrazioni Locali sono titolari di molte delle funzioni che integrano la sanità verso quell’orizzonte di ‘salute’ prefigurato dal costituente; ma soprattutto sono gli enti giurisdizionali che organizzano materialmente il territorio in cui il sistema sanitario vive, agisce e persegue gli obiettivi fondamentali legati ai Livelli essenziali.

1.2. La complessità dei bisogni e l’evoluzione organizzativa.
Dalla prima metà degli anni ’90 ad oggi non sono solo mutati gli assetti costituzionali che regolano le funzioni dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza sociale, ma sono profondamente cambiati anche i bisogni di salute dei cittadini e delle famiglie, e le conformazioni socio-economiche e geo-demografiche delle nostre comunità.

Alla complessità dei bisogni di salute e benessere da affrontare, corrisponde un’analoga complessità dei sistemi di risposta che occorre riorganizzare secondo il nuovo paradigma evolutivo. La richiesta di assistenza è sempre meno collegata a bisogni semplici e monodimensionali, spesso è invece legata a un complesso di patologie multiple, a volte correlate con non autosufficienze o disabilità, oppure con altre forme di fragilità e marginalità segnate da caratteri di forte disuguaglianza sociale. In questi casi la richiesta è quindi di una presa in carico globale e di una tipologia di assistenza non solo sanitaria ma anche di salute e benessere, una richiesta che arriva a comprendere anche aspetti riferiti al lavoro, all’istruzione, all’abitazione.

Il cambiamento organizzativo diventa quindi il vero fattore da affrontare per sostenere le serie trasformazioni necessarie per creare risposte di salute complesse e multidimensionali. I nostri attuali assetti organizzativi hanno estremo bisogno di convergere verso sistemi più evoluti e dinamici, capaci di interrompere l’annosa riproduzione dei tradizionali impianti divisionali da sempre largamente adottati.

Sistemi organizzativi dinamici e organizzati ‘a rete’, che sono di estrema importanza per il futuro. Si tratta di organizzazioni diverse, ibride, contaminate, in tensione positiva, che lavorano sui confini per ricomporre e non sulle fratture per continuare a suddividere e conservare. Procedendo lungo questa direzione si aprono scenari di grande rilievo, che riguardano anche la capacità di costruire competenze direzionali diverse per riuscire a mettere in campo risorse umane, professionali, economiche tecnologiche e strumentali appartenenti a enti diversi ma che perseguono le stesse finalità.

1.3. L’adeguatezza delle risorse e la qualità dell’assistenza.
Se posta alla fine dell’analisi, e non all’inizio, l’imprescindibile questione delle risorse, finanziarie, strumentali e umane, a disposizione del Sistema sanitario nazionale e dei singoli Sistemi sanitari regionali, può essere finalmente approcciata secondo una prospettiva più limpida e qualificata perché costituzionalmente orientata.

Non si tratta di richiedere più risorse, più strumenti e più personale perché ‘così non ci si fa più’, e ricercare di conseguenza una quota percentuale del PIL che sia migliorativa dell’esistente ma in qualche modo sostenibile nel dibattito pubblico. Si tratta di ritrovare una relazione fondante tra risorse pubbliche e finalità costituzionali del SSN, una relazione aurea.

Occorre definire quali siano le risorse adeguate alla realizzazione dei Livelli essenziali; ma di Livelli essenziali evoluti e integrati perché posti in relazione alla reale complessità degli attuali bisogni di salute, che impongono non solo risposte alle patologie ma gestioni e assistenze sempre più complesse e multidimensionali delle persone, delle famiglie e dei loro contesti di vita.

È infatti proprio nella evoluzione dei Livelli essenziali integrati in risposta ai bisogni complessi di salute e di assistenza, che risiede la chiave di questo rapporto aureo con adeguate dotazioni finanziarie, strumentali e di personale con nuovi profili, nuove competenze, nuovi assetti organizzativi moderni ed evoluti.

1.4. Cosa sperare e per cosa lavorare.
Federsanità-Anci è una confederazione di organizzazioni a carattere regionale che mette insieme le competenze e le dimensioni tecnico-professionali delle aziende sanitarie, con le competenze e le dimensioni politico-istituzionali degli enti locali. È stata questa la grande scelta fondativa degli anni ’90 che si è rinnovata nel tempo fino a questi giorni, e che deve trovare ulteriore fondamento nella transizione in corso del SSN e nelle trasformazioni che stanno vivendo le nostre comunità locali.

Questa doppia natura, operativa e istituzionale, è il sale della nostra associazione e non va mai smarrita per nessun motivo. D’altra parte è proprio questa doppia natura che ci colloca nelle attuali dinamiche così complesse e delicate, mettendoci al fianco di tutte le organizzazioni e di tutti gli operatori pubblici, e al fianco di tutti gli enti e di tutte le istituzioni impegnati nella ‘…tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…’.

Per questo lavoriamo e speriamo in un rinnovato e rafforzato assetto istituzionale multilivello che coinvolga in modo permanente e persistente l’intero asse verticale dei poteri pubblici Stato, Regioni, Comuni, per la tenuta e lo sviluppo del Sistema sanitario nazionale integrato strutturalmente con le funzioni sociali. Un Sistema capace di evolvere verso forme organizzative e sistemi di servizio più adeguati alle complessità della nostra contemporaneità, ben consapevoli che esiste una relazione indissolubile tra qualità del personale, qualità dei finanziamenti e qualità delle cure e dell’assistenza.

La nostra grande confederazione di federazioni regionali può agire positivamente nel complesso sistema italiano per la salute, cercando di dare un proprio contributo per la sua tenuta e la sua evoluzione. La pluralità che è insita nel rapporto paritario e cooperativo tra le confederazioni regionali e con la confederazione nazionale, permette di trattare dimensioni di caratura generale portando a valore condiviso tutte le identità e i caratteri peculiari dei nostri territori e, allo stesso tempo, permette di declinare azioni strutturali attraverso la necessaria personalizzazione operativa che solo le federazioni regionali possono perseguire.

2. Gli obiettivi per il prossimo mandato

2.1. Il programma di sviluppo futuro.
- Istituzione di una Commissione per la revisione dello Statuto della Federazione. L’obiettivo è attualizzare l’articolato statutario, alla luce dell’articolo 27 Statuto ANCI e delle indicazioni programmatiche dell’Accordo Quadro del 30 giugno 2020. Inoltre si reputa necessaria una armonizzazione dello Statuto di Federsanità Nazionale e degli Statuti delle Federsanità Anci regionali anche alla luce dei rapporti con le Anci di riferimento.

- Sviluppo delle politiche di integrazione socio-sanitaria e proposte di maggiore sinergia tra Regioni ed enti locali, attraverso le esperienze raccolte dall’Osservatorio sulle buone pratiche di integrazione socio-sanitaria, che vede la stretta sinergia tra mondo sanitario, enti locali e mondo scientifico presente nel Comitato scientifico dell’Osservatorio.

- Istituzione di un Comitato scientifico, composto sia da direttori generali associati e/o amministratori locali delle Anci, sia da esperti tecnici provenienti dal mondo accademico, dalle società scientifiche e dall’ambito istituzionale, al fine di garantire elevati standard qualitativi delle proposte progettuali ed iniziative e supportare le linee progettuali future su tematiche di comune interesse, anche attraverso l’organizzazione di eventi nazionali.

- Avvio di una relazione istituzionale con la Regione Lombardia e la Regione Emilia Romagna per avviare un percorso istitutivo delle Federsanità regionali in questi due territori nei quali siamo ancora assenti.

- Affiancamento, su richiesta delle Federazioni che ne rilevano il bisogno, nel consolidamento della presenza associativa sul territorio regionale di riferimento a sostegno delle linee progettuali di sviluppo locali, grazie alle sinergie di tipo istituzionale, tecnico e scientifico che le attività della Federazione Nazionale può mettere a disposizione, anche attraverso organizzazione di eventi dedicati.

- Riorganizzazione della struttura della Federazione e valorizzazione del Know How tecnico–scientifico nazionale e regionale. La nostra grande forza associativa è basata sull’integrazione delle competenze e delle progettualità, sia nell’ambito sanitario e socio sanitario, che nell’ambito delle attività delle amministrazioni locali. Oggi più che mai questa integrazione ci pone come Unico interlocutore nel panorama associativo italiano a poter essere propulsore delle più efficaci iniziative nazionali sulla base di quanto richiesto sia dal Governo che dall’Europa. Al fine di promuovere nuove e consolidate iniziative la federazione nazionale, anche attraverso l’affiancamento di esperti professionisti promuoverà, l’avvio di partnership con il mondo privato, finalizzato ad un comune investimento sullo sviluppo di una progettualità innovativa.

- Favorire azioni di lobbying, public affairs e advocacy, anche grazie al supporto di professionisti esterni, finalizzato alla ricerca di sponsorizzazioni e stakeholder engagement per lo sviluppo di progetti.

- Arricchire l’offerta dei servizi agli associati, oltre al prezioso contributo di Federsanità Academy, con:

  • una rivista giuridica di diritto sanitario personalizzata con il logo di Federsanità
  • lo sviluppo di un Centro studi dedicato alla produzione documentale di interesse per le Aziende sanitarie e per gli Enti Locali. Si prevede quindi la produzione di note di lettura, l’elaborazione di documenti per le Audizioni in Parlamento, finalizzati ad un raccordo istituzionale con le Commissioni di pertinenza di Camera e senato, elaborazione di ricerche e dossier, predisposizione di emendamenti per provvedimenti legislativi, approfondimento di tematiche in discussione presso la Conferenza Stato regioni.

Nell’ambito del Centro studi dovrà trovare allocazione l'Osservatorio sul benessere, per intercettare indicatori di benessere/malessere, seguendo l'evoluzione della società e le politiche pubbliche locali, incrociando dati da fonti secondarie e primarie, in collaborazione con i grandi stakeholders detentori di dati sociali, economici e sanitari del Paese.

- Costruire reti di famiglie professionali per i vari profili del middle management delle aziende associate e dei Comuni (amm.vo, professionale tecnico e sanitario e, per i Comuni, per le aree di interesse comune), comunità di pratica, mondo dei care giver, finalizzate a scambio di esperienze, formulazione di linee progettuali e formazione specifica.

- Azione sinergica con Anci con produzione di position paper congiunti presso i massimi organismi istituzionali per una nuova stagione sul versante dell’integrazione socio-sanitaria, a partire dall’area della non autosufficienza, per una effettiva integrazione tra Missione 5 e Missione 6 del PNRR, nonché su quello della promozione di sani stili di vita e di benessere, in sinergia con Ifel ed Health City Institute, con particolare attenzione alla fascia anziana, adolescenziale e dell’infanzia (in primavera si prevede di aprire gli Stati generali dell’infanzia e dell’adolescenza).

- Concludere protocolli di intesa con i principali ordini professionali e con le associazioni del mondo delle strutture sanitarie e sociosanitarie private e religiose rispetto alle tematiche di interesse.

- Assicurare la presenza delle aziende associate a Federsanità ai principali eventi sanitari nazionali (forum, convegni) oltre che ai principali tavoli tecnici e/o commissioni istituzionali.

2.2. Avvio prossimo di progetti nazionali.
CURE PRIMARIE NELLE AREE INTERNE. Uno dei pilastri del PNRR è “la coesione sociale e territoriale” che ha l’obiettivo di ridurre le disparità locali, regionali e fra centri urbani e aree rurali. La Missione 6 parla della “casa come primo luogo di cura” e di garantire le cure “a prescindere dalla regione di residenza”. Il nostro progetto va in questa direzione e sarà portato avanti congiuntamente a Card, Federfarma, Fnopi, Fnomceo, Fofi, Ifel (Convezione con Agenas in fase di approvazione). Realizzeremo una raccolta sistematica di esperienze territoriali, mettendo a disposizione e diffondendone strumenti e metodologie; avvieremo una forma permanente di progettazione ed elaborazione di modelli innovativi.

COMUNICAZIONE. Favoriremo l’allineamento dei linguaggi sui temi del PNRR e, quindi rispetto ai contenuti della Missione 5 e alla Missione 6. Su questo coinvolgeremo anche le Regioni, i Ministeri competenti, Agenas e tutti gli stakeholders e gli ordini professionali.

FEDERSANITÀ ACADEMY. Nel corso del 2023, oltre a riprendere le tematiche relative alla gestione del personale, alla gestione dei contratti di appalto, alla responsabilità professionale sanitaria, alla sicurezza del lavoro, alla gestione delle piattaforme operative, tratteremo le tematiche inerenti la sicurezza in materia di radioprotezione, di risk management e molto altro. Una particolare attenzione verrà dedicata alle attività indotte dagli investimenti del PNRR e alle conseguenti innovazioni organizzative del sistema sanitario, anche legate alla telemedicina.

HUMAN CAPITAL. valorizzazione del ruolo manageriale dei Direttori Generali anche dal punto di vista economico, oltreché della loro funzione centrale nelle strategie attuative delle politiche sanitarie. Sarà costituito un comitato composto da un gruppo di Direttori Generali della Federazione finalizzato a trattare e sviluppare i principali temi di interesse che possono essere poi debitamente rappresentati ai tavoli istituzionali.

RESPONSABILITA’ SANITARIA E RISK MANAGEMENT. Costituzione di un comitato interregionale composto da alcuni Risk Manager Regionali focalizzato sullo sviluppo e l’approfondimento dei temi di maggiore interesse che riguardano quest’area tematica. Il tavolo dovrà funzionare con tre livelli di operatività: 1) formazione e informazione agli associati su un tema quello della responsabilità sanitaria e gestione dei rischi che come sappiamo può avere ricadute importanti sia di impatto economico che di responsabilità manageriale diretta anche sui soggetti apicali oltre che sul middle management. 2) approfondire i rischi emergenti e l’impatto sulle organizzazioni sanitarie e socio sanitarie ma anche sulle amministrazioni locali derivanti anche ma non solo, dallo sviluppo del PNRR. 3) supportare le confederate con iniziative nazionali integrate con interventi locali su un tema che coinvolge tutti i livelli istituzionali nell’attuale momento storico. Su queste tematiche è inoltre previsto un confronto istituzionale con Agenas e con le Authority interessate e le altre associazioni di categoria nazionali coinvolte dalla medicina legale al mercato assicurativo.

PROGETTO DATA ECONOMY E INTEROPERABILITA’ DEI DATI. Ha lo scopo di supportare lo sviluppo dei nuovi modelli organizzativi digitalizzati attraverso studi e ricerche e scambio delle best practice in tema di sviluppo del DM 77 e Digital Health. È uno dei temi di maggior rilievo nella politica sanitaria e socio sanitaria sia nazionale che europea per gli importanti impatti sui sistemi sanitari dei vari paesi. Il tema ha un diretto impatto sia sul comparto sanità ma anche sulle amministrazioni pubbliche in generale.

26 gennaio 2023
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