Lazio. È guerra tra medici e infermieri sulle nuove “UDI”

Lazio. È guerra tra medici e infermieri sulle nuove “UDI”

Lazio. È guerra tra medici e infermieri sulle nuove “UDI”
Le "Unità di degenza a gestione infermieristica" non piacciono ai medici della Cimo che hanno fatto ricorso al Tar Lazio. “Mettono a rischio la salute dei cittadini”, dicono. E gli infermieri rispondono: “Non discutiamo leadership medica su diagnosi e cura ma rivendichiamo l'esclusiva nell’assistenza diretta dei pazienti e nella loro gestione”.

Pubblicato sul Bur regionale lo scorso 20 dicembre il decreto del Commissario ad Acta del Lazio Nicola Zingaretti che detta le linee di indirizzo alle nuove “Unità di Degenza a Gestione Infermieristica”, sta creando forti tensioni tra medici e infermieri.
 
A scagliarsi con forza contro le nuove funzioni degli infermieri è la Cimo Lazio che ha annunciato ricorso al Tar Lazio sostenendo che quelle strutture “mettono a serio rischio la salute dei cittadini e rappresentano una violazione della legge che non può esistere”.
 
Per Cimo Lazio il decreto di Zingaretti “è al di fuori di ogni logica, va contro le norme esistenti e soprattutto è pericoloso per gli stessi cittadini perché crea dei reparti negli ospedali in cui i pazienti vengono affidati alle cure di personale non medico che non ha la formazione e la preparazione specifica e necessaria per svolgere compiti di diagnosi e terapia”. 
 
“Con questo ricorso, di cui diamo comunicazione per competenza anche all’Ordine dei Medici di Roma e agli Ordini delle altre quattro Provincie regionali – sottolinea il segretario regionale Giuseppe Lavra – chiediamo di impedire questa assurdità nella sanità del Lazio, ricordando i diversi ruoli e le specifiche competenze di medici e di infermieri, e richiamando il rispetto del diritto sovrano dei cittadini alla tutela della salute. Le basi fondamentali dei processi di cura sono di esclusiva competenza del medico, come sancisce inequivocabilmente anche la giurisdizione del nostro Paese, è quindi solo e soltanto il medico che può occuparsi della definizione diagnostica e prognostica e delle conseguenti prescrizioni e indicazioni terapeutiche”.
 
“Invitiamo il presidente del Lazio Nicola Zingaretti – conclude Lavra – a riconsiderare seriamente le sue collaborazioni in materia sanitaria e, gli auguriamo di correggere autonomamente questa grave iniquità”.
 
Di tutt’altro avviso gli infermieri. “La svolta impressa dagli ultimi provvedimenti della Regione Lazio può produrre solo benefici ad un sistema in profonda crisi come il nostro, segnato dall’insoddisfazione degli assistiti e degli stessi operatori, spremuto dalla spending review necessaria ad evitare il collasso finanziario e il blocco definitivo dei servizi”, dice la neo Presidente del Collegio Ipasvi di Roma, Ausilia Pulimeno.
 
“Non si comprende l’atteggiamento protezionistico di alcuni sindacati medici che tentano di impedire il decollo di una nuova strategia assistenziale”, aggiunge, sottolineando come questi modelli, “dove sono già stati adottati, hanno prodotto risultati eccellenti, migliorando molto la qualità dell’assistenza e a costi notevolmente inferiori. Ecco perché insistiamo con i rappresentanti dei medici: la situazione è difficilissima e non è più il tempo di anteporre gli interessi di categoria e la difesa di piccoli potentati al bene comune”.
 
“Non mettiamo in discussione la leadership clinica della figura medica nei processi di diagnosi e cura – dice ancora Pulimeno – ma rivendichiamo le nostre competenze esclusive nell’assistenza diretta dei pazienti e nella loro gestione, abilità per le quali, a differenza dei medici, gli infermieri sono formati specificatamente a tutti i livelli del loro percorso universitario”.
 
“Vogliamo dare risposte più efficaci alla cittadinanza e condividere soluzioni gestionali con tutti i medici di buona volontà. Per questo, nella condizione di grande criticità del nostro sistema sanitario – conclude la Presidente Ipasvi Lazio – respingiamo con forza ogni difesa corporativa che ostacoli il cambiamento solo per mantenere vecchie posizioni di rendita”.

29 Dicembre 2014

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