Le 8 proposte Fismu per gestire la “fase due”, partendo dal territorio

Le 8 proposte Fismu per gestire la “fase due”, partendo dal territorio

Le 8 proposte Fismu per gestire la “fase due”, partendo dal territorio
Lampugnani: “Niente fughe in avanti, la fase due va condotta con condizioni precise, affinché si tutelino i cittadini”. La Federazione scrive al Governatore della puglia Emiliano e chiede l’intervento del Ministro della salute per coordinare in chiave nazionale il processo

“Niente fughe in avanti, la fase due sia condotta con condizioni precise, affinché si tutelino i cittadini. Si riparta dal ruolo e dalla centralità della medicina del territorio”.
Così la Federazione Italiana Sindacale Medici Uniti (Fismu) e il Comitato Tecnico scientifico regionale del sindacato che interviene nel confronto su questa “nuova futura fase”, indicando alcune proposte concrete.
In una lettera Anna Lampugnani Segretario regionale Fismu Puglia e Raffaele Giancane, Mmg, hanno fatto un appello al confronto al Governatore della Puglia, Michele Emiliano e chiedendo al Ministro della Salute, Roberto Speranza di coordinare in chiave nazionale questo processo, affinché si evitino fughe in avanti, si tutelino i cittadini e si prosegua in sicurezza questa battaglia contro la pandemia del Covid19.
 
Ecco le misure contenute nella lettera inviata:
1. Le misure necessarie dovrebbero essere orientate ai luoghi di cura e ambulatori territoriali, agli strumenti professionali tecnici ma anche a quelli di Assoluta Sicurezza (non confinabili a semplici ed irrisorie mascherine ) da mettere a disposizione del personale sanitario preposto alla domiciliarità e non. Strutture territoriali e luoghi di cura specie in corso di epidemia, devono essere integrati più che mai con tutti quelli Ospedalieri o di Asl. Tali misure di sicurezza sono indispensabilmente richieste dai Medici di Famiglia necessitati a riprendere tra l’altro attivamente la cura e l’assistenza agli anziani e alle cronicità presenti , peraltro mai del tutto abbandonate in corso di epidemia. In assenza di misure di questo tipo ogni domiciliarità, in persistenza ambientale del virus, non potrà essere più assicurata pena la qualità, in modo accademico tradizionale.
2. Per l’applicazione ad oggi dell’unico protocollo terapeutico territoriale esistente per la Sars CoV 2 ma anche di altri eventuali futuri per la stessa, al territorio dovrebbero essere garantiti con semplicità l’erogazione, la concedibilità Ssn dal medico curante e la reperibilità di tutti quei Farmaci utili ad approcciare il più precocemente possibile la malattia al fine di garantire una ottimale gestione territoriale della stessa naturalmente fino a quando non si verifichi la necessità del ricovero in ospedale per l’aggravarsi del quadro.
3. Accesso rapido all’eseguibilità del Tampone naso-oro-faringeo da parte dei Dipartimenti di Prevenzione sul pz indicato dagli operatori del Territorio e, se positivo , esteso sempre e non piu a discrezione ai parenti conviventi, per qualsiasi livello di sintomi essi accusino, compresi anche gli asintomatici.
4. Isolamento immediato del soggetto Covid + ma separato da eventuali negativi della famiglia. Se ciò non è realizzabile, vi è la necessità di un ricovero immediato in strutture individuabili sul territorio come di II o III livello di assistenza e sorveglianza per Covid+ per espletamento quarantena fino a successivi tamponi di avvenuta clearance del Virus per tutti..
5. A conclusione del lockdown è assolutamente necessario restituire al territorio una popolazione possibilmente “sana” in rapporto alla pandemia da Covid19. Per questo ad oggi l’Unico Strumento utilizzabile resta il Tampone ovviamente con tempi di validità limitati .
6. Ad oggi, in assoluta concordanza di visione, in Italia, sul tema con, se ne citano solo alcuni, Aimef (medici di famiglia), Associazione italiana epidemiologia, Amcli, Microbiologi Italiani, la sierologia anticorpale relativa al Covid 19 ha solo un valore prospettico e assolutamente non applicabile al conferimento immediato di un profilo oggettivo immunitario individuale oggi pretenziosamente definito Patentino Immunitario. Ciò è sostenuto anche da numerosi lavori su riviste di rilievo scientifico internazionale.
7. In attesa di conoscenze sempre maggiori sul Virus e le sue possibili mutazioni e di conseguenza anche sulla risposta anticorpale ad esso, i tempi di comparsa e intensità allo stesso, i rapporti con terapia eventuale utilizzata, la protettività permanente o meno, nessun test ad oggi già sul mercato può fornire se non un generico e poco utilizzabile aiuto. Ciò in considerazione del fatto che sono in gioco soprattutto e, ancora molto da chiarire, sensibilità e specificità di ognuno di essi.
8. In prospettiva, con qualsiasi test che dimostri caratteristiche certe, unico necessariamente in termini di scelta su Tutto il territorio Nazionale e forse sull’intero pianeta, si potrà eseguire uno studio di prevalenza sulle popolazioni che possa essere utilizzato per una prevenzione accurata sui soggetti suscettibili e probabilmente un giorno anche vaccinandi.
 

22 Aprile 2020

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