Contratto sanità privata. Nel Lazio Aiop e Aris non firmano l’intesa definitiva. D’Amato: “Inaccettabile”. Lavoratori pronti allo sciopero

Contratto sanità privata. Nel Lazio Aiop e Aris non firmano l’intesa definitiva. D’Amato: “Inaccettabile”. Lavoratori pronti allo sciopero

Contratto sanità privata. Nel Lazio Aiop e Aris non firmano l’intesa definitiva. D’Amato: “Inaccettabile”. Lavoratori pronti allo sciopero
A tre mesi dalla firma della pre-intesa, Aiop e Aris rifiutano di siglare definitivamente il nuovo contratto perché “la pre-intesa è stata firmata da una delegazione che non ha rispettato il volere dell’assemble,a che poneva la condizione che il 50% fosse sostenuto indirettamente dalle Regioni e il 50% fosse proveniente dal welfare”, in pratica rinnovo del contratto a costo zero. Interviene l'assessore D’Amato “Il Lazio è pronto a fare la sua parte. Poi non ci saranno più alibi”. Intanto i sindacati preparano lo sciopero per il 16 settembre.

Mattinata rovente, ieri, sotto la sede Aris Lazio a Roma, per il presidio dei lavoratori e delle lavoratrici della sanità privata accreditata contro la mancata firma definitiva su un contratto nazionale dopo l’accordo sulla preintesa, raggiunto ormai da quasi tre mesi. “L’idea delle rappresentanze datoriali, Aris  e Aiop in primis, è in linea con la visione padronale complessiva, che sta tentando un nuovo attacco ai diritti, alla rappresentanza e al contratto, sarebbe quella di rinnovare i contratti a costo zero. Nonostante la garanzia delle istituzioni a coprire il 50% del costo del rinnovo, chiedono ulteriori garanzie a Ministero e Regioni. Addirittura tentando di rovesciare la responsabilità della mancata ratifica sui sindacati”, spiegano i segretari generali Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, che in una nota annunciano lo sciopero nazionale per il 16 settembre in assenza di passi avanti.

Contatta dall'agenzia di stampa Dire, Jessica Faroni, presidente di Aiop Lazio, ha spiegato che quella della parte datoriale “non è una retromarcia ma c'è stato un errore della delegazione. La pre-intesa – ha spiegato Faroni – è stata firmata da una delegazione che non ha rispettato il volere di una assemblea che si e' radunata il 22 gennaio di quest'anno e ha detto chiaramente che avremmo firmato il rinnovo del contratto a condizione che il 50% fosse sostenuto indirettamente dalle Regioni e il 50% fosse proveniente dal welfare. E parlo di condizioni di sopravvivenza per le aziende".

Inoltre “il Nord Italia ha potuto fare affidamento sui fuori regione a differenza di molte altre regioni, in particolare del Centro-Sud, che sono in piano di rientro. A noi non solo hanno tagliato il budget, le tariffe, ma soprattutto ci hanno tolto i fuori regione per cui il rinnovo del contratto, sacrosanto e necessario, può essere fatto solo alle condizioni suddette”.

“Non è stata ratifica la pre-intesa perché non abbiamo avuto le garanzie in tutte le Regioni che ci sarebbero state tutte le coperture contrattuali necessarie. C'era stato detto invece differentemente dal ministero. Le Regioni ancora non hanno ratificato la copertura pari al 50% del contratto. In ogni caso si sta cercando di arrivare alla definizione delle condizioni giuste per poter firmare il rinnovo. Credo che prima del 16 settembre, data in cui è fissato lo sciopero nazionale dei lavoratori della sanità privata, riusciremo ad arrivare a una definizione in tutte le Regioni.”, ha confermato Michele Bellomo, presidente di Aris Lazio, all'agenzia di stampa Dire.

Sulla questione è intervenuto anche l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che in una nota ha dichiarato di ritenere “inaccettabile che chi lavora accreditato al Servizio sanitario regionale non rinnovi i contratti di lavoro scaduti da oltre un decennio. Altro che la richiesta di fare i tamponi. Qui la richiesta è di firmare il contratto nel rispetto della pre-intesa. Ci sono migliaia di lavoratori che attendono il rinnovo del contratto secondo gli impegni assunti dalle Regioni”.

“Il Lazio – ha detto D’Amato – è pronto a fare la sua parte e presto porteremo in Giunta il documento che riguarda la copertura del 50%, così come deciso dalla Conferenza delle Regioni. A Questo punto non ci sono più alibi e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

02 Settembre 2020

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...