Punti nascita di Verbania e Domodossola. Saitta: “Regione impegnata a salvarli attraverso il nuovo ospedale di Ornavasso”

Punti nascita di Verbania e Domodossola. Saitta: “Regione impegnata a salvarli attraverso il nuovo ospedale di Ornavasso”

Punti nascita di Verbania e Domodossola. Saitta: “Regione impegnata a salvarli attraverso il nuovo ospedale di Ornavasso”
Il Ministero della Salute ha chiesto chiarimenti alla Giunta in merito all’attività dei due punti nascita, che non raggiungono il requisito di 500 parti all’anno, e trattenuto 230 milioni di euro dalla quota del Fondo assegnata al Piemonte finché la situazione non sarà sanata. Saitta: “Dobbiamo  procedere velocemente con i passaggi necessari alla realizzazione dell’opera, in modo da ottenere la deroga”.

“Se non sarà realizzato il nuovo ospedale di Ornavasso, il Ministero della Salute obbligherà la Regione Piemonte a chiudere almeno uno dei punti nascita in funzione a Verbania e Domodossola”. Lo ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta intervenendo ad Omegna alla presenza dei sindaci dell’Asl Vco.

Il Ministero della Salute ha infatti chiesto chiarimenti alla Giunta regionale in merito all’attività dei due punti nascita. Secondo i parametri ministeriali, entrambi permangono sotto la soglia minima di sicurezza di 500 parti all’anno: nel 2017 sono stati 427 a Verbania e 128 a Domodossola.

Poiché entrambi i punti nascita non rispettano gli standard minimi nazionali, il Ministero ha deciso di trattenere in via cautelativa una somma pari a 230 milioni di euro l’anno dalla quota di fondo sanitario assegnata alla Regione Piemonte, fino a quando non si provvederà a sanare la situazione.

“Ho chiesto ormai da mesi una deroga al Governo – ha spiegato Saitta – e ho formalizzato che già oggi i due punti nascita operano in modo integrato, sono gestiti in rete e con un solo direttore e che entrambi restano in funzione proprio in attesa della realizzazione del nuovo ospedale del Vco. Proprio nei giorni scorsi ho ricevuto dal Ministero della Salute la richiesta di elaborare e comunicare al più presto un cronoprogramma dettagliato dell’apertura della nuova struttura ospedaliera. Occorre quindi evitare strumentalizzazioni politiche sul nuovo ospedale: dobbiamo procedere velocemente con tutti i passaggi necessari alla realizzazione dell’opera, in modo da ottenere la deroga e poter mantenere nell’immediato l’attività dei due punti nascita”.

24 Luglio 2018

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