Sicilia. Lucia Borsellino scende in campo in difesa dell’assessore Russo

Sicilia. Lucia Borsellino scende in campo in difesa dell’assessore Russo

Sicilia. Lucia Borsellino scende in campo in difesa dell’assessore Russo
L'assessore è tirato in ballo nellle accuse rivolte alla giunta Lombardo, che dovrebbe dimettersi a fine luglio. Ma la figlia del magistrato ucciso 20 anni fa dalla mafia ne difende l'impegno: "Abbiamo lavorato con lui per istituire un presidio di legalità”, scrive in una lettera aperta rivolta ai cittadini siciliani.

Nelle immagini rimaste nella memoria collettiva, quelle dei giorni successivi all’orribile attentato mafioso che vent’anni fa uccise Paolo Borsellino e le persone della sua scorta, la figlia del magistrato Lucia è appena una ragazza. Oggi è una donna ed è la dirigente generale dell’Assessorato alla sanità della Regione Siciliana. In ragione di questo ruolo, venerdì scorso ha reso pubblica una lettera, firmata insieme ad altri due funzionari dello stesso assessorato Carlo Maiorca e Angelo Aliquò, nella quale si difende l’operato dell’assessore Massimo Russo, magistrato chiamato nel 2008 a risanare la sanità dell’isola, travolta dagli scandali e con un deficit di 700 milioni di euro, oggi praticamente azzerato.


 


“Nessuno deve mettere in dubbio la correttezza, la serietà e la professionalità del nostro operato. – ha detto Lucia Borsellino presentando la lettera ai giornalisti venerdì scorso a Palermo – Lavoriamo e agiamo secondo i valori che ci hanno insegnato i nostri genitori. E siamo orgogliosi del processo di rinnovamento che abbiamo contribuito a innescare nel sistema sanitario siciliano”.

Russo è stato coinvolto nelle polemiche che si stanno scatenando in vista delle prossime elezioni regionali siciliane, che dovrebbero tenersi il prossimo ottobre, dopo le dimissioni del presidente della Regione Raffaele Lombardo, annunciate per il 28 luglio.

La lettera firmata da Borsellino, Maiorca e Aliquò vuole invece difendere il lavoro compiuto da Russo, distinguendolo dai problemi che hanno coinvolto la Giunta. “Da quattro anni – si legge nella lettera – abbiamo avuto la possibilità di lavorare alla ristrutturazione di un sistema che faceva acqua da tutte le parti. Ci saremmo aspettati supporto, incoraggiamento, analisi lucide e critiche costruttive. Abbiamo sempre e solo visto, invece, e più che mai in questi giorni, subdoli tentativi di creare isolamento, invitando a farsi da parte, a tirare le conseguenze. A chi giova non alimentare la fiducia in una Sicilia capace di farcela da sola, con le migliori forze della sua terra? A chi giova parlare sempre di mafia in Sicilia e non parlare mai dei siciliani che la mafia la combattono ogni giorno facendo semplicemente il proprio dovere?”

“Consapevoli di valori condivisi da e con i nostri padri – prosegue la lettera – chiediamo e speriamo che il metodo di lavoro dell’assessore Massimo Russo possa contribuire a cambiare in meglio la cultura della gestione della cosa pubblica”. “Abbiamo lavorato con lui per istituire un presidio di legalità”, si legge ancora nelle conclusioni, che rinviano al recente appello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Aprite le porte e le finestre per rinnovare la politica e la società nel segno delle legalità e della trasparenza”.
 

28 Maggio 2012

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