Liguria. Il 20% dei lavoratori del sistema sanitario ha una o più limitazioni all’idoneità lavorativa

Liguria. Il 20% dei lavoratori del sistema sanitario ha una o più limitazioni all’idoneità lavorativa

Liguria. Il 20% dei lavoratori del sistema sanitario ha una o più limitazioni all’idoneità lavorativa
Il dato, reso noto dall’assessore alla Sanità Sonia Viale, deriva da un’indagine condotta su un campione di oltre 25 mila lavoratori liguri. In particolare, la limitazione all’attività lavorativa legata alla movimentazione di carichi ha un’incidenza superiore al 50%, seguita dalla limitazione legata alla postura (12,5% circa) e da quella legata al lavoro notturno (oltre 11%). La percentuale più alta tra operatori socio sanitari e infermieri.

Il 20,5% dei lavoratori del sistema sanitario ligure ha una o più limitazioni all’idoneità lavorativa. E la percentuale è più alta tra gli operatori socio sanitari e gli infermieri.

In particolare, la limitazione all’attività lavorativa legata alla movimentazione di carichi ha un’incidenza superiore al 50%, seguita dalla limitazione legata alla postura (12,5% circa) e da quella legata al lavoro notturno (oltre 11%).

Sono questi i dati salienti di un’indagine condotta su un campione di oltre 25 mila lavoratori liguri. L’indagine, svolta dal Gruppo Tecnico regionale “Medici competenti delle Aziende sanitarie liguri”, è stata presentata dall'assessore alla Sanità Sonia Viale.

“Stiamo lavorando per mettere a sistema interventi di prevenzione primaria, in grado di ridurre al minimo sia il rischio di sviluppare ulteriori inabilità all’attività lavorativa sia l’impatto sugli assetti organizzativi, determinato ad esempio dalle limitazioni legate alla movimentazione carichi o al lavoro notturno. L’obiettivo primario è garantire il benessere organizzativo, evitando che una inidoneità determini anche un disagio, un malessere del lavoratore”, ha detto l’assessore.
“Per far fronte a questa situazione è indispensabile da un lato promuovere interventi di riabilitazione e rieducazione e, dall’altro, fare prevenzione primaria per evitare, in futuro, un aumento delle inabilità”.
 

29 Gennaio 2018

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