Nato da una settimana vola dal Kosovo a Genova per una cardiopatia congenita

Nato da una settimana vola dal Kosovo a Genova per una cardiopatia congenita

Nato da una settimana vola dal Kosovo a Genova per una cardiopatia congenita
Il piccolo Rron è stato trasportato da Ferizaj all'ospedale pediatrico Gaslini per essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. “Il trasporto internazionale di un paziente critico è un’attività ad altissima complessità che richiede elevatissime competenze una missione implica generalmente una trasferta di 12 ore ma, in condizioni meteo avverse, quando il trasporto avviene in elicottero, si può allungare a 24 ore”.

Il piccolo Rron è nato a Ferizaj, in Kosovo, una settimana fa, con una cardiopatia congenita, la sindrome del cuore sinistro ipoplasico, che richiede un intervento urgente non effettuabile nel suo Paese. Così un’equipe dell’ospedale pediatrico genovese, Giannina Gaslini, è volata a prendere il bimbo e la sua mamma, grazie alla collaborazione della onlus Flying Angels, e li ha trasportati a Genova, dove sono arrivati ieri sera, in attesa che Rron venga sottoposto a un delicato intervento cardiochirurgico.

“Il trasporto internazionale di un paziente critico è un’attività ad altissima complessità che richiede elevatissime competenze – spiega Andrea Moscatelli, direttore del reparto di Terapia intensiva neonatale e pediatrica del Gaslini e a capo della spedizione- una missione implica generalmente una trasferta di 12 ore ma, in condizioni meteo avverse, quando il trasporto avviene in elicottero, si può allungare a 24 ore”.

Il trasporto di Rron è avvenuto a bordo di un’aeroambulanza finanziata da Flying Angels con il contributo di UniCredit Foundation, mentre le spese mediche sono coperte dal ministero della Salute del Kosovo. “Un trasferimento aereo urgente come questo è molto complesso anche dal punto di vista organizzativo, reso oggi più complicato dal perdurare dell’emergenza sanitaria globale- racconta Riccardo Rossano, segretario generale di Flying Angels- il caso di Rron ci conferma che esiste una rete di solidarietà che funziona e che mette in relazione tanti soggetti diversi. Fondazioni, organizzazioni no profit, singoli donatori, ospedali pediatrici, istituzioni a livello locale, nazionale e internazionale, accomunati dall’unico obiettivo di garantire il diritto alla salute e alla vita dei bambini di tutto il mondo”.

30 Aprile 2021

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