Aeroporto di Bologna: la proposta dei sindacati per ripristinare il presidio sanitario

Aeroporto di Bologna: la proposta dei sindacati per ripristinare il presidio sanitario

Aeroporto di Bologna: la proposta dei sindacati per ripristinare il presidio sanitario
Nei giorni scorsi un passeggero è morto dopo un malore. A nulla sono valsi i soccorsi di un infermiere e un medico fuori servizio. Comune e vertici dell’aeroporto stanno cercando una soluzione che permetta la presenza fissa di un medico nel presidio e dai sindacati arriva la proposta: si usino i medici già attivi nell’emergenza territoriale

Impegnare, a rotazione i medici attivi nell’emergenza territoriale. È questa la proposta lanciata dai sindacati Snami, Cimo e Cisl medici per ripristinare la presenza medica presso il presidio sanitario dell’aeroporto Marconi di Bologna.

Il tema è tornato d’attualità dopo la morte, la scorsa settimana, di un passeggero poco più che cinquantenne. L’uomo, colto da un malore (probabilmente infarto) è stato soccorso da un infermiere e un medico fuori servizio. Ma i tentativi di rianimarlo sono stati inutili.

Nei giorni scorsi il Comune di Bologna aveva riferito che è allo studio una soluzione che permetta la presenza di un medico nello scalo.
 
Ora, i sindacati cercano di semplificare il lavoro, alle istituzioni e ai vertici dell’aeroporto: “Già nel 2015 avevano rappresentato quella che ancora oggi riteniamo una proposta estremamente costo efficace, consistente nell’interazione di medici già impegnati nell’emergenza territoriale a rotazione nel presidio”, scrivono in una nota i sindacati.


 


“Sotto il profilo tecnico contrattuale l’Accordo Collettivo Nazionale offre ampio respiro, prevedendo per i punti fissi e mobili di soccorso l’assegnazione di incarichi convenzionali a medici con specifica idoneità certificata all’ Emergenza Sanitaria”, aggiungono. “Potrebbe quindi essere utile inserire nell’organico dell’emergenza cittadina questi professionisti, consentendo al personale dell’emergenza tutto di coprire a rotazione turnazioni nello scalo. Come già avviene per gli infermieri, questo meccanismo potrebbe permette di inserire anche i medici in un virtuoso circuito all’interno della rete 118, rafforzando quello stretto legame con la rete dell’emergenza voluto e cercato da Aeroporto e AUSL negli anni precedenti”.
 
Per i sindacati, si tratta di “uno strumento contrattuale semplice, già operativo nell’AUSL di Bologna, molto conveniente anche per gli aspetti economici rispetto ad altre forme contrattuali e con garanzie pensionistiche, di tutela assicurativa e formazione certificata. Si potrebbe dire ‘due piccioni con una fava’: medici in grado di assolvere tanto gli interventi di ordinaria attività ambulatoriale così come interventi di emergenza, in un circuito di vantaggio tanto per lo scalo quanto per la città”.

“Non ultimo, concludono i sindacati, in caso di maxi emergenze, avremmo disponibile una figura di riferimento già istituzionalmente inserita nella rete dell’emergenza che potrebbe facilitare la gestione delle straordinarie necessità assistenziali”. 

11 Maggio 2018

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