Sardegna. Al via a Sassari il Tavolo regionale per le cure primarie. Obiettivo: costruire un nuovo modello di assistenza di base

Sardegna. Al via a Sassari il Tavolo regionale per le cure primarie. Obiettivo: costruire un nuovo modello di assistenza di base

Sardegna. Al via a Sassari il Tavolo regionale per le cure primarie. Obiettivo: costruire un nuovo modello di assistenza di base
La chiave di volta individuata dal Tavolo è la medicina di iniziativa che dovrà coinvolgere in modo organico pediatri, medici di continuità assistenziale e altri professionisti per costruire un'alternativa funzionale agli ambulatori quotidianamente affollati. Il nuovo modello punterà ad affrontare le criticità e le patologie più frequenti nel malato anziano indirizzando l’utente verso nuovi percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali.

In Sardegna, come in tante altre realtà italiane, uno degli obiettivi primari è riorganizzare la medicina del territorio, soprattutto quella di famiglia, in modo da affinare nuovi strumenti che siano in grado di curare con maggiore efficacia i malati cronici. Proprio per mettere a punto questo percorso nei giorni scorsi si è riunito a Sassari il Tavolo regionale per le cure primarie istituito dall’Assessorato regionale alla Sanità con l’obiettivo di individuare un nuovo modello per l’assistenza sanitaria di base.
 

L’evento, ospitato nella sala convegni del presidio San Camillo, ha visto il primo confronto con i medici di medicina generale della Asl di Sassari. Oltre al Commissario Straordinario Agostino Sussarellu, erano presenti i direttori sanitario e amministrativo della Asl 1 Serenella Zedda e Andrea Marras, il Direttore del Distretto di Sassari Nicolino Licheri e il Direttore Generale della Sanità Giuseppe Sechi.
 

Punto di partenza un dato eloquente: sull’isola il 78% delle patologie sono croniche. La chiave di volta individuata è la medicina d’iniziativa che rivela chiaramente il grande passo avanti che i medici di base sardi, i pediatri, ai medici di continuità assistenziale, insieme ad altri professionisti dovranno fare nei prossimi anni in alternativa al vecchio sistema della cosiddetta medicina d’attesa, con gli ambulatori quotidianamente affollati. “Abbiamo bisogno di cambiare modo di fare le cure – ha spiegato Pino Frau, coordinatore del Tavolo regionale. – Oggi la nostra società è profondamente diversa. Sono gli anziani i nostri più assidui pazienti e a loro è dedicato il progetto regionale”.
 

Il modello che si intende proporre, costruendolo insieme con i territori, è quello che mira ad affrontare le criticità e le patologie più frequenti nel malato anziano indirizzando l’utente verso nuovi percorsi diagnostico-terapeutici ed assistenziali ( PDTA) in grado di rispondere a specifici bisogni di salute. L’esempio più comune è quello che fa riferimento alla patologia del diabete. “Un’equipe multidisciplinare attuando i protocolli del PDTA riesce a completare la presa in carico del paziente direttamente a casa sua” spiega ancora Pino Frau, "con poche presenze negli ambulatori medici".
La Asl di Sassari ha elaborato 12 Percorsi diagnostico – terapeutici ed assistenziali in fase di adozione che costituiscono la base del nuovo modello proposto dal Tavolo delle cure primarie. Il Tavolo ha ascoltato e raccolto le criticità manifestate dai medici di medicina generale presenti e ha rinviato la definizione della proposta per il territorio della Asl di Sassari ad un momento di confronto che verrà promosso presumibilmente a settembre.
 

17 Giugno 2015

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