Umbria. Marini inaugura il “Nucleo Alzheimer” a Fontenuovo: “Modello da esportare”

Umbria. Marini inaugura il “Nucleo Alzheimer” a Fontenuovo: “Modello da esportare”

Umbria. Marini inaugura il “Nucleo Alzheimer” a Fontenuovo: “Modello da esportare”
Il progetto rientra nel Piano Nazionale Demenze, sulla base del quale la Giunta regionale ha deciso il finanziamento di due progetti sperimentali: quello inaugurato oggi a Fontenuovo, ed uno presso la Residenza Protetta per Alzheimer Non Ti Scordar di Me di Castel Giorgio di Orvieto, per Nuclei Specialistici Alzheimer.

“Il progetto di sperimentazione per la cura dell’Alzheimer che inauguriamo oggi sono certa che darà buoni risultati e potrà, in futuro, divenire un modello da esportare ed estendere in tutta la regione”. È quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione del nuovo “Nucleo Alzheimer” presso la residenza protetta Fontenuovo di Perugia.

Il progetto rientra nel Piano Nazionale Demenze, sulla base del quale la Giunta regionale alcuni mesi fa ha deciso il finanziamento di due progetti sperimentali: quello inaugurato oggi a Fontenuovo, ed uno presso la Residenza Protetta per Alzheimer Non Ti Scordar di Me di Castel Giorgio di Orvieto, per Nuclei Specialistici Alzheimer.

“Progetti che – ha detto la presidente Marini – mettono gli anziani più fragili, affetti da questa malattia, al centro delle azioni di assistenza da parte del servizio sanitario, attraverso iniziative di collaborazione tra strutture private convenzionate con il servizio pubblico, come è il caso di Fontenuovo. Qui oggi facciamo un passo in avanti nell’ambito della cura di queste malattie, perché il progetto intende sperimentare un modello assistenziale e terapeutico in stretta collaborazione tra i medici che operano in questa struttura, quelli dell’Azienda sanitaria e la stessa Università degli studi di Perugia. Ciò al fine di poter definire un modello ripetibile anche nelle altresì strutture della regione”.

“L’allungamento della vita – ha concluso Marini – è senza dubbio segno di qualità della vita, ma al tempo stesso ciò ci impone nuove sfide e di ripensare al nostro sistema di welfare che deve poter assistere e prendersi cura di persone anziane che presentano patologie molto diverse da quelle del passato”.

16 Dicembre 2016

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