Covid. Ad Iglesias oltre 1000 vaccinazioni eseguite, per la prima volta, in una struttura non sanitaria

Covid. Ad Iglesias oltre 1000 vaccinazioni eseguite, per la prima volta, in una struttura non sanitaria

Covid. Ad Iglesias oltre 1000 vaccinazioni eseguite, per la prima volta, in una struttura non sanitaria
Impiegati 20 operatori per un cronoprogramma di 80 somministrazioni l’ora. Solinas: “Il sistema funziona e ha dimostrato di imprimere un’accelerazione compatibile con il numero di dosi finora ricevute”. Nieddu: “Uno ‘stress test’ che collauda un modello che potrà essere replicato su tutto il territorio”. Ganau: “Si faccia chiarezza sulla calendarizzazione delle dosi a gennaio e febbraio e si pianifichi una maggiore rapidità delle vaccinazioni destinando ogni risorsa disponibile”.

È cominciata in quest’ultimo weekend ad Iglesias la Campagna di somministrazione dei vaccini anti Covid-19 Pfizer-BioNtech destinati a 1.080 operatori sanitari, ed eseguiti “per la prima volta” presso una struttura non sanitaria – tengono a sottolineare dalla Regione -; per l’ampiezza e la logistica è stato scelto il cinema di via Cavalier San Filippo.

“Un segnale di grande attenzione per il Sulcis – dichiara il Presidente della Regione Christian Solinas -. La campagna di vaccinazione prosegue in tutta l’Isola. Abbiamo un sistema che funziona e ha dimostrato di riuscire a imprimere un’accelerazione compatibile con il numero di dosi finora ricevute. Quando arriverà il momento saremo pronti a vaccinare l’intera popolazione e per questa ragione è necessario che le scorte destinate alla Sardegna aumentino in tempi brevi”.

“Con l’impiego di venti operatori – puntualizza la Regione -, è stato stilato un cronoprogramma di 80 somministrazioni l’ora. All’interno del Cinema gli spazi sono stati organizzati con un’ampia area d’accettazione, una sala di vaccinazione e percorsi definiti. Garantita l’attività in sicurezza con la presenza fissa di un’ambulanza medicalizzata, un rianimatore e un infermiere”.

L’Assessore regionale alla sanità Mario Nieddu ribatte: “Abbiamo scelto uno spazio che fosse adeguato all’esecuzione di un numero elevato di vaccinazioni in breve tempo. Uno ‘stress test’ che ci permette di collaudare un modello che potrà essere replicato su tutto il territorio, in particolare quando potremo finalmente procedere con la vaccinazione di massa su tutti i cittadini”.

Sentito da Quotidiano Sanità, il Capogruppo PD e componente della Commissione consiliare Salute e Politiche sociali Gianfranco Ganau, osserva il fatto che i problemi non sono le sedi dove poter attivare la somministrazione dei vaccini, “semmai la preoccupazione per le notizie che arrivano dagli ospedali e dalle RSA, luoghi destinati alle prime vaccinazioni”.

“Mi chiedo – osserva con perplessità il Capogruppo – se la giunta regionale stia vigilando o stia volgendo lo sguardo in un’altra direzione per avere meno problemi. Dopo l’inaccettabile ruolo di fanalino di coda dei primi giorni, ora si moltiplicano le notizie di irregolarità e priorità non rispettate. Amministrativi o operatori di ditte esterne vaccinati prima dei medici e degli operatori sanitari, medici di famiglia, della continuità territoriale o delle strutture private convenzionate, come gli operatori sanitari dello stesso ambito che non sono stati nemmeno contattati, sono segnali di una delega alla gestione dei vaccini da parte dell’assessore Nieddu che non può essere lasciata senza controllo.”

“La programmazione delle vaccinazioni e il controllo delle dosi effettuate – sottolinea il Consigliere – deve essere trasparente e disponibile a tutti. Chi deve essere vaccinato nei prossimi giorni e sino al mese di febbraio deve saperlo da subito e non si possono lasciare dosi alla mercé di decisioni che poi si rivelano ingiuste e inaccettabili”. Ganau pertanto chiede “all’assessore Nieddu e al presidente Solinas di fare chiarezza, senza ulteriori ritardi, sulla calendarizzazione delle dosi a gennaio e febbraio, sulla base delle disponibilità comunicate dalla struttura commissariale, e di pianificare una maggiore rapidità delle vaccinazioni destinando a tale iniziativa ogni risorsa disponibile o impegnata in attività di screening meno urgenti”.

“Se non rendiamo le operazioni più agili e rapide pianificando la maggiore complessità delle modalità vaccinali al di fuori di ospedali e rsa – conclude il democratico -, ci troveremo nel 2022 a fare ancora vaccinazioni ai sardi.”

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

18 Gennaio 2021

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