Nuoro. Locali ristrutturati e nuovi moderni macchinari all’ospedale San Francesco

Nuoro. Locali ristrutturati e nuovi moderni macchinari all’ospedale San Francesco

Nuoro. Locali ristrutturati e nuovi moderni macchinari all’ospedale San Francesco
Resi a norma e più funzionali i locali dell’aria di Criobiologia e Manipolazione Cellulare del laboratorio specialistico dell'Ematologia. L’Unità operativa di Immunoematologia acquisisce un macchinario che consente di trattare simultaneamente 15 sacche al giorno. Il Laboratorio di Analisi si dota di un nuovo strumento che consentirà di aumentare l’analisi sino a 1400 tamponi Covid al giorno

Ultimati i lavori di ristrutturazione, il laboratorio specialistico dell'Ematologia dell’ospedale San Francesco si riappropria dei locali dell’aria di Criobiologia e Manipolazione Cellulare, resi più funzionali e accoglienti. 

“Nel laboratorio – spiega attraverso una nota inviata dalla Asl Antonella Uras, responsabile dell’area di Criobiologia – eseguiamo il trattamento delle cellule staminali precedentemente raccolte nel Centro Trasfusionale a pazienti che devono sottoporsi a procedure di trapianto autologo”.

“Adesso – annuncia Angelo Domenico Palmas, Direttore dell’Unità operativa complessa di Ematologia – il nuovo laboratorio ha tutti i requisiti per ottenere l’accreditamento del Centro Nazionale Trapianti. Nelle prossime settimane è atteso il sopralluogo che dovrà certificare l’importante riconoscimento”.

Ma non è tutto. Nell’Unità operativa di Immunoematologia e Medicina trasfusionale è giunto un  nuovo macchinario di ultima generazione finalizzata all’irradiazione e sterilizzazione degli emocomponenti ed emoderivati.

Soddisfatto il primario di reparto Pierpaolo Bitti che spiega: “Questo apparecchio, destinato a mandare in pensione il precedente irradiatore al cesio in imminente fase di alienazione, sfruttando le potenzialità dei raggi X consente di trattare simultaneamente con un irraggiamento uniforme una media di circa 15 sacche al giorno per 6 giorni alla settimana, per un tempo ciascuna di circa 5 minuti. Quando facciamo il prelievo ai donatori, ciò che viene prelevato contiene anche altre cellule, soprattutto i linfociti. Per questo motivo le sacche di emoderivati vengono irradiate. In questo modo si eliminano i linfociti che, se presenti, possono essere dannosi per il ricevente, soprattutto quando è sottoposto a trapianto di midollo osseo (o lo sarà in un secondo tempo)”.

Ancora, vi è poi il laboratorio Analisi del presidio che ha acquisito una nuova strumentazione in grado di processare un numero elevato di tamponi molecolari per diagnosticare il SARS-CoV-2, così da rispondere alla forte richiesta di diagnosi Covid ospedaliera e territoriale.

Questo nuovo strumento, aggiunto alla già esistente piattaforma destinata all’attività di diagnosi di infezione da Sars-CoV-2, che garantiva in media l’analisi di 800 tamponi al giorno, e che ha raggiunto “picchi di oltre mille in queste ultime settimane particolarmente pressanti di quarta ondata pandemica”, fa sapere la Asl, porterà ad incentivare la capacità di processazione dei tamponi molecolari sino a raggiungere anche l’esame di 1400 tamponi al giorno.

“Questo ulteriore sistema di processazione di tamponi – spiega Maria Cristina Garau, Direttore del laboratorio Analisi – ha un duplice valore: arricchisce la capacità diagnostica del San Francesco e ne incrementa l’applicazione immediata, perché ci permette di accrescere la quantità di tamponi eseguiti fino a ora, consentendoci di soddisfare efficacemente le richieste anche in periodi di forte emergenza”.

Soddisfatti di questi importanti risultati strutturali anche il Direttore generale dell’Asl di Nuoro Paolo Cannas e il Direttore sanitario Peppino Paffi. “Quando ho scelto di guidare questa azienda – dichiara il Direttore generale – già sapevo di trovare una realtà ospedaliera dove non solo la sanità e l’assistenza, ma anche la ricerca scientifica e la diagnostica avanzata, vantano una tradizione che non ha nulla da invidiare a centri di ben altre dimensioni. Come ho ricordato nei miei primi incontri istituzionali, con il personale ASL e con gli amministratori locali, è davanti agli occhi di tutti il fatto che l’Ospedale San Francesco rappresenti un gioiellino della sanità in Sardegna, sia in termini di struttura e dotazioni tecnologiche, sia soprattutto in termini di professionalità che vi operano”.

“Quello che si sta facendo – prosegue Cannas – è un lavoro ingente per il quale è doveroso ringraziare tutto il personale medico e infermieristico, tecnico e amministrativo impegnato in queste settimane a garantire un’attività straordinaria, che si affianca a quella clinica ordinaria. E quest’ennesimo traguardo è la conferma che, al di là di una narrazione negativa troppo spesso prevalente, il presidio del San Francesco di Nuoro ha tutte le carte in regola per rilanciare il suo ruolo di polo sanitario per il centro Sardegna”.

“Il grande lavoro dell’Ematologia nuorese – interviene il Direttore sanitario -, con annessi i laboratori specializzati di Morfologia e Citochimica, Citofluorometria, Criobiologia, Citogenetica e Biologia Molecolare, dimostra ancora una volta che la ricerca e la diagnostica avanzata non si fanno solo nelle università, ma anche in questo ospedale. Ecco perché per noi è necessario investire nelle dotazioni infrastrutturali, tecnologiche e professionali di reparti che rappresentano un’eccellenza del Nuorese”.

“Così come è grande l’obiettivo raggiunto con passione, tenacia e abnegazione delle strutture coinvolte e lo staff tutto sia dell’Unità operativa di Immunoematologia e Medicina trasfusionale, sia del Laboratorio Analisi – conclude Paffi -. Un altro risultato questo, ottenuto da una squadra che crede in ciò che fa e che soprattutto lavora per migliorare la qualità dell’offerta sanitaria e la qualità della vita dei pazienti”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

03 Febbraio 2022

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