Il caso di una paziente deceduta presso l’Ospedale Sirai di Carbonia dopo un periodo di degenza in Pronto Soccorso per una frattura al femore, accende l’attenzione delle Istituzioni sull’accaduto. Ed a riguardo l’Assessorato Regionale della Sanità informa che la ASL Sulcis-Iglesiente, su impulso urgente dell’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, ha già trasmesso una prima relazione sui fatti.
La denuncia è stata presentata in una interpellanza da Daniela Garau (FdI), consigliera comunale del Comune di Carbonia, che attraverso un post facebook ha detto: “Pensare di arrivare all’ospedale Sirai con una frattura del femore, permanere nel corridoio e/ o astanteria del pronto soccorso per 13 giorni e cessare di vivere lì stesso, senza essere mai stato/a ricoverato/a in alcun reparto specialistico perché non ci sarebbero stati posti letto disponibili. Ho presentato in merito a quanto sarebbe accaduto un ‘interpellanza urgente”.
Nel suddetto atto Garau spiega: “Appreso da fonti informali che, nella data di ieri o del 1º novembre, sarebbe deceduta presso l’ospedale Sirai una persona, giunta presso il pronto soccorso in data 21 ottobre c.a, alla quale avrebbero diagnosticato una frattura del femore; questa persona non sarebbe stata ricoverata in alcun reparto specialistico e sarebbe stata tenuta, secondo quanto si apprenderebbe, in astanteria e/ o nei corridoi dello stesso pronto soccorso. Se l’informazione fosse confermata, si tratterebbe dell’ennesimo caso di denegata tutela della salute, cosi grave da determinare una presa di posizione netta e ferma non più procrastinabile nei confronti degli organi competenti preposti ad evitare siffatte situazioni”.
L’Assessorato fornisce dunque le prime comunicazioni, spiegando di aver richiesto, in particolare, alla ASL del territorio dove il fatto è avvenuto: “le circostanze che hanno portato al mancato ricovero della paziente in un reparto specialistico; i provvedimenti eventualmente adottati dall’Azienda Sanitaria per prevenire e scongiurare gravi danni alla paziente; le motivazioni per cui non sia stata individuata per tempo una soluzione alternativa di ricovero presso altre strutture del territorio o extraregione, tramite il coinvolgimento del bed manager regionale e dello stesso Assessorato regionale della Sanità; e, infine, le circostanze specifiche attraverso cui si sia giunti al tragico epilogo del decesso”.
L’Assessorato ha inoltre precisato che, “preso atto delle informazioni sinora acquisite, proseguirà le proprie verifiche attraverso l’attivazione di tutte le procedure previste, al fine di accertare in modo completo la dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabilità, onde garantire il pieno rispetto del diritto alla salute dei cittadini”.
Elisabetta Caredda