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Contratto. Si aprono le trattative nella PA di Trento, ma i sindacati degli ospedalieri sono critici

Le OoSs aveva anticipato agli organi provinciali che avrebbero partecipato all’incontro preliminare sul rinnovo dei contratti 2019-2021, ma non sarebbero intervenuti nella discussione e questo fintanto che non si chiuderà il triennio contrattuale 2016-2018. “Non è possibile disattendere le norme, così come non è possibile trattare un nuovo contratto ‘dimenticandosi’ del precedente, ancora da concludere”

07 MAR - Al via il primo confronto tra Provincia autonoma di Trento e sigle sindacali per la nuova stagione contrattuale di rinnovo dei contratti collettivi provinciali - per il periodo 2019-2021 - dei vari comparti e aree di contrattazione delle autonomie locali scuola, sanità e ricerca. L’incontro, svoltosi il 02 marzo, è stato di tipo propedeutico ed ha avuto lo scopo di raccogliere suggerimenti e questioni che le organizzazioni sindacali ritengono maggiormente rilevanti in vista dell'avvio delle trattative al tavolo dell’Apran.

Per ciò che riguarda le OO.SS. dei dirigenti medici ospedalieri, le sigle sindacali Aaroi Emac – Anaao Assomed – Anpo Ascoti Fials Medici Federazione Cimo-Fesmed – Fassid (Aipac – Aupi – Simet – Sinafo – Snr) ritengono imprescindibile chiudere il triennio contrattuale 2016-2018, prima di avviare la stagione del rinnovo contrattuale 2019-2021. Alcune voci del contratto provinciale, secondo i sindacati, risultano peraltro peggiorative rispetto al contratto nazionale rinnovato nel 2019 (CCNL 2016-2018); solo a titolo esemplificativo è necessario adeguare, secondo i sindacati, l’indennità di esclusività sulla quale calcolare l’incremento del 27% previsto dalla legge nazionale .  

“E’ stato un incontro interlocutorio – dichiarano unitariamente le OO.SS. dei dirigenti medici  – e, come anticipato attraverso una nota siamo stati presenti all’incontro perché rispettiamo le istituzioni, ma non per intervenire sul rinnovo 2019-2021 poiché dobbiamo ancora da trovare un accordo per il contratto collettivo provinciale pregresso 2016-2018”.  

Inoltre, si legge nella nota unitaria, l’intersindacale ritiene che la negoziazione per il rinnovo del contratto collettivo provinciale 2019-2021 non possa essere anticipata rispetto alla sottoscrizione del contratto collettivo nazionale 2019-2021, in quanto dovranno essere in ogni caso rispettate le condizioni contrattuali individuate dal nuovo accordo nazionale, ed essere semmai auspicabilmente migliorative e adeguate al contesto provinciale, come previsto dal comma 4 del vigente CCP 2002-2005 prevedendo che “il presente contratto non intende determinare condizioni di minor favore dal punto di vista normativo e/o economico rispetto alla contrattazione nazionale e che inoltre,  le parti si incontrano entro 30 giorni dalla richiesta di convocazione di una di esse, anche al di fuori delle cadenze contrattuali, per una verifica di merito, qualora intervengano sostanziali novità a livello nazionale; mentre l’art. 7 dell’accordo stralcio sottoscritto nel dicembre 2016 (biennio economico 2016-2017), recita: “nel caso in cui il CCNL del personale del comparto del servizio sanitario nazionale determini un aumento dello stipendio tabellare superiore a quello previsto dalla contrattazione provinciale per il medesimo periodo contrattuale, le parti si ritrovano per i necessari adeguamenti”.

Le organizzazioni sindacali Aaroi Emac – Anaao Assomed – Anpo Ascoti Fials Medici Federazione Cimo-Fesmed – Fassid (Aipac – Aupi – Simet – Sinafo – Snr) ricordano al presidente della giunta provinciale Maurizio Fugatti che “non è possibile disattendere le norme, così come non è possibile trattare un nuovo contratto ‘dimenticandosi’ del precedente ancora da concludere. Rinnoviamo ancora una volta al il Presidente della Giunta, le difficoltà che ancora oggi incontriamo i professionisti dell’area dirigenziale incontrano, gli stessi ,che dovrebbero garantire il successo della tanto propagandata riorganizzazione di Apss”.

Endrius Salvalaggio

07 marzo 2022
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