Personale sanitario.  Veneto, ok all’incremento fondi contrattuali, 52 milioni l’anno per 3 anni

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Personale sanitario.  Veneto, ok all’incremento fondi contrattuali, 52 milioni l’anno per 3 anni
Il provvedimento approvato dalla Giunta dà seguito al percorso di confronto con le organizzazioni sindacali concluso nelle scorse settimane e sottoscritto da tutte le sigle rappresentative. “Primi in Italia a concretizzare una misura innovativa che esprime le capacità di un’autonomia regionale” ha detto l’assessore Lanzarin

La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, ha approvato la delibera che autorizza l’incremento dei fondi contrattuali delle Aziende ed Enti del Servizio sanitario regionale, in attuazione del Patto per la Salute, come recepito con la Legge regionale n. 26 del 2024. L’intervento vale 52 milioni di euro annui per ciascun anno del triennio 2025-2027, risorse destinate al personale del comparto e della dirigenza sanitaria.

“Con questo atto – sottolinea l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – il Veneto è la prima Regione italiana a rendere operativa questa misura innovativa, che consente di portare nuove risorse alla contrattazione integrativa e di sostenere i professionisti nei contesti più complessi. Si tratta di una delle iniziative previste dal Piano regionale per il contrasto alla carenza di personale sanitario, con cui stiamo mettendo in campo strumenti concreti per rafforzare l’attrattività del nostro sistema.”

Il provvedimento dà seguito al percorso di confronto con le organizzazioni sindacali concluso nelle scorse settimane e sottoscritto da tutte le sigle rappresentative: il 28 luglio è stata definita la ripartizione tra comparto e dirigenza, introducendo per la prima volta una quota di welfare integrativo pari a 350 euro annui per ciascun dipendente; l’8 agosto è stato firmato il verbale con il comparto sanità; il 27 agosto quello con la dirigenza sanitaria. I beneficiari sono circa 44.300 dipendenti dei ruoli sanitario e sociosanitario del comparto e circa 10.200 dirigenti sanitari.

Le risorse saranno distribuite alle aziende secondo criteri trasparenti: l’85% con criterio perequativo per ridurre le differenze tra territori e il 15% sulla base del disagio territoriale, riconoscendo il lavoro svolto nei contesti più complessi (medicina interna, geriatria e servizi organizzati in turni sulle 24 ore). Gli indirizzi per la contrattazione integrativa prevedono, tra le priorità, l’incremento delle indennità di pronta disponibilità, notturno e festivo, il sostegno alla copertura dei servizi in contesti disagiati e la valorizzazione delle attività di tutoraggio.

“È un risultato importante – conclude l’Assessore – che testimonia la capacità del Veneto e delle organizzazioni sindacali di lavorare insieme con responsabilità. Ora la parola passa alle Aziende, che dovranno completare il percorso con la contrattazione integrativa e procedere alla materiale erogazione delle risorse a beneficio dei professionisti e dei servizi sanitari.”

04 Settembre 2025

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