Lombardia. Assistiti 1129 bimbi con disturbo dell’attenzione in un anno

Lombardia. Assistiti 1129 bimbi con disturbo dell’attenzione in un anno

Lombardia. Assistiti 1129 bimbi con disturbo dell’attenzione in un anno
Sono stati 610 i nuovi casi diagnosticati nei 18 Centri di riferimento e solo il 31% dei pazienti ha dovuto ricorrere ad una terapia farmacologica. Questo il bilancio, a distanza di un anno dall’attivazione, del Registro regionale di questa patologia (ADHD) diffusa tra i bambini e adolescenti.

A distanza di un anno dalla attivazione del Registro Regionale dell’ADHD, patologia diffusa tra i bambini e gli adolescenti e nota come disturbo da deficit attenzione con iperattività, è possibile effettuare  un primo bilancio. Nel corso di un anno, i pazienti con ADHD assistiti dai 18 Centri di riferimento sono stati 1129. In 610 casi la diagnosi di ADHD è stata posta per la prima volta. Solo il 31% dei pazienti con ADHD seguiti dai Centri ha necessitato anche di una terapia farmacologica.

“Ai Centri arrivano solo una parte degli utenti con ADHD, verosimilmente quelli più complessi o che non riescono ad avere risposte nel territorio di residenza – ha commentato Antonella Costantino, direttore di uno dei Centri ADHD partecipanti e vicepresidente della Società italiana di neuropsichiatria infantile (Sinpia) – presumiamo che almeno altrettanti se non il doppio siano seguiti nelle strutture territoriali delle Uonpia”. “Il progetto – ha proseguito – ha permesso di condividere importanti momenti formativi tra Centri e servizi territoriali e per la prima volta di confrontare i percorsi diagnostici e terapeutici previsti dalle Linee Guida con quelli che effettivamente vengono erogati nei Centri, oltre a garantire un importante supporto alle attività cliniche”.

“Queste prime informazioni – ha detto Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica dell’Istituto “Mario Negri” e del Registro Regionale – oltre ad essere a tutt’oggi uniche, ci confermano l’importanza di monitorare attentamente l’intero percorso diagnostico e terapeutico per poter rispondere in modo appropriato ai bisogni di salute”. “Inoltre – ha concluso – sebbene il Centro di riferimento copra solo parte delle richieste di cura,  ci dicono che la prevalenza dell’ADHD nella popolazione lombarda è, comunque, considerevolmente inferiore rispetto a quella stimata in altre nazioni; come è considerevolmente inferiore il ricorso alla terapia farmacologica (psicofarmaci) per i pazienti lombardi”.

Il Registro, creato e gestito dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano, è parte di uno dei progetti di neuropsichiatria infantile attivati dalla Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia. Il progetto è volto ad intensificare la condivisione dei percorsi diagnostici e terapeutici nelle Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) regionali. Partecipano al progetto i 18 Centri regionali accreditati per la cura dell’ADHD e l’Istituto “Mario Negri”, capofila è la Uonpia dell’Azienda Ospedaliera “Spedali Civili di Brescia”. I principi che hanno guidato la realizzazione del progetto sono così riassumibili:
 
•    La diagnosi di ADHD, e degli altri disturbi con sintomi simili, deve essere effettuata da operatori della  salute  mentale  dell’età  evolutiva  e  deve  coinvolgere,  sempre  e  sin  dall’inizio, oltre al bambino,   i suoi genitori, gli insegnanti e il pediatra di famiglia.
•    Il programma di trattamento deve includere consigli e supporto per i genitori e gli insegnanti, oltre     a interventi psicologici specifici. La terapia con farmaci deve essere intrapresa solo se indicata da   un  neuropsichiatra  infantile,  in  accordo  con  le  evidenze  scientifiche  riconosciute dalla   comunità internazionale.  Il  neuropsichiatra  infantile  deve  anche coordinare e monitorare con gli altri operatori  e la famiglia il percorso assistenziale del bambino.
•    Una rete stabile di confronto tra i Centri di riferimento è fondamentale per garantire una diagnosi  che valuti in modo accurato il disturbo e per fornire un’assistenza adeguata al bambino malato e    alla sua famiglia,  garantendo la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario coinvolto.
 
“La soddisfazione per i primi risultati del progetto sarà ovviamente completa solo con l’estensione del progetto anche alle UONPIA territoriali che sinora non hanno partecipato, così da garantire a tutti i bambini e gli adolescenti con ADHD, e alle loro famiglie, di poter beneficiare delle cure efficaci e condivise su tutto il territorio regionale”, ha concluso Alessandra Tiberti, responsabile del progetto regionale.

20 Settembre 2012

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