Aor S. Carlo. Sindacati in stato di agitazione contro disposizioni di copertura turni a Lagonegro

Aor S. Carlo. Sindacati in stato di agitazione contro disposizioni di copertura turni a Lagonegro

Aor S. Carlo. Sindacati in stato di agitazione contro disposizioni di copertura turni a Lagonegro
I sindacati contestano la violazione delle legge 114/ 2014 in cui si prevede che dipendenti pubblici possano essere trasferiti e utilizzati all'interno della stessa Amministrazione a una distanza non superiore ai 50 chilometri (la distanza tra Lagonegro e Potenza supera  i 100km). Per la Fials “un precedente pericoloso per un'azienda con presidi ospedalieri disseminati in un territorio molto vasto e con distanze tra le sedi che superano i 150 chilometri”.

I lavoratori del San Carlo entrano in stato di agitazione. A proclamarlo sei sigle sindacali rappresentative nel comparto sanità (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi, Usb) che hanno comunicato la protesta al Prefetto di Potenza, al direttore generale dell'Aor S. Carlo, all'Assessorato alla Salute della Regione Basilicata, alla Commissione di garanzia all'attuazione della legge sullo sciopero per i servizi pubblici essenziali, chiedendo al Prefetto di Potenza di attivare la procedura obbligatoria di conciliazione.

I sindacati contestano la violazione della legge 114 del 2014, "Misure urgenti per l'efficienza della pubblica amministrazione e il sostegno all'assicurazione". L'articolo 4, comma 2 prevede che i dipendenti pubblici possano essere trasferiti e utilizzati all'interno della stessa Amministrazione a una distanza non superiore ai 50 chilometri.

“Invece il 6 febbraio scorso – spiega la Fials Potenza in una nota – la Direttrice del Dipartimento Interaziendale di Medicina trasfusionale, Clelia Musto, per garantire la reperibilità pomeridiana, notturna e festiva del Presidio ospedaliero di Lagonegro, in evidente violazione della norma, disponeva la copertura dei turni con personale medico e tecnico in servizio al centro trasfusionale del San Carlo. Come è noto la distanza tra Lagonegro e Potenza supera  i cento chilometri e questo dato rende impossibile ai dipendenti, che in gran parte risiedono a Potenza o nel suo immediato circondario, di raggiungere il presidio di Lagonegro con la tempestività richiesta dalle situazioni di emergenza per cui si attiva, appunto, la reperibilità del personale”.

Per la Fials “è il classico esempio di toppa peggiore del buco”.

“La Direzione aziendale – prosegue il sindacato – non ha risposto alle richieste di revoca dell'atto illegittimo e quindi non è stata offerta nessuna motivazione dell'atto illegittimo che rappresenta un precedente pericoloso per un'azienda con presidi ospedalieri disseminati in un territorio molto vasto e con distanze tra le sedi che superano i 150 chilometri”.

I sindacati annunciato battaglia “perché siano tutelati i diritti dei lavoratori e sia ripristinata la legalità”.

15 Febbraio 2019

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