Pronto Soccorso. Fials Catania: “Si punti su snellimento della burocrazia, qualità ed esperienza”

Pronto Soccorso. Fials Catania: “Si punti su snellimento della burocrazia, qualità ed esperienza”

Pronto Soccorso. Fials Catania: “Si punti su snellimento della burocrazia, qualità ed esperienza”
Per la segretaria provinciale, Agata Consoli, “senza cadere nella tentazione delle facili esemplificazioni e di soluzioni tanto roboanti quanto frettolose”, occorre però trovare una soluzione ai “molti gli accessi che rischiano di mandare in tilt i pronto soccorso, con attese spesso lunghe”. La proposta è “velocizzare le procedure e puntae sul personale più adeguato”. Ma anche migliorare l'informazione ai pazienti su come utilizzare al meglio i PS.

L’allarme sulle aggressioni nei Pronto Soccorso è ormai quasi quotidiano e uno dei fatto che scatenerebbe certe reazioni da parte dei pazienti e dei loro familiari è senz’altro l’attesa, legato anche all’iperafflusso. E anche laddove non si arrivi allo scontro, il malessere degli utenti e del personale sanitario nei Pronto Soccorso è spesso testimoniato da chi lavora o finisce in Pronto Soccorso.

Anche la Fials Catania evidenzia come sono “molti gli accessi che rischiano di mandare in tilt i pronto soccorso, con attese spesso lunghe” e “senza cadere nella tentazione delle facili esemplificazioni e di soluzioni tanto roboanti quanto frettolose”, chiede che “esamini il fenomeno nelle sue sfaccettature, individuando così le reali cause e concrete soluzioni”.

Per la Fials Catania gli aspetti da tenere in considerazione sono principalmente tre: “Informazione, quantità, qualità”.

“L’informazione – spiega il sindacato in una nota – è spesso carente: l’utenza punta a rivolgersi ai pronto soccorso anche quando avrebbe alternative. È diventata un’abitudine, quasi istintiva. Ovviamente, le alternative devono essere disponibili, raggiungibili, conosciute e riconoscibili. E già qui si entra nella quantità: i servizi a disposizione dell’utenza, compresi – ma non solo – i pronto soccorso, devono essere in congruo numero ed adeguata distribuzione”.

Per la Fials Catania questo, però, “non basta: la qualità del servizio reso non influisce ‘solo’ sulla salute ed il benessere del singolo cittadino oggetto di cure. La qualità del servizio passa da personale esperto ed adeguatamente formato ad operare in un settore strategico e dall’alto livello di stress. Solo il personale adeguato può quindi garantire un funzionamento quanto più possibile fluido, spedito (per quanto consentito dalla tipologia dei casi), in grado di affrontare l’ampio spettro di casistica possibile, riducendo al minimo l’incidenza di imprevisti e sovraccarico”.  

Come sostenuto con forza dal Segretario Provinciale Fials Catania, Agata Consoli, “si punti a snellire le procedure, a sbloccare gli iter amministrativi dalle farraginose lungaggini, si proceda quindi all’apertura delle strutture già da tempo di “imminente” inaugurazione. Ciò, in uno con l’affidamento di tali strutture, e di quelle già in funzione, al personale più adatto. Le figure già ci sono, spesso in altri reparti e servizi. Ma si pensi anche a quanti operatori siciliani della sanità fanno attualmente la fortuna delle strutture sanitarie extrasiciliane”.

Per Consoli “quella attuale è una situazione di impasse ben più ampia di quanto i singoli casi, che via via salgono agli onori delle cronache, possano raccontare, e che riguarda molte strutture ed un alto numero di assistiti. È quindi tassativo che si giunga, finalmente, ad una soluzione definitiva, che possa garantire la salute pubblica con cure spedite e di qualità. È una battaglia di civiltà che in molti paiono volersi intestare, ma che spesso, troppo spesso appare poi orfana nel fondamentale passaggio dalle parole ai fatti”.

13 Settembre 2018

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