Epatiti. In Veneto nasce la Rete regionale e si rafforza la ricerca

Epatiti. In Veneto nasce la Rete regionale e si rafforza la ricerca

Epatiti. In Veneto nasce la Rete regionale e si rafforza la ricerca
Via libera della Giunta alla Rete Epatologica Veneta e a un centro di ricerca sulla chirurgia epatica oncologica. Due iniziative sostenute dai numeri: il tasso di mortalità in veneto per cirrosi è di 15,7 per 100mila abitanti tra i maschi e 8,2 tra le femmine. “Le reti clinico-assistenziali sono essenziali per realizzare i programmi di equità di accesso ai PDTA e per contrastare le diseguaglianze assistenziali”, evidenzia Paolo Angeli dell’Aou di Padova. LA DELIBERA

Il Veneto rafforza la lotta alle malattie epatiche e lo fa con la recente approvazione di delibera regionale che istituisce la rete epatologica e un centro regionale per lo sviluppo della ricerca traslazionale nell'ambito della chirurgia epatica oncologica, con sede nell'Azienda Ospedale-Università di Padova. La rete epatologica avrà lo scopo di garantire una presa in carico completa del paziente affetto da una malattia epatica acuta, acuta su cronica o cronica in una rete clinico-assistenziale. In questo contesto andranno successivamente pianificati i PDTA per gruppi omogenei di patologie utilizzando linee guida di riferimento, che meglio si adattano all'ambito clinico, organizzativo, sanitario, sociale ed economico della Regione.

“L’eziologia e l’epidemiologia della maggior parte delle malattie epatiche sono note, – spiega Paolo Angeli, professore ordinario di Medicina interna e direttore di Medicina Interna a indirizzo epatologico presso l’Azienda Ospedaliera di Padova – come anche le azioni necessarie per la prevenzione ed il trattamento di alcune di esse. Ciononostante esiste tutt’ora un evidente gap tra le acquisizioni scientifiche sul piano diagnostico e terapeutico e la capacità di risposta ai bisogni di salute che le malattie epatiche comportano, che con la recente delibera regionale cercheremo di porremo rimedio. Le reti clinico-assistenziali sono essenziali per realizzare i programmi di equità di accesso ai PDTA e per contrastare le diseguaglianze assistenziali. Infatti, la rete clinico-assistenziale ha come fondamento il principio dell’equità dell’accesso alle cure superando così la frammentarietà dell’assistenza e, tramite un uso significativo dell’ICT (Information and Communication Technology), fornendo ai cittadini maggiori garanzie di continuità e di umanizzazione delle cure”.

Dai dati forniti dalla clinica Medica 5 dell’Azienda Ospedale – Università Padova, i tassi di mortalità per cirrosi per età nella regione Veneto nel 2017, corrispondano ad un 15,7 per 100.000 abitanti nei maschi e all’8,2 per 100.000 abitanti nelle femmine. La disabilità e le ripetute ospedalizzazioni per chi soffre di queste malattie epatiche comportano un elevato grado di impegno delle strutture del sistema sanitario. I ricoveri per cirrosi epatica in Veneto sono oltre 19.000 per anno con un costo medio di ospedalizzazione per paziente che supera di oltre il 50% quello dei pazienti ricoverati in reparti di medicina interna per scompenso cardiaco o per una riacutizzazione di bronco-pneumopatia cronica ostruttiva. I tassi di ri-ospedalizzazione nei pazienti con cirrosi epatica scompensata si aggirano inoltre intorno al 40 % ad un mese e al 75 % ad un anno.

“Va detto che sulla rete regionale epatologica veneta siamo in una fase preliminare – spiega il prof. Paolo Angeli – e che in questo contesto è stata individuata l'Azienda Ospedale-Università di Padova, attraverso la collaborazione di tutte le professionalità coinvolte in campo epatologico, di elaborare un progetto finalizzato all'attivazione della rete regionale, così come all'attivazione del Centro regionale per lo sviluppo della ricerca traslazionale nell'ambito della chirurgia epatica oncologica. In seguito, saranno pianificati ed attuati PDTA per gruppi omogenei di patologie acute, croniche e acute su croniche, utilizzando linee guida di riferimento che meglio si adattano all’ambito clinico, organizzativo, sanitario, sociale ed economico della Regione per le malattie: epatiche ad eziologia virale (in particolare da HCV, HBV e HDV); epatiche colestatiche e/o immunomediate; steatosi epatica e steatoepatite non alcolica – Nonalcoholic Fatty Liver Disease (NAFLD); epatica ad eziologia alcolica – Alcoholic Fatty Liver Disease (AFLD); cirrosi epatica; epatocarcinoma; colangiocarcinoma; encefalopatia epatica”.

“Ci auspichiamo – conclude il direttore di Medicina Interna Angeli – che la rete epatologica in Veneto sia operativa al più presto, gestendo i pazienti con malattie di fegato su principi di assistenza sanitaria integrata che prevede l’appropriatezza dei PDTA, la stretta collaborazione tra i servizi sanitari territoriali e i centri specialistici, la realizzazione di nuovi modelli assistenziali, oltre allo sviluppo di progetti e tecnologie per potenziare la relazione e la comunicazione con i pazienti e lo stretto monitoraggio dei risultati”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

28 Febbraio 2022

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