Farmacia: per affrontare l’arrivo dei capitali occorrono competenze specifiche

Farmacia: per affrontare l’arrivo dei capitali occorrono competenze specifiche

Farmacia: per affrontare l’arrivo dei capitali occorrono competenze specifiche
Il convegno ad Agrigento riflette sulle conseguenze dell’ingresso delle società di capitali nella proprietà delle farmacie. E lancia l’idea di una scuola di formazione in discipline aziendali per i farmacisti.

Una sala colma – 400 persone –  che ha seguito con grande attenzione le relazioni e gli interventi che si sono succeduti fino al primo pomeriggio.

Questo il bilancio del Convegno “Le società di capitali e la farmacia. Aspetti giuridici, fiscali e amministrativi” organizzato da Ordine dei Farmacisti di Agrigento  e Atifar la scorsa domenica.

“Un successo che ha superato le nostre aspettative”, dice il presidente di Atifar Claudio Miceli, “che testimonia della necessità di momenti di approfondimento come questo. E gli stessi intervenuti, a cominciare dal presidente di Federfarma Marco Cossolo hanno apprezzato la l’atteggiamento proattivo dei colleghi”.

Analogo giudizio da parte di Maurizio Pace, segretario della FOFI e presidente dell’Ordine agrigentino: “L’interesse dimostrato dai colleghi è la prova della necessità di affrontare le tematiche della gestione della ‘farmacia azienda’ con lo stesso rigore con cui la Federazione e gli Ordini hanno agito sul fronte dei servizi cognitivi. Ora che l’arrivo delle società di capitali cambierà inevitabilmente le  coordinate economiche dell’attività della farmacia di comunità non possiamo trascurare questi aspetti”.

Molto dipende da come si evolverà la situazione, da come si articolerà la fase delle acquisizioni e dei raggruppamenti, ed è questa la principale incognita e il principale motivo di apprensione. Quello che è certo è l’interesse della professione a fare del modello della farmacia dei servizi l’elemento dal quale partire per realizzare l’aggregazione tra i titolari di farmacia e la principale leva competitiva rispetto al modello della catena commerciale prevalente in alcune realtà anche europee.

“Tuttavia anche questo potrebbe non bastare se accanto alla cultura della pharmaceutical care, dell’integrazione del farmacista nel processo di cura, non si crea anche una forte competenza sul piano dell’economia aziendale. Di qui la proposta condivisa con il presidente Miceli di dar vita, ad Agrigento, a una scuola di formazione dedicata a questa materia. Vogliamo creare e sperimentare un modello formativo che possa essere ripreso a livello regionale e nazionale” conclude Maurizio Pace.

“Questa legge sulla concorrenza che abbiamo da subito contrastato impone, alla rappresentanza professionale come a quella sindacale, di procedere in modo armonico e  in questo senso ho apprezzato lo schema delle “tre C” del  presidente di Federfarma: comunicazione, condivisione e concertazione. Vista la nostra azione in questi anni, volta a mettere a disposizione della professione tutti gli strumenti necessari a far evolvere il ruolo del farmacista, non possiamo che sottoscrivere”.
 

30 Gennaio 2018

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