Dermatite nodulare bovina. Lai (PD) al Governo: “Sardegna in zona rossa, urgente un tavolo tecnico con Europa, Regione e allevatori”

Dermatite nodulare bovina. Lai (PD) al Governo: “Sardegna in zona rossa, urgente un tavolo tecnico con Europa, Regione e allevatori”

Dermatite nodulare bovina. Lai (PD) al Governo: “Sardegna in zona rossa, urgente un tavolo tecnico con Europa, Regione e allevatori”
Le restrizioni imposte nell’intera isola impediscono la movimentazione dei bovini verso il continente e bloccano il commercio dei vitelli da ristallo. Lai (PD) chiedi al Governo di spiegare le ragioni di questa misura dato che “non è comprensibile perché non sia stata prevista una zona di salvaguardia esterna a quella di sorveglianza, dove si possa non rendere obbligatoria la vaccinazione e autorizzare la movimentazione in sicurezza”.

La Sardegna è stata interamente trasformata in una zona rossa, con blocco totale della movimentazione dei bovini, senza alcuna distinzione territoriale o proporzionalità rispetto al focolaio. Questa, in sintesi, la denuncia a Quotidiano Sanità del deputato sardo Silvio Lai (PD), della commissione Bilancio della Camera, che interviene sulle misure decise dopo i casi di dermatite nodulare bovina registrati nell’Isola.

Per Lai “il Governo, nel merito i Ministri della Salute e dell’Agricoltura, devono spiegare immediatamente le ragioni di questa drastica misura intrapresa. Della preoccupante situazione che investe in questo momento l’isola, ho sollevato il problema alla Camera insieme anche ai colleghi Marco Furfaro (capogruppo PD in Commissione Affari Sociali e Sanità) e Antonella Forattini (capogruppo PD in Commissione Agricoltura)”.

“Dopo il focolaio di dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease) nel Comune di Orani – prosegue il deputato -, e gli ulteriori focolai segnalati successivamente, nella Regione Sardegna è stata estesa la cosiddetta zona soggetta a restrizione (ZUR) a tutta l’isola, impedendo di fatto la movimentazione dei bovini verso il continente e bloccando il commercio dei vitelli da ristallo. Questa scelta appare sproporzionata perché include anche territori senza focolai e lontani dal nucleo iniziale. Non si comprende perché non sia stata prevista una zona di salvaguardia esterna alla zona di sorveglianza, dove si possa non rendere obbligatoria la vaccinazione e autorizzare la movimentazione in sicurezza”.

“Quello che ci interessa conoscere ora, e che interessa anche agli allevatori – evidenzia il parlamentare -, è che il Governo chiarisca, interagendo anche con la Commissione europea e la Direzione Generale competente, quali sono i criteri che sono stati utilizzati per l’istituzione delle Zone di Vaccinazione 1 e 2 e se sarà imposto il 100% di copertura vaccinale per ogni azienda; sono inoltre chieste delucidazioni sulle condizioni necessarie per il recupero dello status di indennità sanitaria della Sardegna, e sulla possibilità di prevedere deroghe immediate per sbloccare almeno parte delle movimentazioni verso il continente”.

“Sollecitano infine il Governo a convocare un tavolo tecnico urgente con Regione Sardegna, Commissione europea, autorità veterinarie e organizzazioni agricole e verificare se analoghe misure vengano applicate negli altri Stati europei colpiti, come nel caso della Savoia in Francia. Non possiamo accettare che la Sardegna paghi da sola il prezzo di scelte non coordinate e non proporzionate, che rischiano di mettere in ginocchio l’intera zootecnia isolana” – conclude Silvio Lai.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

16 Luglio 2025

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