Lombardia. Eterologa resta a carico dei pazienti. Consiglio regionale boccia mozioni delle opposizioni 

Lombardia. Eterologa resta a carico dei pazienti. Consiglio regionale boccia mozioni delle opposizioni 

Lombardia. Eterologa resta a carico dei pazienti. Consiglio regionale boccia mozioni delle opposizioni 
Il consiglio regionale della Lombardia ha discusso e respinto due mozioni sulla 'Procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo' presentate da Gruppi consiliari di opposizione. Le mozioni chiedevano la rimozione del costo della prestazione a carico dei pazienti previsto dalla recente delibera regionale.

Il 12 settembre scorso la Lombardia ha approvato una delibera sulla 'Procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo' che ha stabilito, tra l’altro, che il costo della prestazione, in attesa che il governo decida se inserire la pratica nei Lea, è a carico dell'assistito.
 
Questo ha provocato una reazione delle opposizioni in particolare di Pd-Patto Civico e M5S che, con due mozioni, hanno chiesto di rivedere la delibera di Giunta. Le mozioni sono state discusse e respinte in consiglio. La mozione a firma Pd e Patto Civico ha ricevuto 29 voti a favore e 44 contrari, mentre quella di M5S 28 sì e 45 no.
 
Alla fine del voto l'opposizione ha espresso con toni diversi il proprio dissenso alla bocciatura. Se la vice presidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi (Pd) parla di “delibera ingiusta, iniqua e crudele”, il capogruppo del Pd Enrico Brambilla precisa che “nessuno di noi vuole prendere posizione etica sull'eterologa, ma chiediamo semplicemente il rispetto e il riconoscimento dei diritti sanciti dalla Corte Costituzionale”. In linea Carlo Borghetti (Pd), intervenuto come “cattolico convinto, ma anche come laico rispettoso delle norme vigenti e dei diritti costituzionali”. Lucia Castellano (capogruppo Patto Civico) punta invece il dito contro “una scelta politica iniqua e oscurantista”, e Paola Macchi (M5S) condanna il “familismo cattolico che da un lato auspica il modello di famiglia con figli e dall'altro si oppone alla procreazione di coppie che non se lo possono permettere economicamente”.
 
“Da Regione Lombardia su un tema tanto delicato qual è quello della fecondazione eterologa, è arrivato un segnale di grande responsabilità ed equilibrio. Rivendichiamo pertanto con forza l'operato della Giunta, respingendo ogni accusa in merito al fatto che questo provvedimento non sia in linea con i contenuti dell'accordo Conferenza Stato Regioni”. Ha invece dichiarato, il vice presidente e assessore alla Salute di Regione Lombardia, Mario Mantovani, intervenendo nel dibattito in Consiglio regionale relativo alle due mozioni.
 
“Auspicavo che queste mozioni fossero ritirate – ha osservato Mantovani in apertura del suo intervento – mi pare, infatti, che la nostra Giunta si sia assunta tutte le responsabilità del caso, tanto più in una fase di 'vacatio legis' come quella attuale”. “Su questioni così delicate, in cui gli argomenti di scienza e di coscienza si vanno a sovrapporre, a mio avviso, – ha aggiunto – sarebbe stato più opportuno abbassare i toni del confronto”.
 
“Si è voluto invece proseguire su questa strada, rispetto a un tema così complesso – ha proseguito l'assessore alla Salute -, dove le Regioni hanno dimostrato grande maturità, di fatto, supplendo al silenzio dello Stato”. “Non è stato facile – ha ricordato Mantovani – mettere d'accordo 19 Regioni e due Province autonome. Noi ci siamo riusciti raggiungendo un traguardo davvero importante”. Mantovani ha quindi ribadito come il provvedimento di Giunta rispetti in toto quando sottoscritto all'interno del documento della Conferenza Stato-Regioni.
 
Il vice presidente ha rivendicato, in particolare, i contenuti della delibera approvata lo scorso 12 settembre. Dalla scelta di non inserire la fecondazione eterologa nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) in attesa di un chiaro pronunciamento da parte del Governo, al fatto di ammettere la fecondazione eterologa solo per coppie con una condizione di sterilità e/o infertilità certificata irreversibile, sino alla ferma volontà di non aprirsi ai rischi di una deriva eugenetica.
 
“Il nostro – ha concluso Mantovani – è stato un operato assolutamente trasparente e che ritengo debba essere considerato un esempio anche per le altre Regioni”.

Marzia Caposio

Marzia Caposio

24 Settembre 2014

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