Bologna. Sos personale negli ospedali: “Li aspettiamo fuori dalle sedute di laurea”

Bologna. Sos personale negli ospedali: “Li aspettiamo fuori dalle sedute di laurea”

Bologna. Sos personale negli ospedali: “Li aspettiamo fuori dalle sedute di laurea”
L’Ausl sta utilizzando quattro linee telefoniche per contattare potenziali rinforzi: si parla di “decine e decine di telefonate al giorno” e quando si ricevono dei rifiuti, riferisce la direttrice, “ricominciamo da capo”. Il fabbisogno riguarda tutte le figure tra Infermieri, Medici e Operatori socio sanitari, “ma è in particolare per gli infermieri che abbiamo una scarsità strutturale”. E molti mmg  “hanno dato la disponibilità ad integrare i nostri operatori nei punti vaccini”.

L’emergenza Covid non si arresta e per reperire nuovo personale sanitario “stiamo veramente facendo di tutto”, afferma Monica Minelli, direttrice del dipartimento delle Attività socio-sanitarie dell’Ausl: “Siamo al livello che davvero appena si laureano i nuovi colleghi, siamo fuori dalle sedute di laurea per invitarli all’assunzione“.

Se nella prima ondata l’Ausl mandava propri operatori a supportare quelli delle residenze per anziani, ora “abbiamo necessità di avere personale per i nostri stessi servizi aziendali che si devono convertire per l’accoglienza dei positivi”, sottolinea Minelli. L’Ausl sta utilizzando quattro linee telefoniche per contattare potenziali rinforzi: si parla di “decine e decine di telefonate al giorno” e quando si ricevono dei rifiuti, riferisce la direttrice, “ricominciamo da capo”. Il fabbisogno riguarda tutte le figure tra infermieri, medici e operatori socio-sanitari, “ma è in particolare per gli infermieri che abbiamo una scarsità strutturale”, spiega Minelli.

C’è un nodo “davvero molto critico” sulla programmazione dei corsi di laurea e “l’uscita” di nuovi operatori, aggiunge la dirigente dell’Ausl, segnalando che il tema nel suo complesso “è stato già rappresentato a livello regionale perché venga portato a livello ministeriale“. Conferma le difficoltà Mirco Vanelli Coralli, direttore del distretto Città di Bologna: “Questa ondata è peggiore della prima”, fa notare, perché stavolta “abbiamo tutti i servizi aperti” e si sta lavorando per “fare una vaccinazione di massa con una pandemia in atto, non esiste un’esperienza analoga nella storia dell’uomo”.

Per quanto riguarda le disponibilità di infermieri, queste “sono in fase di adeguamento e ridefinizione”, ma intanto “da febbraio si stanno facendo carico di un lavoro importante, perché il lavoro vaccinale finora è stato fatto prevalentemente al pomeriggio per non intasare le attività mattutine dei punti ambulatoriali e non sovrapporsi con i punti prelievo – spiega Vanelli Coralli – però questo vuol dire che gli infermieri che la mattina fanno i punti prelievo sono gli stessi che il pomeriggio vanno nei turni domiciliari o nei punti vaccini“.

Si sta parlando di “gente che molte volte lavora rinunciando al giorno di riposo e alle ferie, andando a lavorare anche il sabato e la domenica”, sottolinea il direttore del distretto, segnalando che questo “vale anche per il personale amministrativo, per il quale la direzione sta cercando di adeguare le risorse”. In altri termini, “c’è una grande disponibilità e una grandissima solidarietà umana, cosa per me apprezzabile come medico geriatra e direttore di distretto, ma dovremo aumentare il passo e allargare veramente l’esercito di persone che dovrà lavorare”, avverte Vanelli Coralli.

Intanto, molti medici di base “hanno dato la disponibilità ad integrare i nostri operatori nei punti vaccini per lavorare insieme al personale Ausl”, riferisce il dirigente, aggiungendo che sempre con i medici di medicina generale è “in fase avanzata” un accordo sulle vaccinazioni domiciliari. “Potrebbe veramente essere una carta vincente”, afferma Vanelli Coralli: a Bologna ci sono 300 di questi medici, “se ognuno di loro fa una ventina di vaccinazioni a casa parliamo già di 6.000 persone. Possono avvero darci una mano ad aumentare il ritmo”.

11 Marzo 2021

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