Coronavirus. Il Lazio riduce gli orari di apertura degli esercizi commerciali (tranne farmacie e parafarmacie) fino al 5 aprile

Coronavirus. Il Lazio riduce gli orari di apertura degli esercizi commerciali (tranne farmacie e parafarmacie) fino al 5 aprile

Coronavirus. Il Lazio riduce gli orari di apertura degli esercizi commerciali (tranne farmacie e parafarmacie) fino al 5 aprile
Nuova ordinanza della Regione. Gli esercizi commerciali potranno restare aperti dalle ore 8.30 alle ore 19 mentre nelle domeniche e nei giorni festivi potranno aprire dalle ore 8.30 alle ore 15. Il provvedimento sarà valido fino al 5 aprile. Raccomandato di effettuare l’approvvigionamento alimentare e quello relativo ad altri beni di primaria necessità presso gli esercizi commerciali presenti nel proprio quartiere di residenza o in quello in cui si svolge l’attività lavorativa. L’ORDINANZA

“Le attività commerciali di cui all’allegato 1, del DPCM 11 marzo 2020, ad eccezione delle farmacie e delle parafarmacie, osservano il seguente orario di apertura al pubblico: dalle ore 8.30 alle ore 19 con decorrenza dalla pubblicazione del presente provvedimento fino al 5 aprile 2020, salvo nuovo provvedimento. Nelle domeniche e nei giorni festivi le attività commerciali di cui all’allegato 1 del DPCM 11 marzo 2020, ad eccezione delle farmacie e delle parafarmacie, osservano il seguente orario di apertura al pubblico: dalle ore 8.30 alle ore 15 con decorrenza dalla pubblicazione del presente provvedimento fino al 5 aprile 2020, salvo nuovo provvedimento”. È quanto ha stabilisce una nuova ordinanza della Regione Lazio.
 
Nel provvedimento i gestori delle attività devono comunque:
 
a)garantire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro, tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse;
 
b)garantire e incentivare le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, adottando protocolli interni di sicurezza e ricorrendo a qualsiasi dispositivo utile a limitare le forme di contagio.
 
Inoltre “si invita la cittadinanza, ove possibile, ad effettuare l’approvvigionamento alimentare e quello relativo ad altri beni di primaria necessità presso gli esercizi commerciali presenti nel proprio quartiere di residenza o in quello in cui si svolge l’attività lavorativa”.

18 Marzo 2020

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