Sciopero infermieri. Sit-in Nursind a Cagliari: “La professione è umiliata”

Sciopero infermieri. Sit-in Nursind a Cagliari: “La professione è umiliata”

Sciopero infermieri. Sit-in Nursind a Cagliari: “La professione è umiliata”
Un centinaio di persone hanno dato vita a un sit-in in piazza Ingrao, a pochi metri dal Consiglio regionale sardo, per urlare alle istituzioni le “numerose criticità” che affliggono il Ssr, “problemi strutturali aggravati però dalla pandemia. La nostra isola, più di altre regioni, paga lo scotto di una politica sanitaria che ha tagliato sul personale nelle corsie. Cambia poco poi se si decide di fare concorsi, serve tempo per formarli”.

Infermieri e operatori sanitari per l’ennesima volta in piazza a Cagliari. Questa mattina, in concomitanza con lo sciopero nazionale proclamato dal sindacato Nursind, un centinaio di persone hanno dato vita a un sit-in in piazza Ingrao, a pochi metri dal Consiglio regionale sardo. Striscioni, trombette e volantini per urlare alle istituzioni le “numerose criticità” che affliggono il sistema sanitario dell’isola, “problemi strutturali aggravati però dalla pandemia”. Su tutti la carenza di personale, che “costringe i sanitari a turni massacranti, a cui non fa seguito un’adeguata retribuzione”. “Non eroi, ma professionisti”, si legge in un cartello, “Dateci quello che ci spetta, niente di più”, in un altro.

“La nostra condizione lavorativa, e di conseguenza la qualità dell’assistenza erogata, sono peggiorate significativamente dall'inizio della pandemia- spiega alla Dire Fausta Pileri, segretaria Nursind Sassari e componente del direttivo nazionale del sindacato-. Ma sono anni che viviamo in una situazione stressante, con gli organici ridotti al minimo, e da tempo chiediamo interventi al governo e alla Regione. Ancora non abbiamo ricevuto risposte”. Criticità che investono tutta la sanità nazionale, “ma in Sardegna la situazione è davvero drammatica, soprattutto a Sassari e Nuoro – prosegue Pileri-. La nostra isola, più di altre regioni, paga lo scotto di una politica sanitaria che ha tagliato sul personale nelle corsie. Cambia poco poi se si decide di fare concorsi, serve tempo per formare le persone”.

Rispetto all'ultima manifestazione, il sindacato ha deciso di non incontrare i consiglieri regionali: “Abbiamo dibattuto a lungo se portare i documenti ai gruppi consiliari – sottolinea la sindacalista – scegliendo poi di non entrare nel Palazzo: l'ultima volta, a parte le manifestazioni di solidarietà, non abbiamo ottenuto nulla. Per questo oggi abbiamo chiesto che fossero i politici a raggiungerci in piazza per esprimere la propria vicinanza” (appello accolto dalle consigliere Rossella Pinna, Pd, e Laura Caddeo, Progressisti, ndr).

Sottolinea Fabrizio Anedda, segretario regionale Nursind: “Chiediamo che la nostra professione venga valorizzata, innanzitutto con il riconoscimento delle indennità. È poi urgente che venga aumentato il numero di sanitari nelle corsie, purtroppo stiamo registrando un indice nel rapporto infermieri-pazienti, soprattutto nei grandi ospedali, che non è più accettabile. Stiamo aspettando nuove assunzioni dal concorso pubblico, ma le lungaggini burocratiche – conclude Anedda – continuano a bloccare tutto, costringendo gli infermieri a lavorare in una situazione drammatica”.

28 Gennaio 2022

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