In Sardegna arrivano le linee guida per le Case e gli Ospedali di Comunità 

In Sardegna arrivano le linee guida per le Case e gli Ospedali di Comunità 

In Sardegna arrivano le linee guida per le Case e gli Ospedali di Comunità 
Il Piano Operativo Regionale prevede la realizzazione di 50 Case della comunità e 13 Ospedali di Comunità entro marzo 2026. Bartolazzi: “Le linee guida approvate forniranno indicazioni sui requisiti organizzativi e funzionali. L’obiettivo è garantire la messa a punto dei processi e la progressiva operatività delle Case e degli Ospedali di Comunità”. LA DELIBERA

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato le linee guida per l’operatività delle Case della comunità e degli Ospedali di Comunità, nell’ottica di avvicinare i servizi al cittadino e di realizzare una presa in carico del paziente integrata all’interno del modello più ampio di rifunzionalizzazione previsto dalla recente legge regionale di riordino della Sanità.

“Le linee guida approvate forniranno indicazioni sui requisiti organizzativi e funzionali delle Case di Comunità, degli Ospedali di Comunità e delle Centrali Operative Territoriali (COT), che saranno integrate nell’organizzazione distrettuale per facilitare la connessione tra ospedale e territorio, e tra settore sanitario e sociale. Le Asl avranno un ruolo centrale in questa fase”, spiega l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi in una nota.

Il Piano Operativo Regionale prevede la realizzazione di 50 Case della comunità e 13 Ospedali di Comunità entro marzo 2026 (Target T1 2026). Le ASL sono delegate per l’attuazione.

La delibera descrive in sintesi gli obiettivi e le funzioni delle Case e degli Ospedali di Comunità, così come delineati dal Decreto del Ministero della Salute n. 77 del 23 maggio 2022.

Le Case della Comunità (CdC) sono definite come il luogo fisico e di facile accesso per i cittadini con bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria a valenza sanitaria. Rappresentano il modello organizzativo dell’assistenza di prossimità, dove i professionisti lavorano in modalità integrata e multidisciplinare.

Tra i vari compiti, dovranno:
· Garantire un accesso unitario e integrato all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria in un luogo di prossimità;
· Assicurare l’accesso ai servizi sanitari tramite le funzioni del Punto Unico di Accesso (PUA);
· Promuovere la prevenzione e la promozione della salute;
· Promuovere e tutelare la salute di minori e donne;
· Garantire la presa in carico della cronicità e fragilità secondo il modello della sanità di iniziativa;
· Attivare percorsi di cura multidisciplinari integrando servizi sanitari (ospedalieri e territoriali) e sociali;
· Promuovere la partecipazione della comunità locale, associazioni, pazienti e caregiver.

Gli Ospedali di Comunità (OdC) sono definite come strutture sanitarie di ricovero della rete di assistenza territoriale. La loro funzione è intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. Fra i loro obiettivi principali vi sono:
· la vigilanza sui ricoveri ospedalieri impropri;
· Favorire dimissioni protette verso luoghi più idonei e prossimi al domicilio per fabbisogni socio-sanitari, stabilizzazione clinica, recupero funzionale e dell’autonomia;
· Fornire interventi sanitari a bassa intensità clinica e assistenza/sorveglianza infermieristica continuativa, non erogabile a domicilio.

“Le linee guida – aggiunge l’assessore – rappresentano un passo in avanti che mira a garantire la messa a punto dei processi e la progressiva operatività delle Case e degli Ospedali di Comunità, anche in prospettiva del raggiungimento del target PNRR, che prevediamo di conseguire entro il 2026. Ciò permetterà di avviare le attività in parallelo agli investimenti strutturali e di sperimentare sin da subito il nuovo modello organizzativo. La sperimentazione, che includerà indicatori per misurare l’efficienza dei servizi, coinvolgerà alcune Asl della Sardegna e si concluderà entro il 2025”.

23 Maggio 2025

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