Morbillo. Asp di Catania spinge sui vaccini per arginare la malattia

Morbillo. Asp di Catania spinge sui vaccini per arginare la malattia

Morbillo. Asp di Catania spinge sui vaccini per arginare la malattia
Collaborazione con mmg e pediatri per diffondere la cultura della vaccinazione. Con le Direzioni sanitarie di ospedali e Ao si affronterà la questione dei sanitari, considerato che fra i 163 casi registrati a gennaio in Italia vi sono 7 operatori sanitari, e della gestione dei casi e dei contatti per arginare i contagi in ambiente sanitario. Si svilupperà, inoltre, una collaborazione con l’Ufficio Scolastico per estendere l’offerta vaccinale al personale scolastico.

Continuano a registrarsi, in Italia, casi di morbillo. Dal mese di febbraio anche la Sicilia regione è interessata dalla ripresa della malattia. A Catania sono stati notificati, ad oggi, 19 casi, di cui due residenti in provincia di Caltanissetta. I soggetti colpiti sono prevalentemente giovani adulti (età mediana: 25 anni).

Per far fronte alla situazione e cercare di contenere i casi, l’Asp di Catania, tramite il Dipartimento di Prevenzione, oltre a rilanciare alcune attività già adottate nel corso dell’epidemia 2017-18, attiverà nuove iniziative.

Nel corso del 2018, sono state 39.000 le dosi di vaccini contenenti gli antigeni di morbillo-parotite-rosolia somministrate dal Dipartimento di Prevenzione, per il tramite del Servizio Epidemiologia e Prevenzione, ottenendo il raggiungimento delle coperture vaccinali più elevate mai registrate nella provincia, in special modo nella popolazione pediatrica (97,9% nella coorte 2014; 96,05% nella coorte 2015; 92,59% nella coorte 2016), anche in ragione del “nuovo” obbligo vaccinale e alla complessa macchina organizzativa messa in atto dal Dipartimento stesso.

L’appello resta quello alla vaccinazione, che rappresenta l’unico modo per prevenire tali malattie ed evitare rischi peggiori.

Fra le misure che saranno adottate a breve dal Dipartimento di Prevenzione, sono in programma due conferenze di servizi:

–    la prima, con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta al fine di illustrare i caratteri dell’epidemia e le misure da adottare per la promozione della vaccinazione tra i loro assistiti;

–    la seconda, con le Direzioni sanitarie delle Aziende Ospedaliere della provincia e dei presidi ospedalieri pubblici e privati, per discutere le misure da intraprendere per gli operatori sanitari – considerato che fra i 163 casi registrati a gennaio in Italia vi sono ben 7 operatori sanitari – e quelle per la gestione dei casi e dei loro contatti, soprattutto nelle sale di attesa dei Pronto soccorso e degli ambulatori e presso i reparti di degenza, per limitare la possibilità di contagio.

Si svilupperà, inoltre, una collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale per estendere l’offerta vaccinale al personale scolastico nato dopo il 1975, tra i quali sono numerosi i suscettibili.

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11 Marzo 2019

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