Tagli al 118. La protesta dello Smi

Tagli al 118. La protesta dello Smi

Tagli al 118. La protesta dello Smi
Nicola Marini, responsabile nazionale 118 del Sindacato dei Medici Italiani, interviene sulla proposta elaborata dal responsabile Dipartimento Emergenza Urgenza della Azienda SudEst Toscana, in cui si prevede il taglio di 34 medici d’emergenza a Grosseto, Siena, Arezzo, Isola d’Elba. “La Regione chiama ‘razionalizzazione’ quella che è una autentica demolizione del sistema di emergenza”.

“La Regione Toscana intende eliminare 34 medici 118 nelle tre province dell’Azienda Sud Est, lasciando in grave carenza di organico anche il Pronto Soccorso di Portoferraio e l’Emergenza Territoriale 118 dell’isola nel pieno della stagione estiva”. A lanciare l’allarme è Nicola Marini, responsabile nazionale 118 del Sindacato dei Medici Italiani (Smi). Il taglio, spiega lo Smi, è contenuto nella proposta elaborata dal responsabile Dipartimento Emergenza Urgenza della Azienda SudEst Toscana, Massimo Mandò, ed indirizzata al Direttore Generale Enrico Desideri, protocollo 33/DEU, Arezzo 25/05/2017, avente per oggetto: “Attuazione riordino dell'Emergenza Sanitaria Territoriale USL Toscana Sud Est. Razionalizzazione del personale medico in ambito dipartimentale e aumento del personale infermieristico sul territorio”.
 
“Contro questa proposta – riferisce Marini – hanno preso posizione, con dichiarazione alla Commissione Paritetica Emergenza-Urgenza Usl   Toscana Sud-Est, istituto contrattualmente definito e riconosciuto all'art.6,comma 2 del CCNL 2005, le sigle sindacali riunite in Intersindacale Medica Area Emergenza Urgenza di Smi, Anaao Assomed, Fp Cgil Medici, Cimo e Fvm”.

“I cittadini ed i turisti delle città d’arte, delle vaste zone montane, dei piccoli paesi e delle isole dell’Arcipelago Toscano – prosegue Marini – vengono privati della sicurezza e del conforto di un Soccorso Medico Avanzato. Viene duramente abbassato così il livello di assistenza alla popolazione. La Regione sta facendo dei miserevoli conti dei "costi" sulla pelle dei cittadini in un servizio, l’emergenza, che scatta in situazioni drammatiche per la vita e  per  la salute delle persone” .

Lo Smi chiede che il risparmio “venga fatto in altri settori, eliminando disfunzioni e sprechi – aggiunge – invece la Regione chiama "razionalizzazione" quella che è una autentica demolizione del sistema di emergenza. Risparmiare soldi, non salvaguardare il servizio, questa è la dissennata parola d’ordine!”.

“Effetti collaterali – spiega Marini – saranno l’allungamento dei tempi di intervento medico sul territorio, aumento dei ricoveri impropri nei Pronti Soccorso, dilatazione dei tempi di attesa negli stessi! Risultato: un ulteriore danno per tutte le patologie, maggiori e minori”.

“Questo è il tanto vantato diritto alla salute del ‘modello toscano’?”, conclude Marini, che sottolinea: "La Regione Toscana, finora, ha salvaguardato primariamente la salute dei cittadini, nel cui quadro inserire efficienza e risparmio. Ora volta pagina, politicamente, dimenticando il bene comune per il Pensiero Unico liberista! Il Sindacato dei Medici Italiani, come nella battaglia contro l’h16 della Guardia Medica, sta sempre dalla parte dei cittadini, del loro diritto alla salute, nella più rigorosa difesa del Servizio Sanitario Pubblico, universale e gratuito, come sancito dalla nostra Costituzione”.

23 Giugno 2017

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