Carenza medici nel Lazio. Pace (Smi): “Non si affronta con contratti capestro per i giovani medici” 

Carenza medici nel Lazio. Pace (Smi): “Non si affronta con contratti capestro per i giovani medici” 

Carenza medici nel Lazio. Pace (Smi): “Non si affronta con contratti capestro per i giovani medici” 
Le Asl, denuncia il sindacati, chiedono ai giovani medici di “accettare contratti in cui non è specificato nulla, né ore, né sede, né mansioni o vengono offerti contratti a termine per tamponare le postazioni vuote, che probabilmente non avranno futuro. Si tratta di veri e propri contratti capestro fuori da quello che prevede l’Acn di medicina generale”. Chieste misure immediate e “il rispetto per tutti, anche per i giovani medici, di quello che prevede l’Acn”.

“La mancanza dei medici nel Lazio è ormai un’emergenza. Ne mancano circa 400, il territorio ne fa le spese e soprattutto la medicina generale è in forte sofferenza. La carenza dei medici di famiglia sta assumendo connotati preoccupanti, viene meno il diritto alla salute, molti pazienti ormai sono senza medico, soprattutto i residenti. L’affollamento ai Pronto Soccorso con questa situazione non diminuisce. Le zone carenti individuate dalla Regione Lazio non sono, ancora, state assegnate e di conseguenza i medici andati in pensione non sono stati sostituiti. Ad oggi non c’è un accordo regionale che dovrebbe definire compiti e attività specifiche dei medici di medicina generale a livello territoriale e prevedere le necessarie integrazioni economiche”. Lo denuncia Marina Pace, vice segretario regionale vicario dello Smi Lazio.

A preoccupare non è solo la condizione della medicina generale nel Lazio ma anche il fatto, spiega Pace, che “ai giovani medici viene richiesto, dalle ASL del Lazio, di accettare contratti in cui non è specificato nulla, né ore, né sede, né mansioni o vengono offerti contratti a termine per tamponare le postazioni vuote, che probabilmente non avranno futuro. Si tratta di veri e propri contratti capestro fuori da quello che prevede l’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) di medicina generale”.

“In questi anni – aggiunge la sindacalista – si parlava di riorganizzazione territoriale di integrazione tra infermieri e medici, di infermieri di famiglia, di rete con specialisti che collaborano con gli studi della medicina generale, ma attualmente la medicina generale viene sempre più caricata di mansioni che potrebbero svolgere gli infermieri. I medici di famiglia sono oberati di attività burocratiche che portano al burnout dei pochi professionisti rimasti, aggravando il lavoro della medicina territoriale”.

“Chiediamo alla Parte Pubblica – conclude Pace – un impegno immediato per proposte operative, per superare la poca attrattività della medicina generale, favorire la copertura delle zone carenti e il rispetto per tutti, anche per i giovani medici, di quello che prevede l’ACN di medicina generale”.

03 Novembre 2025

© Riproduzione riservata

Piemonte, nelle fasi finali l’accreditamento delle strutture sanitarie private
Piemonte, nelle fasi finali l’accreditamento delle strutture sanitarie private

Il processo di accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie e sociosanitarie private del Piemonte entra nella sua fase conclusiva. Terminata la stagione delle verifiche nelle strutture pubbliche, l’Organismo Tecnicamente Accreditante (OTA)...

Ospedali Riuniti Anzio-Nettuno. Attivo il reparto di degenza nefrologica
Ospedali Riuniti Anzio-Nettuno. Attivo il reparto di degenza nefrologica

E’ attivo da domenica 1 febbraio il reparto di degenza nefrologica presso la UOS Dialisi degli Ospedali Riuniti di Anzio – Nettuno. Il nuovo reparto fa parte della UOC Aziendale...

Asl Latina. Accordo con Garante regionale per l’Infanzia per il benessere dei minori
Asl Latina. Accordo con Garante regionale per l’Infanzia per il benessere dei minori

La Asl di Latina e il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa finalizzato a rafforzare la tutela dei diritti dei minorenni e a...

Blitz dei Nas Roma. Emesse sette misure cautelari per maltrattamenti in una comunità alloggio per anziani
Blitz dei Nas Roma. Emesse sette misure cautelari per maltrattamenti in una comunità alloggio per anziani

I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Roma hanno eseguito, questa mattina, sette misure cautelari nell’area dei Castelli Romani nei confronti di operatori socio-sanitari e del legale rappresentante di...