Roma. Ifo: mostra itinerante sul ‘Drago senza Paura’. Al via prima tappa al Regina Elena

Roma. Ifo: mostra itinerante sul ‘Drago senza Paura’. Al via prima tappa al Regina Elena

Roma. Ifo: mostra itinerante sul ‘Drago senza Paura’. Al via prima tappa al Regina Elena
L’esposizione di scatti ritrae momenti di allenamento delle Pagaie Rosa: donne operate di tumore al seno che, dopo la malattia, hanno riscoperto la gioia di vivere rimettendosi in gioco attraverso un’attività sportiva abbastanza nuova in Italia, il Dragon Boat. Completa le foto una didascalia che descrive in sintesi la storia medica della donna, al fine di comunicare in modo diretto i trascorsi clinici e lo stato attuale.

“Il cancro mi ha cambiato la vita, ma il Dragon Boat mi ha insegnato a lottare ancora di più. Le Pagaie Rosa hanno cambiato i miei ritmi, scanditi, nel mio dopo, da gare, allenamenti, risate, fatica, limiti e sostegno, collaborazione e partecipazione, eventi e grandi mangiate, spensieratezza e impegno, condivisione e comprensione. Io sento che la felicità scende in barca ogni volta ed io, oggi, posso dirvi di saperla riconoscere”. La testimonianza di Evelina, colpita da un tumore al seno a 26 anni, è la sintesi perfetta del sentire di tutte le Dragon Lady e di ciò che intende narrare e trasmettere la mostra fotografica itinerante “Sul drago senza paura”.

Prima tappa della mostra è oggi agli IFO-IRE Regina Elena San Gallicano, luogo dove è stata ideata e progettata in collaborazione con Pagaie Rosa Onlus. L’esposizione di scatti ritrae momenti di allenamento delle Pagaie Rosa: donne operate di tumore al seno che, dopo la malattia, hanno riscoperto la gioia di vivere rimettendosi in gioco attraverso un’attività sportiva abbastanza nuova in Italia, il Dragon Boat. Completa le foto una didascalia che descrive in sintesi la storia medica della donna, al fine di comunicare in modo diretto i trascorsi clinici e lo stato attuale.
L’obiettivo è “trasmettere” alle donne che stanno affrontando il cammino della malattia la gioia di vivere ritrovata. Quale posto migliore, dunque, se non un ospedale dove centinaia di donne in cura passano quotidianamente il loro tempo. Prossime tappe? Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, ospedale San Giovanni e ASL di Viterbo.

Sono oramai decine di migliaia in tutto il mondo le donne operate per tumore al seno che praticano il Dragon Boat riuscendo a trasformare l’esperienza della malattia in una opportunità di incontro, condivisione, e programmi a lungo termine. Il progetto itinerante IFO-Pagaie Rosa Onlus “Sul drago senza paura” intende diffondere messaggi positivi e di incoraggiamento: perché ripartire con “vigore” dopo le cure può non essere difficile!

Il Dragon Boat favorisce la prevenzione del linfedema o “braccio gonfio”che, dopo intervento per tumore mammario, è una delle complicanze più frequenti ed interessa il 30% delle donne. Al linfedema si associano spesso disturbi dell’articolazione della spalla (spalla congelata) e disturbi di sensibilità del braccio. Vivere bene con il linfedema è possibile se si segue il regolare piano terapeutico e di fisioterapia con “mobilizzazione” dei distretti corporei interessati.

“Lavoriamo quotidianamente per il benessere della donna e per poter garantire il miglior trattamento possibile. E’ di fondamentale importanza – spiegano i clinici della Breast Unit e Servizio di riabilitazione oncologica del Regina Elena – il percorso riabilitativo personalizzato che include attività fisica, adeguate abitudini di vita e percorsi informativi/educazionali del paziente, per evitare possibili cause di peggioramento del linfedema. L’attività del dragon boat è in linea con l’approccio riabilitativo, multidisciplinare, utilizzato agli IFO, che considera gli esiti dei trattamenti non come deficit funzionali isolati ma inseriti nel contesto psico-sociale della persona.”

“La collaborazione con le Pagaie Rosa – sottolinea Marta Branca, commissario Straordinario Ifo – è un importante esempio di continuità assistenziale, di collaborazione, di sostegno reciproco tra ospedale e territorio, tra sport e salute, tra testimonianza e speranza. Ho sostenuto con entusiasmo questa mostra e colgo l’occasione per ringraziare i direttori generali degli ospedali che hanno accettato di ospitarla.”

“L’idea del progetto fotografico – spiega Maria Grazia Punzo, Presidente Pagaie Rosa Onlus – è stata quella di usare delle immagini per portare alle donne operate un messaggio di speranza, mostrando che non solo esiste un “dopo” ma che dopo si può avere una vita piena e avvincente più di prima”. La mostra resterà agli IFO fino alla fine di novembre.
 

15 Ottobre 2015

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