Sicilia. Lombardo nomina due assessori poi si dimette. Elezioni ad ottobre

Sicilia. Lombardo nomina due assessori poi si dimette. Elezioni ad ottobre

Sicilia. Lombardo nomina due assessori poi si dimette. Elezioni ad ottobre
"Il mio ruolo indebolito da una vicenda giudiziaria abimente giocata sul piano mediatico". Fino alle elezioni Lombardo continuerà comunque ad esercitare la carica di Governatore per le attività di ordinaria amministrazione. Claudio Torrisi nominato assessore all'Energia, Nicola Vernuccio alla Funziona Pubblica.

"Il mio ruolo è stato indebolito da una vicenda giudiziaria giocata abilmente sul piano mediatico” e comunque “i conti della Sicilia sono migliori di quelli dell’Italia”. Con queste parole, in difesa del suo operato, il dimissionario presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, si è congedato ieri di fronte all’Assemblea regionale siciliana (Ars). Ma oltre al discorso di addio, Lombardo si è riservato anche due ultime nomine nella Giunta, quella di Claudio Torrisi come assessore all'Energia e servizi di pubblica utilità e quella di Nicola Vernuccio alla Funzione Pubblica e Autonomie locali.
 
“Abbiamo fatto i conti in questi quattro anni con molte manovre del Governo nazionale che ci ha imposto vincoli. Eppure il debito dell'Italia è cresciuto fino a toccare il culmine dei circa 2 mila miliardi di euro, il 120% del Pil; mentre la Sicilia ha un debito in rapporto al proprio Pil pari al 7%”, ha detto il presidente dimissionario all'Assemblea regionale. Ma al Governo centrale Lombardo rimprovera anche “una vera e propria aggressione all’autonomia speciale. Non si parla più nel nostro Paese né di federalismo né di regionalismo, che è il fondamento dell’organizzazione del nostro Stato, mentre si sta affermando un nuovo centralismo che è lo strumento verso cui più agilmente governare processi di revisione della spesa, tagli e risparmi che molto spesso sono concordati in sede internazionale e che vengono imposti alle Regioni”.

Di fronte a questa situazione, ha sottolineato Lombardo motivando le sue dimissioni, “è necessario che, soprattutto il presidente della Regioni, possa esercitare a pieno le sue prerogative, sia libero da ogni vincolo e che non sia indebolito nel suo ruolo, soprattutto al confronto con i vertici delle altre istituzioni. Come ben sapete, così non è per me, da oltre due anni, “ a causa di “una vicenda giudiziaria giocata abilmente sul piano mediatico, attraverso una bella orchestrata fuga di notizie, tanto da ingenerare nell’opinione pubblica un’idea di grave responsabilità da parte mia”. Ma, ha sottolineato Lombardo, “al presidente della Regione Siciliana non è stato consentito di essere interrogato”e si tratta di una vicenda su cui, “per ben 3 volte nell’arco di questi due anni, la pubblica accusa ha richiesto l’archiviazione”. Inoltre, "non solo non è stato disposto, ma per me non è stato nemmeno chiesto un rinvio a giudizio", ha aggiunto Lombardo.

Le elezioni anticipate potrebbero svolgersi già prima del 28 e 29 ottobre, ma ha escluso la sua ricandidatura. Fino a quel momento, comunque, il presidente Lombardo continuerà però ad esercitare la carica di presidente della Regione per le attività di ordinaria amministrazione. Competenze minori saranno invece affidate al vicepresidente e assessore alla Sanità, Massimo Russo.
 

01 Agosto 2012

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