Nuoro. Cure palliative, riapre l’hospice dell’ospedale ‘Cesare Zonchello’

Nuoro. Cure palliative, riapre l’hospice dell’ospedale ‘Cesare Zonchello’

Nuoro. Cure palliative, riapre l’hospice dell’ospedale ‘Cesare Zonchello’
La chiusura era stata decisa alcuni giorni fa per carenza di specialisti. Ma il sindaco Soddu annuncia che “dalla ASSL di Nuoro fanno sapere che il reparto riaprirà lunedì 26 aprile, riprendendo la sua regolare attività”. Moroni: “Si tratta di una struttura di eccellenza delle cure palliative. Auspico che possa essere evitato per il futuro il ripetersi di quanto accaduto”. Per Lapia “una nuova notizia ma non basta. Servono medici e infermieri”.

Mentre a Roma, solo tre giorni fa, il ministro della Salute Roberto Speranza ricordava come le cure palliative siano diventate oggi un traguardo di civiltà, intervenendo alla presentazione del volume dedicato ai 10 anni della Legge 38/2020 che garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, in Sardegna si assistiteva ad un flash mob davanti all’ospedale “Cesare Zonchello” di Nuoro per chiedere la riapertura dell’ hospice che assiste proprio i malati terminali, chiuso da quasi una quindicina di giorni per carenza di specialisti.

Stamani, però, la buona notizia. “La ASSL di Nuoro, per voce della sua Commissaria, la dott.ssa Gesuina Cherchi, ci fa sapere che l’ hospice riaprirà lunedì 26 aprile, riprendendo la sua regolare attività”, comunica al nostro giornale il Sindaco Andrea Soddu. “Una notizia che ci rincuora considerata peraltro la delicatezza di un reparto come questo, quale è l’ hospice, che accompagna umanamente e con sensibilità i pazienti a una fine vita dignitosa”.

Soddisfazione anche dell’Assessora al Benessere delle Persone e della Comunità, Fausta Moroni, che sentita da Quotidiano Sanità afferma: “Conosco molto bene, anche per esperienza personale nel seguire persone a me care, l’assistenza umana e sanitaria che il reparto hospice dell'ospedale Zonchello è sempre stato in grado di dare e garantire. Si può definire un centro di eccellenza delle cure palliative, ha permesso a Nuoro di riconoscerle già dall’anno 2017 il titolo di ‘Città per il sollievo’ e di entrare a far parte di una rete in cui assieme ad altre città italiane ugualmente riconosciute, danno testimonianza del loro impegno a preservare e portare avanti l’umanizzazione della cura, l’alleviamento del dolore e l’ ‘accompagnamento’ della persona sofferente. Con un’attenzione particolare dedicata anche all’accoglienza dei familiari del paziente”.

“Auspico – conclude Moroni – che possa essere evitato per il futuro il ripetersi di quanto accaduto questi giorni con la sospensione dell’ hospice. Le cure palliative rappresentano un’assistenza indispensabile e alla necessità, nessuno deve esserne più privato”.
 
Per la parlamentare Mara Lapia, componente della Commissione affari sociali e sanità della Camera, restano però dei nodi irrisolti. La notizia dalla riapertura, “se da un lato mi rincuora perché dopo tanti giorni di attesa la riapertura della struttura consentirà l’assistenza dei malati, dall’altra mi preoccupa perché questa circostanza si realizza non già per l’arrivo dei nuovi medici preannunciato dalla Direzione della Assl, ma per il rientro in servizio di un medico in aspettativa”, osserva Lapia.
 
“Il problema dell’hospice – sottolinea la deputata – deve essere affrontato e risolto, con serietà, alla fonte. Occorre potenziare la dotazione organica del servizio di Cure palliative, che si occupa anche della terapia del dolore, di consulenze e assistenza domiciliare, e non affidarsi al caso. Cosa succederà se, malauguratamente, uno dei medici dovesse assentarsi nuovamente? L’hospice, inevitabilmente, verrà chiuso per la seconda volta”. Per Lapia si tratterebbe di un’evenienza del tutto inaccettabile. “Non si può giocare con le sofferenze delle persone. Servono altri medici e altri infermieri per restituire dignità a chi sta per lasciarci. Subito”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

22 Aprile 2021

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