La proposta dei fisioterapisti per assicurare ai pazienti Covid il ritorno a una vita normale

La proposta dei fisioterapisti per assicurare ai pazienti Covid il ritorno a una vita normale

La proposta dei fisioterapisti per assicurare ai pazienti Covid il ritorno a una vita normale
Arir e Aifi chiedono che sia garantita la presenza di un fisioterpista al momenTo della dimissione del paziente, così da indicare il percorso riabilitativo da seguire a domicilio. L’obiettivo è "curare l’autonomia oggi per prevenire la necessità di future cure e per una migliore ripartenza dei cittadini colpiti da covid-19 e di chi sta loro vicino”.

Come assicurare il ritorno alla vita normale ai migliaia di pazienti che hanno superato l'impatto devastante del contagio COVID.19? Gli oltre 10000 fisioterapisti presenti in Lombardia si sono mobilitati e hanno proposto all’Assessorato regionale al Welfare un approccio innovativo per la presa in carico e la gestione post acuzie delle persone dimesse dalle terapie intensive dopo infezione da COVID-19: “Al momento della dimissione del paziente è opportuna la presenza di un fisioterapista per indicare il miglior percorso riabilitativo per le esigenze del paziente”.
 
Le Commissioni lombarde di Albo dei Fisioterapisti ARIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria) e AIFI (Associazione Italiana Fisioterapisti), insieme ai Consigli Direttivi dei sette Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione della Lombardia (TSRM PSTRP) della Lombardia (di cui gli Albi dei Fisioterapisti fanno parte), hanno chiesto così, all’assessore al Welfare Giulio Gallera, di poter essere tra gli attori principali del monitoraggio e del recupero delle persone colpite da Covid-19; di poter mettere al servizio dei cittadini le loro conoscenze come professionisti sanitari competenti nel riportare le persone a una qualità di vita famigliare, affettiva, sociale, lavorativa e sportiva equivalente alle condizioni precedenti la malattia (o nei casi di residue disabilità al livello qualitativamente migliore possibile).


 
“Le conseguenze del Covid-19 sui sistemi neurologici, muscolo-scheletrici, vascolari e soprattutto cardio-polmonari non sono ancora del tutto chiare – spiegano ARIR e AIFI nella nota ch i llustra la proposta -, ma quanto osservato durante l’operato presso le strutture ospedaliere e le terapie intensive, assommato alle testimonianze di coloro che sono rientrati al domicilio dopo la fase acuta, non lasciano dubbi: l’impatto della malattia sull’autonomia, pur essendo molto variabile, raggiunge molto spesso livelli gravemente invalidanti che si protraggono per diverse settimane, limitando persino le più semplici attività della vita quotidiana, senza distinzione di età o di condizione fisica di partenza”.
 


“Per questo – affermano i fisioterapisti – non è pensabile affidarsi solo alla buona volontà dei singoli e dei loro familiari che spesso non hanno risorse adeguate o ricevono indicazioni generiche, incomplete, improvvisate o addirittura dannose dalle fonti più disparate. È quanto mai necessario valutare (possibilmente stratificando le persone più a rischio di sequele) e monitorare nel tempo le condizioni suscettibili di intervento fisioterapico, con particolare attenzione agli aspetti cardio-respiratori, e prevedere per chi lo necessita programmi individualizzati di fisioterapia al domicilio, anche con l’utilizzo dei sistemi di consulenza e monitoraggio in remoto”.
 
“Curare l’autonomia oggi per prevenire la necessità di cure e terapie domani, ma soprattutto per una migliore ripartenza e qualità di vita dei cittadini colpiti e di chi sta loro vicino”, ecco quanto sottolineato da AIFI e ARIR.

Per ARIR e AIFI, dunque, è opportuno che al momento della dimissione del paziente e nella Centrale Unica Regionale Dimissione Post Ospedaliera èsi presente un fisioterapista con competenze elevate in fisioterapia respiratoria che possa prestarsi ad offrire il suo contributo nella corretta destinazione riabilitativa che meglio risponde alle esigenze del paziente.
 


Le Associazioni che hanno firmato la lettera – che è inviata, oltre che, all'Assessore Giulio Gallera, anche al Direttore Generale Welfare, Luigi Cajazzo, al Direttore dell'Unità di Crisi, Marco Salmoiraghi; al presidente della Commissione sanità del Consiglio Regionale, Emanuele Monti  e alle principali Associazioni dell'Ospedalità Privata – chiedono alla Regione Lombardia che “si agisca immediatamente per prevedere la presenza del fisioterapista come indicato, sviluppando con coraggio i cambiamenti necessari per attuare una veloce, efficace e indispensabile presa in carico delle persone con bisogno di salute post Covid-19”.

23 Aprile 2020

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