Emilia Romagna. Irst di Meldola. Consuntivo 2014 registra +14,9% volume totale. Per il terzo anno consecutivo bilancio in equilibrio

Emilia Romagna. Irst di Meldola. Consuntivo 2014 registra +14,9% volume totale. Per il terzo anno consecutivo bilancio in equilibrio

Emilia Romagna. Irst di Meldola. Consuntivo 2014 registra +14,9% volume totale. Per il terzo anno consecutivo bilancio in equilibrio
Raggiunto un avanzo di 125mila euro. Significativo incremento del numero di progetti: 183 attivi rispetto ai 136 del 2013. Sotto la voce voce emerge uno spiccato aumento degli investimenti in termini di attrezzature e strutture, pari a oltre 6,2 milioni di euro.

Per il terzo anno consecutivo, il bilancio dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (Irst) si chiude in equilibrio. Anche il Consuntivo 2014 dell'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, punto di riferimento per le reti oncologiche dell’Emilia Romagna, dopo i “più” dei due esercizi precedenti, segna infatti, su un volume totale di 58,7 milioni di euro (+14,9% rispetto ai 51,2 milioni del 2013) un avanzo di 125mila euro. Un dato molto positivo se rapportato alla crisi congiunturale e, soprattutto, agli ingenti investimenti effettuati da Irst in personale, strumentazioni e strutture, azioni finalizzate a potenziare le risposte in termini di cura e di ricerca a favore del crescente numero di pazienti assisti nelle quattro sedi.
 
A tracciare gli aspetti economico-finanziari salienti dell’esercizio appena concluso, le direzioni Irst, in primis il nuovo direttore generale Giorgio Martelli. Anzitutto, in evidenza il mantenimento dell’equilibrio di gestione, parallelo all’incremento del valore generale della produzione, cresciuto nell’ultimo triennio da 45,8 milioni a 58,7. Direttamente legate alla produzione, le due aree di attività Irst: cura e ricerca. Dal lato assistenza, la gestione della Radioterapia di Ravenna da gennaio 2014 (affiancatasi a quella di Meldola, Forlì DH e Cesena Servizio Oncoematologia) ha alzato il numero di pazienti presi in carico: dai 15.961 del 2013 si è arrivati a 18.352. Si tratta in gran parte di residenti in Romagna, ma è notevole la percentuale di pazienti provenienti da fuori Regione: per la Degenza ordinaria, su un totale di 1.660 ricoveri, il 37% ha riguardato pazienti non emiliano-romagnoli, soprattutto proveniente da Toscana, Marche e Lazio. Questo dato è dovuto all’attrattività data da trattamenti ad alta specialità come radiometabolica e trapianti di midollo osseo. Anche per quanto riguarda il Day Hospital si registra un aumento degli accessi, che da 55.734 del 2013 passano a 59.817 nell’anno scorso.
 
Sotto il profilo della ricerca, altro cardine della mission Irst, significativo è l’incremento nel numero di progetti, 183 attivi rispetto ai 136 del 2013.
Nella voce costi si registra uno spiccato incremento degli investimenti in termini di attrezzature e strutture, pari a oltre 6,2 milioni di euro; investimenti legati, in particolare, all’acquisto e installazione della nuova Risonanza Magnetica 3 Tesla con sistema HiFU, al completamento della nuova palazzina che la contiene, nonché all’adeguamento tecnologico effettuato nel reparto di Radioterapia dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna (nuova Tomoterapia e Acceleratore Lineare per quasi 3,8 milioni).
 
Sui prossimi impegni, Martelli ha posto l’accento sulla futura Rete oncologica della Romagna: “Irst ed Ausl della Romagna hanno una visione comune di quella che sarà la rete oncologica, un network co-gestito, in grado di comprendere tutti i servizi necessari per l’assistenza del paziente, dalla diagnosi alla conclusione delle cure, dalla prevenzione primaria fino alle terapie palliative. E’ un progetto di respiro lungo, che ci impegnerà almeno un triennio, proponendoci quale modello a livello europeo”. Il Direttore sanitario Mattia Altini ha poi ribadito il forte impegno del’Irst sul fronte del contenimento delle liste d’attesa, specie per prestazioni radioterapiche.
 
Sul fronte della prevenzione, il professor Dino Amadori, Direttore scientifico Irst, ha spiegato: “Esiste un’attività preventiva primaria, rivolta a evitare il danno biologico eventualmente correlato a scorretti stili di vita o aspetti ambientali, ed un’attivitò secondaria, strutturata per evitare il degenerare della malattia. Per quanto riguarda la prevenzione primaria, vareremo presto un progetto unico al mondo, una Bioteca di popolazione gestita da una Fondazione. Tale struttura, ospitata in Irst, raccoglierà materiale biologico liberamente donato per scopi di ricerca. Grazie a questa raccolta e alle strumentazioni oggi possedute, che permettono analisi genetiche su campioni di Dna, potremo eseguire studi sulle possibili cause di eventuali danni biologici, per comprendere le correlazioni tra tumori e agenti esterni”.
 
Tiziano Zaccaria

Tiziano Zaccaria

20 Giugno 2015

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