Salute mentale. Manai (Pd): “Servono più investimenti per riorganizzare i servizi sul territorio” 

Salute mentale. Manai (Pd): “Servono più investimenti per riorganizzare i servizi sul territorio” 

Salute mentale. Manai (Pd): “Servono più investimenti per riorganizzare i servizi sul territorio” 
L’open day sulla Salute mentale organizzato per domani dall’Aou di Sassari accende i riflettori sul tema. Manai: “L’Italia è uno degli ultimi paesi in Europa per investimenti sulla salute mentale. E’ necessario mettere nella posizione di poter accedere alle cure anche le persone che partono da una situazione di maggiore fragilità per condizioni economiche precarie o mancanza di lavoro”

Sassari si prepara all’Open Day dedicato alla salute mentale. Una iniziativa promossa dall’Azienda ospedaliera universitaria con la Clinica psichiatrica di San Camillo, che si inserisce all’interno delle iniziative promosse dalla Fondazione Onda per la campagna Ottobre Rosa e che permetterà ai cittadini di ricevere visite e consulenze in presenza.
 
Un evento, quello dell’open day sulla Salute Mentale, accolto con un plauso da Stefano Manai, giovane medico e responsabile nazionale PD del Coordinamento organizzativo delle consulte Sanità Regionali. “Mi complimento con l’Aou – dice Manai al nostro giornale -. Il periodo pandemico ha creato un vero e proprio disagio sociale, basti vedere l’allarme lanciato dall’UNICEF che sottolinea che un adolescente su sette tra i 10 ed i 19 anni convive con un disturbo mentale. Numeri alla mano parliamo di circa 46000 adolescenti che arrivano a togliersi la vita perché non adeguatamente supportati con le idonee terapie”.

“Il COVID – prosegue il responsabile nazionale PD – ha mostrato le vulnerabilità del nostro sistema sanitario nazionale soprattutto in ambito  psicologico, tanto che l’Italia è uno degli ultimi paesi in Europa per investimenti sulla salute mentale”.

“Servono pertanto – conclude Manai – maggiori investimenti per riorganizzare i servizi di salute mentale sul territorio e per mettere nella posizione di poter accedere alle cure anche le persone che partono da una situazione di maggiore fragilità per condizioni economiche precarie o mancanza di lavoro, le quali risultano sotto l’aspetto della salute mentale molto più fragili”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

07 Ottobre 2021

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